BIOMETANO? NO GRAZIE!

di Luca Pietrolucci

La società Recall, sarebbe intenzionata a realizzare un impianto di trattamento della frazione umida dei rifiuti per la produzione di bio-metano nei pressi di Latina Scalo.

Come attivisti del M5S non possiamo che essere contrari a questo progetto poichè la nostra provincia è stata già abbastanza martoriata a livello ambientale. Ricordiamo, infatti, la presenza di due ex centrali nucleari (di Borgo Sabotino e del Garigliano), della discarica di Borgo Montello e di altre meno note ma non per questo meno inquinanti.

Il Dottor Pasquale Milo, presidente della Sezione ISDE (Associazione Italiana Medici per l’Ambiente ) di Latina, in una lettera indirizzata all’amministratore delegato di Recall, ha dichiarato che le verifiche effettuate dal gestore dei servizi energetici hanno riscontrato che il 64% degli impianti Biogas e Biomasse in Italia risultano irregolari, citando l’inchiesta della commissione parlamentare sugli illeciti inerenti ai rifiuti del 2015.

Ricorda, inoltre, che nel caso di Latina Scalo si potrebbe applicare  il principio precauzionale U.E. poiché, come l’ISDE ha dimostrato, in Italia è rischioso autorizzare la costruzione di impianti a Biogas.

Inoltre, la presenza di tali impianti richiede un utilizzo intensivo di terreni agricoli per la coltivazione di materiale che dovrà poi essere bruciato provocando l’immissione in atmosfera di particelle come il monossido di carbonio, il biossido di azoto, polveri sottili etc etc.

L’impianto in questione, per di più, si inserirebbe in un’area sensibile dove è presente la “LANXESS”, industria chimica soggetta a piano di valutazione riguardante i rischi di incidente rilevante (direttiva Seveso) e varie aziende agricole per non parlare della vicina oasi ambientale dei Giardini di Ninfa.

La proprietà del sito sarebbe della DRS Depositi Surgelati Regionali SpA e questo ci spinge a chiederci se la “Recall” abbia fatto sottoscrivere il progetto per la realizzazione della centrale a biogas anche alla DRS, considerata parte in causa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Riferimenti e fonti:

https://www.latinacorriere.it/2018/02/20/centrale-bio-metano-latina-scalo-progetto-recall-sul-terreno-proprieta-della-depositi-regionali-surgelati/

https://www.latinacorriere.it/2017/02/15/latina-scontro-biomasse-biogas-lisde-lezione-alla-recall/

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=LEGISSUM%3Al32042

 

IL FUTURO È DONNA!

Il futuro dell’Italia è nelle mani, in particolare, delle donne le quali, di massima, sottovalutano il loro potere decisionale soprattutto in ambito politico. Basti pensare che, secondo il censimento ISTAT del 2011, gli uomini risultano in minoranza.
Purtroppo il “gentil sesso”, da sempre, non sembra particolarmente attratto dalla politica. Come biasimarlo?
Invece, c’è una fetta sempre più consistente di donne che frequenta gli stadi per seguire la propria squadra del cuore o, forse, solo per condividere una passione con il proprio “lui” tifoso.
Sarà per questo motivo che il partito con più voti “rosa” risulta essere quello di Forza Italia?
O, magari, si sconta ancora la forza persuasiva delle reti televisive dell’ex cavaliere, disarcionato anche da una condanna all’interdizione dai pubblici uffici (ovvero è incandidabile, non eleggibile, ne può esercitare il diritto di voto)?
Eppure, molte donne continuano a votare il partito azienda di Mr.B nonostante tutto; nonostante le condanne subite da diversi suoi esponenti politici; nonostante il fatto che il partito a cui danno il loro consenso sia stato fondato da un condannato per frode fiscale e dal suo più stretto collaboratore, a sua volta condannato a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.
Le donne, mai come in questa tornata elettorale, possono finalmente decretare l’inizio di un radicale cambiamento.
Un percorso mai intrapreso in questo paese che richiede un atto di consapevolezza e di quel necessario coraggio per garantire un futuro a quei tanti giovani che, ogni anno, decidono di abbandonare l’Italia per cercare di costruirselo altrove.
Solo per questo motivo le donne, madri, figlie o sorelle di questi giovani traditi, ma non solo, dovrebbero capire quanto è importante il loro interessamento alla politica, il loro approfondimento, la loro partecipazione, la loro scelta, poiché il possibile cambiamento, nei paesi fortunatamente democratici, si può e si deve innescare con il voto.
Ebbene, a Latina, ieri, c’è stata la presentazione dei candidati M5S nazionali e regionali inclusi nei collegi provinciali di Latina, Frosinone e aree metropolitane connesse.
Tra i candidati, tante donne preparate e determinate che hanno compreso quanto sia importante dare il proprio contributo.
* * * * *
Gianluca Bono
candidato M5S al Senato
Collegio Plurinominale Lazio-3

DISOCCUPAZIONE PONTINA? SOLUZIONI A 5 STELLE!

di Luca Pietrolucci

Latina, dopo la crisi economica di quest’ultimo decennio, è stata una delle zone maggiormente colpite dal crollo occupazionale. Infatti, dopo il “crash” del 2008, gli indicatori riguardanti il lavoro a Latina hanno raggiunto livelli d’allarme.

Secondo l’ISTAT, nel 2016, la disoccupazione ha raggiunto un preoccupante 15,5% (oltre la media nazionale) mentre quella giovanile è arrivava a toccare il 43,3%.
In tal senso, la proposta del M5S di introdurre il “reddito di cittadinanza” in favore di chi ancora oggi vive sotto la soglia di povertà, porterebbe un po’ di sollievo nella nostra provincia.
Questo tipo di “sussidio” non è, come i partiti vogliono far credere, a fondo perduto ma si prefigge l’obiettivo di formare i disoccupati e i NEET (not engaged in education, employment or training), ovvero cittadini che non studiano, non lavorano ne più cercano un impiego, preparandoli per l’inserimento nel mondo del lavoro tramite specifici corsi di formazione.
Nel frattempo il sussidio consentirà il loro dignitoso sostentamento ma solo se accettano la formazione ed il servizio socialmente utile offerto dal proprio comune in cambio del previsto contributo economico.
Terminato il periodo di formazione al cittadino verranno fatte tre offerte di lavoro, se le rifiuterà tutte perderà il diritto a riceve il “reddito di cittadinanza”. Se, invece, accetterà avrà un lavoro.
Verrà inoltre introdotto un reato ad “hoc” per prevenire e reprimere eventuali tentativi di truffa come il doppio lavoro per ottenere sia uno stipendio (magari in nero) sia il reddito di cittadinanza.
Intanto, in attesa che il reddito di cittadinanza diventi una realtà nazionale, i cittadini laziali possono già contare sul fondo (circolare) di microcredito e microfinanza del M5S Lazio, garantito dalle elargizioni di parte delle retribuzioni dei relativi consiglieri regionali, che può contare su uno stanziamento di 750 mila euro.

C’È CHI DONA… E CHI INTASCA!

È di ieri lo “scoop” delle Iene sul mancato contributo di alcuni parlamentari M5S al fondo di garanzia (gestito dal Ministero dello Sviluppo Economico) alimentato, lo ricordiamo, anche con parte degli emolumenti dei portavoce pentastellati.
Ebbene, con circa 20 milioni di euro restituiti dai parlamentari M5S sono già state finanziate più di 6.000 imprese.
Tuttavia, il comportamento scorretto riconducibile solo ad alcune “mele marce” non può ne deve umiliare l’impegno e la correttezza della maggioranza di quei portavoce che, invece, hanno tenuto fede al loro impegno morale e che, in questi giorni, stanno svolgendo campagna elettorale spendendo anche la loro personale credibilità.
Il danno d’immagine che taluni soggetti, di cui auspichiamo la rapida espulsione, hanno fatto al M5S e a tutti gli attivisti che, volontariamente e senza percepire alcun rimborso, costituiscono la rete territoriale su cui si basa l’organizzazione civico politica del Movimento è incommensurabile.
L’eventuale danno politico ed elettorale, invece, lo si potrà misurare solo il 5 marzo.
Tuttavia, in una campagna elettorale che verrà ricordata tra le più meschine e volgari che hanno mai avuto luogo nell’Italia repubblicana, già si stanno scatenando gli “sciacalli” dei principali antagonisti politici e dei media a loro asserviti.
Sciacalli che “ululano” in tutte le direzioni nel disperato tentativo di attirare l’attenzione dell’elettorato di pancia, quello che non approfondisce e che, spesso, non ricorda che nelle tasche di chi ora punta il dito è entrato, negli anni, un fiume di denaro PUBBLICO.
Ma, esattamente, di cosa stiamo parlando?
Qui si sta montando un caso su soldi personali non donati secondo la promessa fatta alla propria compagine politica in sfregio del programma nazionale M5S.
Ma chi “ulula” si dimentica del fatto che mentre la maggioranza dei parlamentari M5S hanno comunque onorato la loro promessa contribuendo, altruisticamente, ad alimentare un fondo di garanzia ministeriale, i parlamentari degli altri schieramenti politici, di massima, quei soldi se li sono intascati senza rendere conto a nessuno.
* * * * *
Gianluca Bono
candidato M5S al Senato
Collegio Plurinominale Lazio-3

LA QUALITÀ DELLA VITA E LA VIVIBILITÀ URBANA

Torna la classifica delle 110 PROVINCE CON LE RELATIVE CITTÀ CAPOLUOGO italiane sulla  vivibilità dei territori provincia per provincia. Si può mettere in evidenza il nord della nazione al sud, le migliori e le peggiori province, ma una cosa è certa che se non si è tra i primi si scende nel gradimento e quando si supera in classifica la posizione 55 si entra direttamente nella zona rossa, una “bad area” una zona d’ombra dove scalando e indietreggiare si arriva alle ultime posizioni, un campanello d’allarme, come le periferie estreme e degradate di un’area metropolitana. I nuovi parametri usati dal sole 24Ore ci raccontano senza prosciutti agli occhi i territori italiani. Dall’ambiente ai rifiuti prodotti per ogni singolo cittadino, alla efficienza della raccolta differenziata, al verde pubblico a m2 messo a disposizione per ogni abitante. La viabilità e la possibilità di utilizzare i servizi di trasporto pubblico. La dinamicità del territorio sulle aziende che producono e che fanno export; quelle che aprono e quelle che chiudono, la disoccupazione e il peso della presenza di stranieri da integrare. La percezione di sicurezza, l’efficacia e l’efficienza della giustizia, evidenziando il tempo di durata dei processi oltre i tre anni. I morti per omicidi e tentati omicidi e i fattori negativi di influenza criminosa sulla vita reale delle comunità. Molti sono i sottofattori presi in considerazione come parametri utilizzati dalla ricerca, non c’è che dire, nessuna città o provincia ne esce indenne dal calcolo matematico utilizzato come un vero bisturi chirurgico.  Ma arriva anche il tempo libero, la cultura, la ristorazione e la presenza di struttura ricettive e agrituristiche, la demografia e la crescita della popolazione.

IL COLPO DI GRAZIA SUL BENESSERE NELLE PROVINCE ITALIANE A 360 GRADI LO FORNISCONO I DATI SULLA SANITÀ LOCALE

Che tesse l’ordito di civiltà di una popolazione, tutto viene alla luce: contando il numero di strutture per abitante, il numero dei posti letto disponibili per abitanti, il numero di medici infermieri e paramedici, con il conteggio delle apparecchiature diagnostiche a disposizione per migliaia di utenti e malati.

Continua a leggere