IL MISTERO DEL DECRETO MILIONARIO CONTINUA

Il giorno 15 u.s. abbiamo pubblicato l’articolo “I casi di Latina” (http://www.latina5stelle.it/i-casi-di-latina/), ripreso lunedì 19 settembre da Il Giornale di Latina, e teso a evidenziare alcuni “casi” che hanno indebitato il Comune di Latina e sui quali i cittadini di Latina non hanno mai ricevuto adeguate spiegazioni. Nell’articolo, inoltre, erano state poste delle domande all’attuale assessore alla Semplificazione Antonio Costanzo.

Oggi (20 settembre) il Dr. Costanzo, attraverso un articolo pubblicato a pag. 4 de Il Giornale di Latina (di seguito), ha ritenuto opportuno dare una risposta che, tuttavia, riteniamo sia in palese contrasto con il comunicato che, il 31 gennaio del 2004 (http://www.parvapolis.it/…/latina-terme-di-fogliano-la-mag…/), fu diramato dai gruppi consiliari e dai partiti dell’allora coalizione di maggioranza (Casa delle Libertà) per difendere l’ex sindaco Zaccheo dalle giuste contestazioni politiche avanzate dalle opposizioni circa la “sparizione” del famigerato decreto ingiuntivo.

L'articolo pubblicato da Il Giornale di Latina in cui si riportano le considerazioni dell'assessore Costanzo in risposta alle domande poste dall'articolo "I casi di Latina".

L’articolo pubblicato da Il Giornale di Latina in cui si riportano le considerazioni dell’assessore Costanzo in risposta alle domande poste dall’articolo “I casi di Latina”.

 

Nel comunicato della Casa delle Libertà, risalente al gennaio del 2004, si afferma che “i partiti e i gruppi consiliari della Casa delle Libertà condividono la ferma intenzione del Sindaco di procedere con rigore e con la massima trasparenza nella individuazione delle persone fisiche responsabili del grave disservizio burocratico verificatosi. Rilevano che la composizione della Commissione Amministrativa, di cui stato nominato presidente Antonio Costanzo, già componente del Nucleo di Valutazione offre sul piano tecnico la massima garanzia di efficacia nel raggiungimento degli obiettivi di chiarezza e di individuazioni delle responsabilità personali.

Sotto il profilo della trasparenza politico-amministrativa i partiti e i gruppi consiliari della Casa delle Libertà esprimono piena fiducia nei confronti di Antonio Costanzo, già candidato a sindaco nelle liste dell’Ulivo nelle precedenti elezioni e capo della opposizione in Consiglio Comunale nella precedente consiliatura, e degli altri membri della Commissione Amministrativa, consapevoli della loro massima serietà ed imparzialità.
Il lavoro di indagine che sarà svolto da tale commissione sarà sicuramente di estrema utilità alla locale magistratura inquirente, già personalmente attivata dal Sindaco, Vincenzo Zaccheo, non appena avuta notizia della sottrazione del carteggio amministrativo concernente il decreto ingiuntivo“.

Non risulta che l’attuale assessore abbia mai smentito il contenuto del comunicato stampa in questione e non ci sembra credibile che lo stesso ne potesse essere allo scuro.

Il Dr. Costanzo sostiene, oggi, di essersi occupato solamente di verificare le procedure, e che avrebbe riscontrato molti problemi, per cui lo smarrimento del decreto ingiuntivo sarebbe la logica conseguenza di talune criticità strutturali della macchina amministrativa.
Quanto affermato da Costanzo è smentito dai fatti.
A memoria d’uomo, non risulta sia mai accaduto che un atto di tale importanza notificato presso il Palazzo Comunale sia andato smarrito. L’unico caso è proprio quello delle Terme.

Senza contare che scaricare le responsabilità sulla commissione Trasparenza dell’epoca, la direzione generale e la Procura acuisce ancor di più il senso di impotenza verso un mistero che ormai ha assunto i tratti del grottesco. È opportuno ricordare infatti che anche la commissione Trasparenza e la direzione generale non hanno poteri d’indagine e che se questa mancata competenza viene fatta valere (solo nel 2016, non nel 2004) da Costanzo per la Commissione Amministrativa, allora essa deve valere anche per questi due organi. Per quanto riguarda la Procura, non si è pienamente compreso se, per l’assessore, fosse stata questa a dover indagare o se fosse stata questa a dover aspettare le risultanze della Commissione Amministrativa.

Il Dr. Costanzo, ci sia concesso, dovrebbe rispondere a una semplicissima domanda: quel decreto ingiuntivo è mai arrivato sulla scrivania del Sindaco o del suo capo di gabinetto?

La città ha bisogno di trasparenza e verità, a maggior ragione su un caso così eclatante come “lo smarrimento” del decreto ingiuntivo che ha messo in carico alla collettività un debito di circa 8 milioni di euro nei confronti della Soc. Condotte.
Voltare pagina, o per meglio dire “cambiare libro”, significa anche tirare fuori tutti gli scheletri che si nascondono negli armadi dell’amministrazione comunale di Latina.

Attendiamo fiduciosi.

I “CASI” DI LATINA

Il consigliere comunale Calvi (Forza Italia), in un lungo quanto retorico panegirico, si è lamentato della puntata di “FuoriRoma” dedicata a Latina e alle sue “ferite” inferte da una passata gestione politico amministrativa tanto sciatta quanto fallimentare.
Ferite che ancora oggi sono ben visibili come una macchia nera su di una tela bianca. Ma in mancanza di memoria, per rendersi conto di queste ferite, basterebbe guardare il video della trasmissione di RAI Tre  senza audio in modo da far riversare l’attenzione esclusivamente sulle immagini panoramiche della città.
Forse solo così lo “smemorato” Calvi potrebbe rendersi conto di quanto il suo accorato appello risulti, agli occhi di chi una memoria ancora ce l’ha, tanto ridicolo quanto esilarante.
Ma se poi nemmeno le immagini dovessero bastare, tra le righe dell’articolo di Marianna Vicinanza, pubblicato ieri sul Giornale di Latina, è contenuta una tra le migliori risposte che si potevano dare ad un politico che, per lungo tempo, ha fatto parte proprio di quella maggioranza che non solo non ha saputo risolvere problemi che Latina si trascina dagli anni ’80 ma, quota parte, ha contribuito a peggiorarli.
Infatti, come ben evidenziato, il comune di Latina ha spesso perso cause giudiziarie contro i privati anche quando si sarebbe potuto giungere ad una salomonica mediazione in grado di far risparmiare tempo e denaro ai contribuenti.
Una delle cause più disastrose è stata quella contro la Soc. Condotte SpA che nel 2003 ha contestato alla Soc. Terme di Fogliano (partecipata del Comune per l’85,92% e della Provincia per il 14,08% in liquidazione dal 2004) un debito di circa 4,5 milioni di euro. Questo debito fu notificato tramite un Decreto Ingiuntivo (n.1291/03 del 22.10.2003) misteriosamente scomparso dagli uffici comunali e che costrinse l’amministrazione ad una tardiva quanto fallimentare opposizione. Nei successivi 13 anni, anche grazie ai disattesi consigli di accordo transativo che sarebbero stati proposti dal relativo liquidatore incaricato (Salvatore Dr. D’Amico), il debito con i relativi interessi è quasi raddoppiato raggiungendo la cifra di circa 8 milioni di euro.
Fatto sta che un decreto ingiuntivo “scomparso” è stato la causa che ha portato a uno spropositato debito fuori bilancio.
Ma la memoria di quei giorni ci rimanda al nome dell’attuale Assessore Antonio Costanzo che, all’epoca dei fatti, secondo quanto riportato dalla testata on line Parvapolis, presiedeva la Commissione Amministrativa. Detta commissione era stata indicata dall’ex sindaco Zaccheo, con il plauso di tutta la sua maggioranza, come l’organo più idoneo a stabilire la verità, accertare le responsabilità personali e favorire le indagini della locale magistratura inquirente già interessata da un esposto dell’ex primo cittadino.
A questo punto verrebbe da chiedere al Dr. Costanzo: “ma gli accertamenti della Commissioni Amministrativa da Lei diretta a cosa portarono? Furono accertate responsabilità individuali? Il tutto fu poi notificato alla locale magistratura inquirente? Ma, soprattutto, i responsabili della sottrazione del decreto ingiuntivo dagli uffici comunali, se individuati, furono perseguiti penalmente?”. Fatta chiarezza su questi interrogativi il Dr. Costanzo potrebbe impegnarsi , soprattutto ora che riveste una posizione privilegiata all’interno dell’amministrazione, nella ricerca dei responsabili di tutti i debiti fuori bilancio che affliggono il comune di Latina, come opportunamente richiestogli ieri dalla consigliera d’opposizione Zuliani in Commissione Affari Istituzionali .
Ma la cosa più grave, in tutta questa scandalosa vicenda, è che il Decreto Ingiuntivo ottenuto dalla Soc. Condotte, avendo la Soc. Terme di Fogliano perso il ricorso sia in I° che II° Grado e avendo la stessa società rinunciato a ricorrere in Cassazione è oggi esecutivo. Perciò ora la Soc. Condotte, a meno di improbabili colpi di scena, potrà procedere alla vendita all’asta dei 72 ettari di terreno (attualmente pignorati) a ridosso del Lido di Latina sui quali, a quanto riportato dalle cronache del Messaggero, già si starebbero consolidando degli interessi privati di natura immobiliare.
Del resto si sa che, di massima, le aste giudiziarie possono costituire una vera e propria occasione d’investimento. Tuttavia, non è stato così per il comune di Latina quando il 5 Giugno 2003, sempre sotto l’amministrazione Zaccheo, ha acquistato all’asta, alla “modica” cifra di 2,5 milioni di euro (al massimo rialzo che l’ente poteva sostenere), l’immobile della Soc. ICOS fallita nel 1999 ed ex proprietaria del rudere che, ancora oggi, costituisce un penoso biglietto da visita per i visitatori che accedono a Latina dal versante ovest.
Per il fallimento dell’ICOS , oltre ad altri imputati, fu rinviato a giudizio per bancarotta fraudolenta e poi prescritto (il 13 maggio 2014) un certo Salvatore D’Amico. Incredibile caso di omonimia o si tratta della stessa persona nominata liquidatore della Soc. Terme di Fogliano nel 2004 dall’ex sindaco Zaccheo e della Società Logistica Merci nel 2010 dal Commissario Nardone?
A questo punto non ci si può non fare una domanda: “se invece di un incredibile caso di omonimia si dovesse trattare dello stesso professionista com’è possibile che, a suo tempo, non sia stato ravvisato un macroscopico caso d’inopportunità?”.
Ma Latina, si sa, è la città dei “casi”.
Una città dove l’ex consigliere comunale Malvaso e l’ex assessore all’urbanistica Di Rubbo, indagati per la cosiddetta “variante Malvaso” di Borgo Piave, ad ottobre prossimo rischiano il rinvio a giudizio ma il secondo risulterebbe, a quanto riferito dalle cronache locali della scorsa primavera, indagato anche per un’ipotesi d’abuso d’ufficio, insieme all’ex assessore Nasso, per un lotto di terreno di 6 ettari ubicato alle spalle di Via dell’Agora , a loro indirettamente riconducibile, su cui sarebbe stata avviata ma non conclusa una procedura di cambio di destinazione d’uso da agricolo a urbano.
Ecco, allora, che la memoria ci ricorda le parole pronunciate l’8 novembre 2014 dal Questore di Latina De Matteis : “il core business è il cambio di destinazione d’uso”. Parole scomode che indussero il deputato Maietta (ex assessore al bilancio di Latina) a presentare e poi ritirare una interrogazione parlamentare, “a sua insaputa” , contro lo stesso Questore.
Perché mai?
Forse perché si voleva “richiamare all’ordine” chi aveva osato dichiarare apertamente che a Latina non c’era la dovuta “… sensibilità verso il malaffare dei colletti bianchi”?
Del resto, come sappiamo, a marzo del 2015 il Tribunale di Latina è stato scosso dall’arresto del Giudice Antonio Lollo che ha messo in evidenza: “un consolidato sistema corruttivo, grazie al quale i consulenti nominati dal giudice nelle singole procedure concorsuali, abitualmente corrispondevano a quest’ultimo una percentuale dei compensi a loro liquidati dal giudice stesso”.
Dunque, alla luce di questi bizzarri “casi”, non sarebbe legittimo pensare che magari, oltre ad una sciatta e burocratica gestione politico amministrativa, dietro alcuni debiti fuori bilancio del comune di Latina ci sia stato un vero e proprio sistema d’interessi criminoso a danno del Comune e dunque dei cittadini di Latina?
Alla magistratura l’ardua sentenza.

2016-09-14-gdl-su-debiti-fuori-bilancio

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Riferimenti & Fonti:
http://www.raiplay.it/video/2016/09/FuoriRoma-86a34fa4-cb36-4e47-9450-e01078295174.html

http://www.ilmessaggero.it/latina/terme_di_fogliano_gli_arabi_offrono_15_milioni-1684219.html

http://www.ilmessaggero.it/latina/terme_855_ville_di_lusso_tra_il_mare_e_fogliano-1802162.html

http://www.ilmessaggero.it/latina/ville_a_fogliano_gli_arabi_fanno_prezzi_stracciati-1827991.html

http://www.radioluna.it/news/2014/05/scandalo-ex-icos-tutto-prescritto/comment-page-1/?thumb_date=2016-06-01

http://latina.ogginotizie.it/300616-bancarotta-icos-tutti-assolti-in-prescrizione/#.V9lh2fmLTIU

http://www.parvapolis.it/a-18432/politica/latina-terme-di-fogliano-la-maggioranza-si-giustifica-attaccando-anzich-stringersi-attorno-alla-citt-la-sinistra-fa-soltanto-propaganda/

http://www.latinaoggi.eu/news/news/10687/Variante-Piave–per-Malvaso–e-Di-Rubbo-chiesto-il-rinvio-a-giudizio.html

http://www.latinaoggi.eu/news/news/19245/Nasso-Di-Rubbo-e-l-affaire-Isonzo-Residence–7-indagati-per-associazione-a-delinquere.html

http://www.latinaquotidiano.it/di-rubbo-sul-caso-isonzo-residence-nessuna-variante/

http://www.comitato-antimafia-lt.org/?p=27282

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/07001&ramo=C&leg=17

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/20/latina-retata-tribunale-fallimentare-arrestati-magistrato-cancelliere-sottufficiale-gdf-commercialisti/1524272/

Latina una città poco accessibile

barriere architettoniche

Molte persone diventano disabili o lo sono già dalla nascita, invece naturalmente tutti si diventa anziani

Molti sono i quartieri della città, compreso il litorale di Latina, che hanno carenze sostanziali e normative nelle strutture di accesso per le persone diversamente abili.

Latina è un esempio di cattiva amministrazione e a farne le spese sono i disabili e gli anziani che devono vedersela tutti i giorni con numerose barriere architettoniche dal centro città alla periferia. Numerosi gli attraversamenti pedonali poco fruibili da persone che si muovono sulla sedia a rotelle o con ridotta mobilità, una situazione dovuta senza dubbio alla scarsa sensibilità o alla poca lungimiranza dei vari dirigenti comunali e dei tecnici che, a vario titolo, sono intervenuti nella realizzazione delle opere di viabilità che dovevano sopperire alle barriere architettoniche adeguando strade, marciapiedi, strutture e palazzi pubblici. Ci sono ancora molti marciapiedi senza scivoli, le strisce pedonali spostate di diversi metri rispetto alle rampe di discesa, cunette e dossi che non si raccordano con i marciapiedi e che diventano pericolose, costringendo gli ipovedenti, i disabili e gli anziani a evitare la rampa di discesa e utilizzare la strada mettendosi in una situazione di rischio. Per non parlare dei pali della luce, dei cassonetti, delle paline e tabelle che limitano i passaggi e sono da intralcio a carrozzelle e pedoni.

INTERVISTA AL SINDACO DAMIANO COLETTA

Latina 5 Stelle magazine Movimento 5 stelle Latina Cinzia David barriere architettoniche

Programma di adeguamento per accesso ai disabili sul lido di Latina

Queste e altre problematiche sulle barriere architettoniche sono state sottolineate durante l’intervista, tenutasi la mattina del 30 agosto 2016, da parte di “Latina 5 Stelle Magazine” al sindaco Damiano Coletta e a Gianfranco Buttarelli che riveste l’incarico di assessore all’urbanistica con delega alla Viabilità nell’attuale amministrazione di LBC – purtroppo, l’assessore, all’ultimo momento, non si è reso disponibile e a rispondere alle domande era presente il sindaco.

Damiano Coletta ha dichiarato che la soluzione alle problematiche delle barriere architettoniche è un argomento prioritario. L’amministrazione ha già stilato un programma di adeguamento delle passerelle per accesso ai disabili sul lido di Latina e pensano, nel frattempo, di utilizzare il sostegno degli sponsor.

Per quanto riguarda i vecchi soldi stanziati e, forse, spesi dalle passate amministrazioni per i lavori sul lido, viene chiesto al sindaco lo stato dell’arte sul completamento dei lavori sul lungomare nel tratto Foce Verde-Capo Portiere, per la riqualificazione e la realizzazione di servizi con accesso agevolato ai disabili sulle spiagge libere, anche alla luce del fatto che a Latina erano stati destinati in passato 2.230.400 Euro dal 2007 e un’altra tranche nel 2009/ 2011 di circa 1.995.150 Euro (finanziamento regionale). Alla domanda, il sindaco ha risposto che fino a ora hanno già sollevato tanti coperchi dai quali, ha confermato, sono usciti molti dei gravi problemi del sistema delle vecchie amministrazioni, mentre sulla destinazione d’uso dei tanti milioni di euro stanziati in passato ha dichiarato di non saper rispondere. La sua giunta, ribadisce il sindaco, però ha un piano già inserito nelle linee programmatiche e quanto prima sarà divulgato anche nel documento programmatico: “In base a un dossier, che un’associazione ha già completato, intendiamo mettere a norma questa città rispetto alle barriere architettoniche”. Aggiunge che, insieme all’assessore Buttarelli, ha già preso un accordo per un incontro con l’architetto Fabrizio Crispo di Roma.

Latina 5 Stelle magazine Movimento 5 stelle Latina Cinzia David barriere architettoniche

 

Accessi al mare e comitati di quartiere

Nel voler spiegare l’intenzione del Comune sugli accessi al mare, il sindaco ha risposto che le passerelle sono fatiscenti e nelle scorse settimane è stato vietato laccesso ad alcune delle discese per motivi di sicurezza. Sugli stanziamenti delle risorse economiche per i lavori di adeguamento delle passerelle, l’amministrazione è a conoscenza che i lavori non sono stati fatti dalle ditte incaricate delle opere e ha dichiarato di voler portare chiarezza, auspicando il rispetto per i cittadini e rinnovando l’impegno del Comune per un diverso rapporto tra amministrazione e città.

Attiverà, sostiene Damiano Coletta, i comitati di quartiere per una comunicazione più diretta tra la amministrazione e i cittadini, in modo da evitare la personalizzazione della politica dove il politico diventa il depositario delle istanze.

 

Barriere al centro città e trasporto pubblico locale (TPL)

Quando si parla di disabilità la intendiamo a 360°, risponde il primo cittadino, e l’intento sarà quello di occuparsi di tutte le barriere architettoniche, comprese le barriere sensoriali. Alla domanda sull’accesso dei disabili al TRASPORTO PUBBLICO LOCALE (TPL), Coletta ricorda il bando che l’attuale amministrazione ha dovuto bloccare al fine di prendere in considerazione tanti altri aspetti.

 

RIFLETTENDO SU QUESTI TEMI CON SENSO CIVICO A 5 STELLE

Il problema più avvertito e di dimensioni sicuramente macroscopiche è quello dellaccessibilità alle strutture e ai luoghi pubblici per le persone con disabilità motoria e difficoltà sensoriale.

La vera rivoluzione sarebbe quella di coinvolgere attivamente la cittadinanza, oltreché le associazioni e le società che si occupano di sociale, non solo attraverso la pubblicazione dei bandi di gara, ma sopratutto nella fase di realizzazione delle opere stesse. Latina5Stelle Magazine vigilerà al fine che questa amministrazione dia seguito alle promesse fatte durante la campagna elettorale e ribadite anche nel corso di questa breve intervista.

 

Una volta strutturata la città a misura di chi in qualche modo è più visibilmente svantaggiato, pensate voi quanto sarà più avvantaggiato chi cammina con le proprie gambe.

L’Ultima Spiaggia

Latina 5 Stelle magazine Movimento 5 stelle Latina Cristiano Noce territori costieri e il paesaggioLa diffusione del dossier WWF «L’Italia: l’ultima spiaggia – Lo screening dei mari e delle coste della Penisola» ha aperto una più ampia riflessione sulle tendenze che negli ultimi 50 anni hanno consolidato il significato di «minaccia» per i territori costieri e il paesaggio.

Le aree tutelate sono sempre più soggette a pressioni edificatorie che modificano, in modo talvolta irreversibile, la morfologia della costa e, quindi, il paesaggio. L’aumento della densità dell’urbanizzazione, particolarmente accentuata nel versante tirrenico, obbliga a una visione sostenibile più ampia, verso una difesa maggiormente attiva dei valori ambientali e paesaggistici locali. La Convenzione Europea del Paesaggio, nel campo di applicazione del termine, include tutto il mondo fisico, naturale, rurale e urbano, come viene percepito dagli abitanti che lo vivono, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni. Si afferma il principio giuridico del fondamento dell’identità naturale locale, componente essenziale della qualità della vita, espressione della ricchezza e della diversità del patrimonio culturale, ecologico, sociale ed economico” (Consiglio d’Europa, Convenzione europea del paesaggio, Congresso dei poteri locali e regionali d’Europa, Firenze, 2000). Tali principi includono implicitamente il senso della partecipazione e della condivisione per l’avvio di un nuovo ciclo relazionale (e progettuale) di senso comunitario. Compromettere il paesaggio è come perdere una parte «dell’abitare», nel senso del riconoscimento di quei valori identitari che rendono l’abitante vivo.Latina 5 Stelle magazine Movimento 5 stelle Latina Cristiano Noce territori costieri e il paesaggio

Non è necessario essere «ambientalisti» per comprendere i segni tangibili di una crisi che raggiunge e supera i limiti di una crescita alimentata solo dal consumo di suolo. Risorse, beni naturali e culturali sono paesaggio, elementi costitutivi dell’identità locale, proiettati nella dimensione dell’essere territori e imprescindibili dal rapporto uomo-ambiente.

I processi di trasformazione subiti dai territori costieri non hanno eguali in altri periodi storici per ampiezza e rapidità; le trasformazioni sono spesso attuate senza un riconoscimento delle preesistenze e, in alcuni casi, articolano paesaggi disordinati, caotici, di difficile lettura. Il paesaggio dovrebbe conservare, non soltanto nella percezione, le caratteristiche di un «bene pubblico», dove tutti gli abitanti sono potenzialmente inclusi nelle ricadute positive delle sue trasformazioni. La necessità di stabilire un quadro strategico normativo e operativo che consenta di adottare o incentivare indirizzi, metodi e tecniche di gestione del paesaggio (in linea con l’interesse generale), deve essere ancor prima che un obiettivo, un processo condiviso e consapevole. Una maggiore considerazione del «valore paesaggio» nella gestione del territorio comporta un’azione trasversale a più livelli che passa attraverso la conoscenza e la cura delle componenti naturali e culturali. Significa garantire la conservazione e ricercare una valorizzazione delle risorse attraverso una progettualità di rapporti mirati a una scala locale che non neghi la forma originaria di convivenza. Prende forma una tendenza interpretativa che lega l’ambiente, non soltanto costiero, allo sviluppo urbano secondo i tratti di una nuova cultura della città in senso sostenibile e condivisibile. Viene concretamente alimentata una ricerca di «valori locali» per coordinare le politiche territoriali alle diverse scale (europea, nazionale, regionale e locale) che possa integrare le tre dimensioni dei processi di sviluppo (ambientale, economica e sociale). Per superare «L’Ultima Spiaggia» è necessario armonizzare in un’unica prospettiva di governance i diversi ambiti di intervento (salvaguardia, valorizzazione della qualità ambientale, la gestione sostenibile e la pianificazione del paesaggio oltre che la protezione della natura e della diversità biologica). Questa prospettiva di gestione territoriale o ambientale richiama allo stesso tempo l’attenzione su piani concettuali e procedurali, dal tema dell’esercizio del potere verso il tema della qualità di tali azioni soprattutto in termini di efficacia, coerenza, informazione e partecipazione per non sprofondare nella disfatta.

Latina 5 Stelle magazine Movimento 5 stelle Latina Cristiano Noce territori costieri e il paesaggio

E poi «L’ultima spiaggia» ricorda il romanzo post apocalittico di Nevil Shute degli anni ’50 (On the Beach), dove, nell’emisfero australe, sono confinati gli ultimi sopravvissuti alla terza guerra mondiale e le nubi radioattive stanno uccidendo qualsiasi essere vivente al loro passaggio. Il governo ha distribuito delle pillole agli abitanti per affrettare la morte quando le sofferenze diventano insopportabili. Un’atmosfera di rassegnazione domina sugli ultimi mesi dell’umanità, una dopo l’altra le città soccombono alla nube radioattiva e le persone cercano di passare questo periodo come se tutto fosse normale.

Davide versus Golia: una storia che si ripete

Latina5stelle magazine Andrea Zuccaro Pontinia Biogas Movimento 5 Stelle Latina

 

Troppo facile descrivere questa storia come la vittoria di Davide contro Golia. Bisognerebbe, infatti, capire chi sia Davide e chi sia Golia. Rassegnati oramai all’idea che le multinazionali dell’energia sono le regine dispotiche del mondo, si è sempre parlato delle comunità locali come dei perenni Davide, accettando assurdamente il concetto in base al quale i territori che ospitano migliaia di persone valgano molto di meno di un pugno di consiglieri di amministrazione. Bisognerebbe cambiare subito paradigma.

Con una disputa durata 15 anni, il Comune di Pontinia e i suoi cittadini più attenti sono riusciti a contrastare e, alla fine, ad avere la meglio su due progetti di costruzione di centrali elettriche nel bel mezzo della sua campagna. O meglio, in una specie di zona industriale che certifica plasticamente il fallimento di qualunque politica industriale, ed energetica, portata avanti dai governi italiani. Il primo progetto riguardava una centrale turbogas da 400 MW alimentata a gas naturale, presentato nel 2002 dalla società Carlton Power. Il secondo era il progetto di una centrale elettrica alimentata a biomasse da 20 MW presentato intorno al 2006 dalla società Pontinia Rinnovabili. Pontinia, un paese con più animali da allevamento che abitanti, doveva diventare la turbina del centro Italia.

Latina5stelle magazine Andrea Zuccaro Pontinia Biogas Movimento 5 Stelle Latina

Erano gli anni successivi alla Legge Obiettivo (2001), la trovata berlusconiana per contrastare la caduta degli alberi in Svizzera. La legge era stata approvata in tutta fretta dopo il black out che colpì l’Italia intera nel settembre del 2001 per colpa, appunto, di un albero svizzero che, cadendo, tranciò i cavi di un elettrodotto. A un certo punto, l’Italia si scoprì a corto di energia. Ne nacque un inutile nonché stucchevole chiacchiericcio che portò alla Legge Obiettivo. Il governo prometteva “paccate” di miliardi e procedure snelle per le infrastrutture energetiche, di qualunque tipo e dimensione. Nel Lazio vennero presentati addirittura 14 progetti di centrali elettriche, di cui 3 Turbogas in provincia di Latina, due ad Aprilia e una, per l’appunto, a Pontinia.

Perché furono scelte Aprilia e Pontinia rimarrà per sempre un mistero. Girava una voce a quei tempi che descriveva le due comunità come poco coese: individualisti e forse più facilmente malleabili rispetto a comunità più antiche come quelle lepine o del sud pontino.

Intanto, i progetti delle centrali viaggiavano beatamente sotto traccia. Ma non sfuggirono al radar di Giorgio Libralato, attivista di Pontinia, che ovviamente iniziò a predicare nel vuoto. Infatti, il Comune di Pontinia, retto dal sindaco di centrosinistra Eligio Tombolillo, alla prima Conferenza dei Servizi diede il suo assenso al progetto. La retorica è la stessa: sviluppo, lavoro, ricchezza e bla bla bla. Ed energia più o meno pulita.

C’era così tanto bisogno di energia che già nel dicembre del 2005 (dopo tre anni dalla presentazione del progetto della turbogas: molto veloce per gli standard italiani) si ottenne la Valutazione di Impatto Ambientale da parte del Ministero dell’Ambiente. Il comune di Pontinia, guidato dal sindaco di centrodestra Giuseppe Mochi, non si oppose e l’opinione pubblica era poco informata e ancora frastornata dal chiacchiericcio sulla scarsità di energia e sull’impossibilità di accendere la luce sul comodino.

Successivamente la “paccata” di miliardi del Governo si stava dimostrando un bluff. A quel punto, il progetto della turbogas, dopo essere passato alla Pontinia Power, divenne di proprietà dell’Acea, la multiutility romana. Sarebbe diventata lei la Golia mediatica.

Bisognerà aspettare l’Epifania del 2007 perché anche i cittadini di Pontinia, quelli più consapevoli di ciò che stava accadendo, decidessero di mettersi insieme e scoprire le carte in tavola. Da una parte nacque la Rete dei Cittadini contro la Turbogas, un gruppo di persone di diversa estrazione politica e culturale, che puntò prima di tutto a informare la popolazione di Pontinia e dei paesi vicini. Dall’altra parte, un gruppo di professionisti si mise a disposizione dell’amministrazione per coadiuvarla nel respingere il progetto della Turbogas e della Biomasse. Il Comune, nel frattempo, era ritornato nelle mani di Eligio Tombolillo e il sindaco aveva cambiato idea, giustificando la giravolta con la metafora del “mi hanno fatto vedere una bella valigia, ma non quello che c’era dentro”. Cosa conteneva lo mostrarono i ragazzi della Rete quando organizzarono un incontro pubblico nel teatro cittadino. Venne proiettato un reportage sulla centrale Turbogas di Termoli, appena inaugurata, e fu subito chiaro che non c’era traccia dei 400 posti di lavoro promessi. Vennero ascoltati altri pareri di esperti sui rischi di una centrale del genere. Il teatro fu solo il punto di inizio.

Latina5stelle magazine Andrea Zuccaro Pontinia Biogas Movimento 5 Stelle Latina

Negli anni a venire, la Rete organizzò incontri e dibattiti sulla turbogas, arrivando a coinvolgere i cittadini e le amministrazioni di Priverno, Sezze, Terracina, Sonnino e il Parco Nazionale. L’aerea industriale di Mazzocchio (dove sarebbero dovute nascere le centrali), infatti, è al confine di questi comuni e gli effetti delle due centrali sarebbero stati equamente divisi tra tutti. Ma Pontinia era formalmente l’unica autorizzata a parlare ai tavoli istituzionali.

Non si arrivò mai ad azioni eclatanti come l’occupazione dei binari della ferrovia o dell’Appia. Si sapeva che era l’ultima spiaggia. E l’errore di concedere il territorio alle due centrali fu evitato perché il Comune iniziò veramente a lavorare per affossare il progetto. A ogni riunione, a ogni richiesta di atti, si mettevano in luce le contraddizioni di questo progetto, la sua inutilità, la sua pericolosità, la sua produzione di veleni assolutamente ingiustificabile. Ad aiutare gli amministratori, quando magari sembrava che nicchiassero, c’era la società civile che gli ricordava sempre gli impegni e presenziava per quanto poteva ai tavoli istituzionali. Sullo sfondo le idee, il lavoro e il sostegno tecnico di avvocati, geologi, agronomi, professori universitari e consulenti che redassero i documenti e gli studi necessari a confutare le tesi del progettista. Una bella macchina da guerra che rimase più o meno unita davanti a tutto; davanti alle richieste di risarcimenti milionari intentate da entrambe le società, davanti all’ipocrisia della Regione Lazio; davanti all’ottusità dei tecnici ministeriali e anche davanti ai dischi rotti del “tanto le fanno!” e/o del “come accendi la luce del comodino?”.

Le soddisfazioni, alla fine, sono arrivate. La prima nel 2012. Una lettera della Gaz de Suez, che nel frattempo era diventata il maggior azionista privato di Acea, comunica al Comune di Pontinia che il progetto della centrale è definitivamente accantonato. E neanche una scusa per 10 anni di stalking.

La seconda è del 2016. Il Tar del Lazio certifica che il progetto della centrale a biomasse da 20 Mw non esiste più. Proprio così, non esiste più, scomparso, volatilizzato. Questa volta per il Comune neanche una lettera e la sgradevole sensazione di aver impegnato tempo, fatica e denaro contro il nulla cosmico. Una specie di “abbiamo scherzato, che c’hai creduto?”.

È proprio l’epilogo a stabilire chi, in questa storia, è il Davide e chi il Golia. Forse la Gaz de Suez si può definire un Golia. Ma di certo non l’Acea, una società che vive di monopoli e che riesce allo stesso tempo a essere affogata di debiti. Di certo non lo è la Pontinia Rinnovabili, una società con un capitale sociale da 10 mila euro che voleva costruire una struttura da 40 milioni di euro. Golia è lo scetticismo e la rassegnazione della gente e di chi avrebbe i titoli per poter parlare ma non lo fa. Golia è la sciatteria e la faciloneria di quei dirigenti pubblici che non conoscono la geografia ma che pretendono di decidere sulla testa di migliaia di persone e degli organi democraticamente eletti. Golia è il cicaleccio diffuso con cui si affronta il tema energetico, ripetendo che la luce sul comodino non si può accendere senza le centrali e tralasciando scientemente di dire che l’Italia esporta energia da anni. E con infrastrutture di trasmissione migliori ne esporterebbe molta di più.

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Golia è l’ignavia di quei politici eletti che non prendono mai posizione, che si mettono, lautamente pagati, sul ciglio del fiume ad aspettare il cadavere. Qualunque esso sia, basta che non sia il proprio.

Golia, infine, è l’ignoranza del disfattismo. Quello del vicino di casa che è disposto a passare sulla salute sua, dei suoi figli e dei suoi cari pur di non fare un piccolo sforzo e affrontare una battaglia che sembra impossibile vincere, senza capire che perderà comunque, anche se si rinuncia a schierarsi contro quello che apparentemente sembrerà il più forte.

a cura di Andrea Zuccaro