ESPOSTO PER IL FALLIMENTO DELLA SOC. TERME DI FOGLIANO

Il gruppo civico-politico “Meetup 256”, in seguito alla riunione svoltasi lo scorso 11 maggio, tenuto conto:

– del fallimento della Società Terme di Fogliano (proprietà del Comune e della Provincia di Latina) decretato dal tribunale di Latina il 20/12/2017;

– degli eventi politico amministrativi che hanno condotto al fallimento di una società pubblica;

– dei documenti acquisiti nell’ambito di accesso agli atti presso il Comune di Latina;

– delle pubblicazioni scientifiche disponibili presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università Sapienza di Roma;

– degli approfondimenti curati dal proprio attivista Gianluca Bono;

– delle notizie redatte, nel tempo, da noti giornalisti locali;

ha ritenuto doveroso presentare mercoledì 16 maggio, sia alla Procura della Repubblica di Latina che alla Corte dei Conti del Lazio, un esposto per “presunto danno patrimoniale ai danni del Comune e della Provincia di Latina a seguito del fallimento della Società Terme di Fogliano S.p.A.”

Quanto sopra, al fine di determinare se sia o meno configurabile, a carico dei pubblici amministratori che, nel tempo, si sono avvicendati al governo della stessa società, del Comune e della Provincia di Latina, qualsivoglia responsabilità di tipo penale o erariale.

Il gruppo Meetup 256 si riserva di organizzare, nelle prossime settimane, assemblee pubbliche tese a far conoscere alla cittadinanza la cronologia di un fallimento politico, economico, territoriale che si è protratto per più di sessant’anni. Una patetica storia in cui burocrazia, sciatteria e ignavia hanno fagocitato l’idea di sviluppo di un’area di pregio composta da circa 72 ettari di terreno, situati nei pressi del lido di Latina e del lago di Fogliano (Parco nazionale del Circeo),  sui quali,  secondo la stampa locale, si starebbero già concentrando interessi di carattere speculativo.

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Alleghiamo la notizia pubblicata, in data odierna, dal quotidiano Messaggero.

TODO STAGNA

Amministrare una città non è facile, soprattutto se si eredita una situazione fallimentare. Di massima, come spesso accade in molti comuni che cambiano amministrazione e direzione politica, almeno i primi due anni trascorrono tra ritardi e scoperte di scheletri negli armadi, errori più o meno fisiologici, ambizioni e distrazioni di varia natura, primi sintomi di autoreferenzialità e vari mantra che vanno da: “siamo i più bravi” a “ce l’hanno tutti con noi” a “gli altri erano peggio”.
Il cittadino dovrebbe mantenersi razionale, pragmatico, paziente perchè, come dicevano i saggi, “i cavalli si vedono all’arrivo”.
Tuttavia, quando dopo due anni di “abituiamoci al bello” ci si imbatte ancora in:
– cassonetti dell’immondizia lerci, rotti o stracolmi;
– strade sempre più simili a mulattiere;
– marciapiedi dissestati e sporchi;
– segnaletica stradale orizzontale e verticale invisibile o divelta;
– auto parcheggiate ovunque in particolare sugli scivoli per disabili, in curva o sulle strisce pedonali;
– mamme con relativi passeggini che per fare una passeggiata devono equipaggiarsi stile Lara Croft;
– aree verdi modello savana o sommerse dai residui dell’erba rasata e triturata unitamente a detriti di varia natura;
– parchi per bambini impraticabili;
– progetti tanto voluti dai “bikers” più noti e determinati della città, come il più chiacchierato anello ciclabile o le prime e ultime quattro case avanzate, meritoriamente ottenuti ma ora incredibilmente sbiaditi come gli elettori di Latina Bene Comune;
– una toponomastica che sembra essere diventata più importante dell’urbanistica;
– un ufficio anagrafe più simile al girone dantesco dell’inferno dove manca solo la scritta “lasciate ogni speranza o voi che entrate”;
– taluni impiegati comunali che, nel 2018, trascurando l’inidoneità ad interagire educatamente con il pubblico, hanno ancora difficoltà ad usare i computer in dotazione al punto da non saper nemmeno prelevare immagini da una chiavetta USB;
– automobilisti che girano per la città come se fosse il loro autodromo personale sicuri che, difficilmente, verranno fermati da una pattuglia della Polizia Locale cronicamente sotto organico;
– barriere architettoniche che il sindaco Coletta voleva eliminare nei suoi primi 100 giorni di mandato (booommmmm!!!), ecc. ecc.;
… allora, ti rendi conto che il “todo cambia” si è trasformato in “todo stagna” e continui ad ingoiare bile nella speranza che il terzo anno sia quello buono per una città che sta perdendo la pazienza.

DEMOCRAZIA DIRETTA & TRASPARENZA

Riceviamo e pubblichiamo il video girato da un attivista M5S del Comune di Manziana (nei pressi del lago di Bracciano – area metropolitana di Roma).
Nel video l’attivista si confronta con il consigliere regionale M5S Devid Porrello da cui spera di ottenere risposte in merito ai motivi che hanno portato lo “staff nazionale” a non certificare alcuna lista elettorale M5S, nell’ambito delle elezioni amministrative del proprio comune.
Un attivista deluso come tanti altri a livello nazionale che, ancora oggi, cercano risposte, trasparenza, uniformità, verità… ONESTÀ … intellettuale, da un Movimento che, in diverse occasioni, si è mostrato ambiguo e poco trasparente proprio nella procedura di attribuzione della certificazione ai gruppi civici locali richiedenti, in particolare, quando in presenza di richieste plurime nell’ambito di uno stesso Comune.

In tale circostanza il M5S sembra adottare strategie e soluzioni differenti a seconda di un impermeabile criterio che, anche se inverosimile, ancora oggi sembrerebbe sconosciuto persino ai portavoce eletti che, se interrogati al riguardo, si trincerano dietro la solita comoda risposta: “chiedete allo staff nazionale”.
Tuttavia, come testimoniato dal video, appare evidente che nelle varie regioni/province alcune figure (portavoce, ex portavoce o attivisti particolarmente accreditati) siano stati delegati (ufficialmente o arbitrariamente???) a “giudicare” la bontà o meno dei gruppi locali richiedenti certificazione.
Eppure, per il Movimento della “democrazia diretta”, la selezione tra più richieste potrebbe/dovrebbe avvenire demandando la relativa selezione agli iscritti tramite il voto sul portale Rousseau. Ovviamente, la facoltà di voto dovrebbe essere riservata agli iscritti residenti nel relativo comune o, se di numero insufficiente, a quelli della provincia o, addirittura, della regione poiché peggio di una scelta sbagliata c’è solo la NON possibilità di scelta.
Eventuali liste antagoniste dovrebbero essere chiamate a pubblicare sul portale Rousseau, oltre che i dati ed i curriculum dei relativi componenti, anche i rispettivi programmi per la città e quanto fatto in ambito civico per la tutela e la valorizzazione dei beni comuni dei pertinenti territori.
Quest’ultimo aspetto, in particolare, dovrebbe ottenere il massimo risalto poiché la richiesta di certificazione potrebbe giungere anche da cittadini che aspirano semplicemente ad un ruolo politico ma che, nell’ambito civico, non hanno mai fatto nulla per la propria comunità o per il proprio territorio.

Ecco perché riteniamo che la non certificazione di una lista M5S per il comune di Aprilia, dove alle ultime elezioni nazionali 17 mila apriliani (ovvero il 33% dei votanti) hanno dato il proprio consenso al Movimento, sia un grave errore politico poiché i relativi sostenitori non meritano questo tipo di indifferenza.
Sarà anche per questo motivo che il M5S alle elezioni amministrative e regionali ancora non riesce a raggiungere risultati lusinghieri?
Ad Aprilia l’eventualità di una NON certificazione appare ormai scontata nonostante siano due i gruppi civici che hanno presentato la necessaria documentazione per rappresentare il M5S alle prossime elezioni amministrative del 10 giugno.

Dal video, inoltre, emergerebbe una “oscura” realtà che fa apparire il M5S più simile, se non peggio, dei tradizionali partiti. In sostanza, emergerebbe la presenza di “referenti” che, tuttavia, agirebbero come dei veri e propri “capi bastone”. Questi soggetti sarebbero chiamati a stilare delle “pagelle” sui gruppi territoriali in attesa di certificazione.
Dette valutazioni, del tutto soggettive e non certamente scevre da possibili influenze, non solo mortificano i valutati, a loro insaputa, ma minano alla base una delle colonne portanti del M5S, ovvero la “democrazia diretta”.
Purtroppo, ad oggi, appare chiaro che nella procedura di certificazione locale continuano ad essere usati criteri discrezionali, non trasparenti e, soprattutto, non omogenei.

Alla luce di quanto si evince da questo video nascono spontanee le seguenti domande:
1. Chi sono questi referenti?
2. Cambiano a seconda della provincia?
3. Chi gli ha nominati o eletti?
4. Che parametri di valutazione utilizzano?
5. Se ritenuti necessari, perché non vengono ufficializzati?

I cittadini, simpatizzanti, attivisti del M5S si meritano la verità poiché, in caso contrario, alla prossima campagna elettorale, sarà ancora più difficile trovare volontari disposi a sacrificare tempo e risorse personali per organizzare eventi, banchetti o attività in favore dei futuri candidati “portavoce” e, come sappiamo, il vertice senza base è destinato all’implosione (PD docet).
Non è tollerabile che, in assenza di una trasparente legittimazione e di criteri di valutazione uguali per tutti, alcuni “referenti e/o portavoce” possano segnare il destino elettorale di città dove l’attivismo pro M5S non è mai venuto meno, come fu per Latina nel 2016.
Il primo partito nazionale non può avere al suo interno zone d’ombra di questa portata. Per questo motivo, invitiamo i “portavoce” locali, regionali e nazionali a fare chiarezza, il prima possibile, auspicando un confronto pubblico.

 

 

ASFALTOPOLI

Chi ha viaggiato in Europa ha avuto modo di notare come le strade urbane ed extraurbane, di massima, sono quasi sempre ben tenute e, a prescindere dalle condizioni meteorologiche, si può contare sia su un manto stradale in condizioni ottimali, sia sulla segnaletica verticale e orizzontale presente e ben visibile.
Allora come mai da noi, di massima, sembra essere l’esatto contrario?
Perché sulle strade statali o regionali che collegano un capoluogo di provincia ad un altro capoluogo o addirittura ad una capitale, di massima, sembra di attraversare paesaggi lunari pieni di buche e asperità, causa sempre più frequente di incidenti a volte anche mortali?
Se poi ci spostiamo sulle strade urbane o periferiche ci imbattiamo in vere e proprie mulattiere, di massima, prive di adeguata segnaletica, in particolare verticale.
Ebbene, a Roma, per gli appalti dal 2012 al 2015 (amministrazioni Alemanno e Marino) si è scoperto il perché!
Da noi, invece, l’inchiesta “Touch Down” ha fatto emergere il medesimo sistema anche per la manutenzione delle strade provinciali.
Ma se il modus operandi fosse molto più diffuso? Magari un vero e proprio sistema consolidato che viene promosso, in particolare, in presenza di funzionari pubblici che non vogliono essere “messi ai margini”?

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PAR CONDICIO?

Per i cittadini di Latina che vogliono tenersi informati su ciò che accade nel capoluogo, nella sua provincia e nelle vicine zone dell’area metropolitana romana ci sono, di massima, quattro possibilità.
La prima, è quella di leggere l’unico quotidiano locale disponibile nelle edicole che copre una vasta area territoriale.
La seconda, è quella di farsi un giro delle testate o para-testate web che si riferiscono alla propria città e/o zona.
La terza, dare un’occhiata al TG3 ovvero ai TG delle emittenti locali.
La quarta, tipica del cittadino che non vuole lasciare nulla al caso e cerca di farsi un’idea generale nel tentativo di colmare tutte le lacune informative, dolose o meno, è quella di adottare tutte le citate opzioni.
Ma l’ultima opzione, lo sappiamo, è la più difficile e poco praticata da chi, in generale, non ha molto tempo per informarsi.
Per chi, invece, ne ha pochissimo (purtroppo nella maggior parte dei casi) rimane solo la prima possibilità.
Dunque o si compra direttamente l’unico quotidiano disponibile oppure, in occasione del classico caffè o spuntino al bar, si da una sbirciatina ai giornali presenti nel locale, solitamente messi a disposizione della clientela dal relativo gestore.

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