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Chi ha viaggiato in Europa ha avuto modo di notare come le strade urbane ed extraurbane, di massima, sono quasi sempre ben tenute e, a prescindere dalle condizioni meteorologiche, si può contare sia su un manto stradale in condizioni ottimali, sia sulla segnaletica verticale e orizzontale presente e ben visibile.
Allora come mai da noi, di massima, sembra essere l’esatto contrario?
Perché sulle strade statali o regionali che collegano un capoluogo di provincia ad un altro capoluogo o addirittura ad una capitale, di massima, sembra di attraversare paesaggi lunari pieni di buche e asperità, causa sempre più frequente di incidenti a volte anche mortali?
Se poi ci spostiamo sulle strade urbane o periferiche ci imbattiamo in vere e proprie mulattiere, di massima, prive di adeguata segnaletica, in particolare verticale.
Ebbene, a Roma, per gli appalti dal 2012 al 2015 (amministrazioni Alemanno e Marino) si è scoperto il perché!
Da noi, invece, l’inchiesta “Touch Down” ha fatto emergere il medesimo sistema anche per la manutenzione delle strade provinciali.
Ma se il modus operandi fosse molto più diffuso? Magari un vero e proprio sistema consolidato che viene promosso, in particolare, in presenza di funzionari pubblici che non vogliono essere “messi ai margini”?


Ecco spiegato il motivo per cui in un paese corrotto come il nostro dovrebbe essere prevista, all’interno dell’ordinamento giuridico, la figura dell’agente provocatore.
Solo in questo modo si potrebbe costituire il necessario deterrente per ridurre, drasticamente, un fenomeno che impatta direttamente sulla sicurezza e sulle tasche dei contribuenti.
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Riferimenti: Il Fatto Quotidiano del 18/03/2018

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Posted on 20 marzo 2018, in Blog. Bookmark the permalink. Leave a Comment.

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