Author Archives: Bernardo Bassoli

ESISTE UNA MAFIA A LATINA? – Parte III

L’Italia è una Repubblica fondata sulle società a responsabilità limitata usa e getta

L’unica accusa per cui Gianluca Tuma è stato condannato nel processo Don’t Touch è quella di aver fittiziamente intestato la partecipazione al capitale di varie società ai suoi prestanome, ovvero a componenti della sua famiglia, al suo sodale principale e ad altri personaggi minori: la madre, il fratello Gino Grenga, la moglie, l’amico Giampiero Di Pofi ecc. Le società create negli anni sono tutte s.r.l., con l’eccezione dell’ultima (conosciuta) che risulta essere una S.p.A. per un motivo preciso di cui si tornerà a parlare in seguito.

Le società hanno nomi che non dicono niente, come Demo Service srl, Cubinvest srl, Finolim srl, Edilfer srl, Tecnoimp srl, Finclem srl, Tps Technical Paper Service & Support srl, Gespan srl, Gruppo Pandoc srl, Latina Ced Piccola Cooperativa srl, Toodip Food srl ecc. Tali srl si occupavano di edilizia, impiantistica edile civile, gestione di immobili, produzione alimenti ecc. Tuma, di fatto, disponeva le sue azioni ai prestanome e diceva loro ciò che dovevano fare avvalendosi di una commercialista (non indagata in Don’t Touch) che ne curava i bilanci.

L’ufficio principale da dove venivano gestite le operazioni amministrative delle varie società non era situato in una caverna in cui la primula pontina si metteva al riparo da notifiche di Tribunale o seccatori più o meno pericolosi. Da buon latinense, egli l’aveva situato, bensì, al centro della città, in Corso della Repubblica 138. Un civico dove erano site ufficialmente alcune delle tante società del suo sistema.
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Cisl, PD, Forza Italia a braccetto in favore delle lobby

Ieri (28-11-2017), alle porte di Borgo Piave (Latina), era annunciato un presidio del sindacato Cisl per manifestare a favore dell’autostrada a pedaggio Roma-Latina.
Il presidio ha visto la partecipazione di una decina di persone ed è durato pochi minuti, giusto il tempo per vedere schierati il sindacalista e due politici, perfettamente bipartisan: Forte e Simeone, uno del PD e l’altro di Forza Italia, entrambi consiglieri regionali ed entrambi espressione di Latina e provincia.
Cisl, PD e Forza Italia a braccetto per un’opera inutile e dannosa e verso cui la disinformazione e le fake news sono in una tale abbondanza che manco Carrai e Renzi riuscirebbero a starvi dietro.

Da destra a sinistra, Forte (PD), Simeone (Forza Italia) e Cecere (Cisl). Partiti e sindacati che, invece di tutelare i lavoratori, sfilano a favore di lobby per opere inutili e dannose.

A Latina, ieri, si è visto come vogliono governare l’Italia: opere inutili a favore della lobby di turno, nessuna idea di futuro per una vera mobilità moderna, i partiti a contendersi voti di lavoratori iscritti ai sindacati (che, magari, in buona fede credono realmente nelle qualità taumaturgiche per economica e sviluppo di un’autostrada a pedaggio), mentre le lobby sono pronte a spartirsi la torta e il cittadino, ignaro o male informato, in balia di un’opera da 3 miliardi di Euro che pagherà per la maggior parte senza aver alcun beneficio.
Il project financing (la modalità finanziaria scelta per questa dannosissima autostrada) è uno strumento che a Latina ben conosciamo: dal disastro del cimitero a quello della metropolitana leggera. Questo è quello che vogliono partiti, associazioni di categoria (vedi Unindustria) e sindacalisti: tutti uniti e schierati alla ricerca di un consenso fasullo e di denari, questi, reali. Molto reali e a spese della collettività.

MAIETTOPOLI È TORNATA

Ci volevano le dichiarazioni del Premio Strega Antonio Pennacchi per far sì che l’onorevole Maietta – che piaccia o meno rappresenta il territorio pontino nel Parlamento – si prodigasse in una difesa personale che ha mescolato il surreale e il patetico mai assente nel Paese del melò. Il riferimento ai propri figli (peraltro mai nominati da chi lo critica, ci mancherebbe), poi, impasta il tutto di una dose che sembra inoculata da una rediviva Filumena Marturano donando al contesto una lacrima sul viso.

Buttare la palla nel campo degli affetti, infatti, è un meccanismo da social molto abusato: è sufficiente una frase in ricordo di, o un accenno al “tengo famiglia”, che i “like” (il nuovo imperativo dell’ordine mondiale!) esplodono e i baci perugina si sprecano. Esemplificativo il commento al post da parte di Tripodi Angelo Orlando – “capisco pienamente il tuo sfogo e il tuo dolore nel dover lasciarla (si riferisce a Latina) per difendere i tuoi Amati figli” -, un altro politico locale che, dopo diversi volteggi, è approdato a Pirozzi (il nuovo chirurgo maxillo facciale di politicanti in cerca di plastiche), ma che ha almeno il pregio intellettuale (si fa per dire) di schierarsi dalla parte di Pasquale Maietta. Mentre il cosiddetto establishment pontino politico e non, citato da Maietta, tace all’ombra della linea della palma.

Il “ticket” Pennacchi-Maietta alimenta, involontariamente o meno, quanto di peggio vi sia nella cultura della legalità di questa città con riverberi stonati su tutta la provincia di Latina che, già ammalata di corruzione e mafia, non aveva proprio bisogno di queste ultime sparate.
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Latina: il Premio Strega e il calcio ai tempi del razzismo

“Sono bloccato sul definire il rapporto che c’è tra calcio e città, sto studiando a riguardo. Ma quello che è accaduto ultimamente non mi è piaciuto, la città ha accettato la perdita della Serie B senza fiatare per colpa dei poteri forti. È stato anche un problema di pregiudizio razziale per Maietta perché è nero e l’altro perché è zingaro”.

Queste sono le parole che ieri (10-11-2017), al Circolo Cittadino di Latina, sono state pronunciate nel suo accorato intervento dal Premio Strega Antonio Pennacchi.

L’ambito era quello della lodevole iniziativa culturale denominata “Il potere alle storie” che è in corso in questi giorni e che intende presentare, prevalentemente, alcune opere con al centro i temi dello sport e del calcio in particolare.

Da ieri, abbiamo la conferma che l’intellettuale di punta della nostra città, lo scrittore che ci rappresenta nei media nazionali, ritiene che inchieste, processi, articoli, opinione pubblica siano ammalati di razzismo contro Pasquale Maietta e Costantino Cha Cha Di Silvio. Una torma di paranoici e fighetti (come il celebre scrittore ebbe a definire coloro che si occupano di criminalità a Latina), compresa la Commissione Antimafia del Parlamento, animati da una sorta di suprematismo della razza bianca ai danni di neri e sinti/rom.

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ESISTE UNA MAFIA A LATINA? – Parte II

Dopo la prima parte di “Esiste una mafia a Latina?”, nella seconda parte verranno raccontati, nello specifico, i guai giudiziari (e non) di Gianluca Tuma che lo hanno visto, se si esclude il processo Don’t Touch, prosciolto per prescrizione, assolto o neanche indagato.

“A volte basta omettere una sola notizia e un impero finanziario si accresce di dieci miliardi; o un malefico personaggio che dovrebbe scomparire resta sull’onda; o uno scandalo che sta per scoppiare viene risucchiato al fondo” – Giuseppe Fava, da “I Siciliani”, 1983.

Si deve essere coscienti che una mafia, una struttura gerarchizzata che crea assoggettamento nel territorio non può essere la mente di un individuo ma, invero, è il risultato di un ambiente, sociale ed economico, unito alle attitudini di tante personalità. Attitudini che non hanno nulla di lombrosiano (non vi è un Dna che condanni un uomo a delinquere sin dalla nascita), ma che si generano dall’ambiente in cui entrano a contatto.

Prendere a prestito la vicenda di un solo uomo non è un accanimento: un solo uomo ha rapporti, amicizie, progetti criminali o imprenditoriali che riescono a descrivere una realtà nella sua completezza. In questo caso serve a comprendere cosa significhi, a Latina, e in Italia, seguire un tragitto che conduca determinati uomini, legati a clan e banditi, a lasciare dietro di sé la strada, e a immettersi nel mondo dell’imprenditoria più o meno legale. Dalla strada all’ufficio, il percorso può essere lungo e pieno di ostacoli per chi vuole mimetizzare la sua caratura criminale e metterla al servizio degli affari veri (appalti, investimenti ecc.). Questo vale ed è valso a Palermo, a Roma, a Milano, a Reggio Calabria ecc. Ed è valso, vale e varrà anche a Latina.  Continua a leggere