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PROTEZIONE CIVILE DI LATINA e IL MAGAZZINO CHE FA ACQUA

Il 24 gennaio 2017 una delegazione del Meetup256 (I grilli e le cicale di Latina) si è recata presso “il Centro Operativo Intercomunale – C.O.I.” della Protezione Civile del Comune di Latina (ubicato in via G. Matteotti , 143) per cercare di dare un contributo alla squadra di volontari (a cui va tutto il nostro apprezzamento) che, nel primo pomeriggio, si sarebbe recata in una delle località laziali colpita sia dal terremoto che dalle eccezionali nevicate di queste settimane.
In poche ore, tra gli intervenuti, si è riusciti a raccogliere il denaro necessario per acquistare 5 pale da neve, diversi paia di guanti da lavoro, degli stivali e altro materiale. Inoltre, alcuni altri cittadini, hanno voluto contribuire con vari materiali di prima necessità.
Dunque una mattinata proficua all’insegna della solidarietà che ci ha fornito l’occasione di visitare il magazzino di stoccaggio del C.O.I. che, tuttavia, ci ha lasciato molto perplessi.
Infatti, come potete vedere dalle relative foto, il magazzino appare in uno stato strutturale che riteniamo non adeguato e soggetto ad infiltrazioni d’acqua che, certamente, non depongono a favore della salubrità di un luogo nel quale vengono stoccate anche derrate alimentari, benché sigillate ed a lunga scadenza. La mancanza di adeguate scaffalature costringe l’ammassamento dei vari scatoloni e buste (contenenti, in particolare, alimenti) a terra o su pallet in legno, in maniera del tutto casuale. Inoltre abbiamo potuto notare la mancanza di una suddivisione per generi o per scadenza.
Quanto osservato e documentato mostra delle oggettive limitazioni logistiche che ci pongono anche seri dubbi sull’efficienza organizzativa della locale Protezione Civile che, a quanto sembra, non avrebbe nemmeno una reale contezza sulla “contabilità” di quanto in gestione (in termini di materiali/alimenti/varie) e delle relative entrate/uscite.
Al riguardo, infatti, ci chiediamo se esista un registro cartaceo o elettronico (database) dalla quale poter verificare le donazioni ricevute, quelle elargite, la relativa quantità, i soggetti, le associazioni o gli enti che ne hanno beneficiato e se le varie movimentazioni sono, come dovrebbe essere, preventivamente autorizzate da qualche responsabile o affidate all’iniziativa individuale di qualche impiegato/addetto del preposto ufficio. Dunque chiediamo all’amministrazione Coletta, in particolare all’assessore Roberto Lessio che ha in carico la trattazione della Protezione Civile, di verificare quanto da noi documentato e di porre in essere, in tempi ragionevoli, gli eventuali correttivi del caso. Restiamo comunque basiti per una situazione logistica degradata che, chiaramente, fa parte dell’eredità politica amministrativa del sindaco Di Giorgi che, ricordiamo, ha fatto capo prima all’assessore Di Cocco (Cuori Italiani) e poi all’ex vice sindaco Enrico Tiero (Cuori Italiani) che aveva la delega alla Protezione civile.
Abbiamo conferma, da ultimo, che ci sono immobili comunali che vengono gestiti con molta approssimazione e che avendo al loro interno stanze che potrebbero essere impiegate in maniera più funzionale e ragionevole vengono, altresì, utilizzate come delle “isole ecologiche” (vedasi foto di uno sgabuzzino con all’interno ammassate vecchie sedie da ufficio, suppellettili ed altro materiale).

IL CARROZZONE DEL PD

RAI NEWS 24 riferisce che il giornale a tiratura nazionale l’UNITA’, “house organ” del PD, dopo poco più di un anno dall’ennesimo salvataggio pubblico da 107 milioni di euro servito a ripianare tutti i suoi debiti pregressi (senza contare che fino al 2014 la “gazzetta” del partito di “para sinistra” ha percepito circa 1,9 milioni di euro di contributi pubblici facenti parte di quel tesoretto da 30 milioni elargiti dallo Stato ad una editoria di massima drogata, di parte o solamente interessata a riempirsi le tasche a spese degli italiani), sarebbe andato in crisi soprattutto per via delle limitate copie vendute con una tiratura nazionale media giornaliera di circa 7000 giornali (per dare un termine di paragone “il Cittadino (Lodi)” è invece un quotidiano diffuso nel lodigiano e a sud di milano, con una diffusione media pari a circa 16 mila copie).
Dunque, con tutto il rispetto per i lavoratori del settore, vero anello debole e spesso sfruttato, non sarebbe ora di lasciare alle leggi del mercato (domanda/offerta) la sorte dell’editoria/informazione locale e nazionale?
I contributi di Stato, come si è visto, non sono serviti ad aiutare chi, forse, ne avrebbe avuto veramente bisogno poichè diffusore d’informazioni trasversali e indipendenti, ma sono stati indirizzati, troppo spesso, verso quel “quarto potere” funzionale a “plasmare” la consapevolezza dei cittadini italiani che, per fortuna (come si è visto dai risultati del referendum del 4 dicembre u.s.), nonostante la “disinformazione organizzata”, sono ancora in grado di discernere e scegliere in maniera autonoma.
Forse, anche per questo, molti “carrozzoni mediatici” e di parte come l’UNITA’, non vendono più e, se non vogliono chiudere (con drammatiche ripercussioni occupazionali), devono essere messi a carico esclusivamente dei partiti di riferimento (che percepiscono ancora contributi elettorali), dei loro rappresentanti politici (lautamente retribuiti) e dei relativi iscritti (tramite le quote annuali delle tessere di partito) ma certamente non a carico del popolo italiano.
I restanti giornali “generalisti” dovrebbero essere soggetti esclusivamente alle leggi del mercato ed eventuali contributi di Stato (minimi, rigidamente controllati e assegnati in percentuale solo sulle vendite reali) dovrebbero essere elargiti soltanto a giornali di natura culturale/scientifica.
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Spunto di riflessione:
-Cit.- “Tirando le somme si può affermare che i 30 milioni di finanziamenti pubblici ai giornali erogati dallo Stato sono appannaggio, per la maggior parte, di testate più piccole, con una diffusione minore, in base alla quale, facendo un rapido calcolo che tiene conto dei contributi diretti ricevuti, una copia costa ai cittadini quasi quanto una cena nel miglior ristorante della città. (Vittoria Patanè – Siciliana, da anni vivo a Roma, città in cui ho conseguito la laurea magistrale in Editoria e Scrittura giornalistica presso l’Università “La Sapienza” e frequentato il master in Informazione multimediale e giornalismo politico-economico presso la “Business School del Sole 24Ore”. Giornalista dal 2015, scrivo per diversi giornali, occupandomi prevalentemente di politica ed economia.)”
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Riferimenti:
 

TERME DI FOGLIANO – “UNA STORIA INFINITA” – 2a Parte

SECONDA PARTE

 “Cronologia di un fallimento”

1-libroNel libro/racconto “Le Terme di Fogliano – Quando funzionavano” di Paolo Iannuccelli, attraverso testimonianze dirette e un richiamo agli studi condotti dal Prof. Paolo Bono (citato a pag. 30), si ripercorre la storia di quello che, già dagli anni ‘50, sarebbe potuto divenire un volano per l’economia provinciale incentrato su un turismo balneo-termale favorito da un clima mite e un territorio puntellato da siti d’interesse storico (Tempio di Ercole di Cori, l’Antica Norba, il Giardino di Ninfa, l’Abazia di Valvisciolo, il Castello di Sermoneta, l’Abazia di Fossanova, ecc.), dove le tradizioni e le delizie enogastronomiche fanno parte integrante della cultura locale. Nel sopracitato libro, oltre alle risultanze delle analisi chimiche effettuate all’epoca dal Prof. Talenti (dell’Istituto d’Igiene dell’Università di Roma), che attestavano la presenza di ioduri e bromuri in quantità più che sufficiente per definire l’acqua di Fogliano “salsobromoiodica” (pag. 43), si dà risalto, come detto, alle importanti testimonianze di quei cittadini che ebbero modo di provare, direttamente sulla loro pelle, le proprietà curative di acque termali che, da sempre, nel mondo, vengono impiegate nel trattamento di patologie ORL (otorinolaringoiatriche), respiratorie, ginecologiche, reumatiche e dermatologiche. Possibilità terapeutiche che, per le acque di Fogliano, si dicevano ancor più estese per l’alta concentrazione di cloro, bromo e iodio.

2-analisi

Le Terme di Fogliano del Commendator Cimaglia, come sappiamo, ebbero vita breve e il colpo di grazia fu loro inferto con la revoca nel 1956, da parte dello Stato, della concessione mineraria che la S.I.A.M. (la società del Com. Cimaglia) aveva ottenuto per un periodo di cinquanta anni. L’azione legale fu propugnata dall’allora maggioranza politica del Comune di Latina che, evidentemente, si riteneva in grado di poter sviluppare un progetto termale pubblico con il supporto tecnico ed economico sia della Provincia che della Regione. Nei successivi trent’anni, nonostante una gestione politico amministrativa stabilmente affidata a una stessa maggioranza (Democrazia Cristiana), il progetto delle Terme di Fogliano cadde nel dimenticatoio alimentando la tesi, riportata anche sul libro di Iannuccelli, che vi fosse stato il veto di un influente politico verosimilmente interessato a proteggere gli interessi di altri stabilimenti termali che in Fogliano intravedevano un temibile concorrente.

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TERME DI FOGLIANO – “UNA STORIA INFINITA” – 1a Parte

PRIMA PARTE

 “I riscontri scientifici”

Non tutti sanno che Latina, oltre ad essere stata la città di artisti, sportivi, politici, nani, ballerine e mascalzoni, ha cresciuto in seno anche uno scienziato di caratura internazionale.
“Un uomo duro, riservato, schivo, dal forte carisma che induceva entusiasmo nei più giovani, fossero essi studenti, borsisti, dottorandi o altro noto per l’approccio sperimentale portato all’estremo”. (1)
Il Prof. Paolo Bono era nato il 15 marzo 1940 nell’isola del Regno d’Italia di Kalimnos dal padre Remigio, all’epoca direttore dell’ufficio postale dell’isola di Rodi e responsabile dei distaccamenti di Karphatos e Kalimnos, e dalla madre Guglielma Salvagni, marconista del Ministero delle Poste e Telegrafi.
Queste isole, unitamente ad altre dell’arcipelago del Dodecanneso che nell’isola di Rodi trovavano il proprio capoluogo, erano state conquistate durante il conflitto italo-turco e rimasero possedimento italiano dal 1912 al 1947 (al termine del secondo conflitto mondiale, a seguito dei trattati di Parigi, l’Italia fu costretta a cedere il Dodecaneso alla Grecia come risarcimento di guerra).
Rientrato in Italia poco prima della fine della guerra, il giovane Paolo riparò, unitamente a parte della sua famiglia, a Sonnino (2), paese d’origine della sua famiglia paterna.
Nel corso del soggiorno sonninese, ancora ragazzo, rimase ferito in uno dei numerosi bombardamenti a cui fu sottoposto il paese, ad opera delle forze alleate, mirato a distruggere gli ultimi avamposti tedeschi che si ritenevano, spesso erroneamente, arroccati a nord della linea “Gustav” (3). Per l’alto numero di civili periti a seguito di questi bombardamenti Sonnino fu insignito con la medaglia di bronzo al valore civile (4).
Al termine della guerra ed a seguito del rientro del padre Remigio dalla prigionia la sua famiglia si trasferì a Latina. Nel capoluogo pontino Paolo ebbe modo di conseguire il diploma di Geometra che gli consentì di ottenere un incarico tecnico dall’AGIP (5), per la quale lavorò per circa sei anni in alcuni paesi dell’Africa tra i quali Sierra Leone, Costa D’Avorio e Camerun.
Rientrato in Italia proseguì gli studi, mantenendosi come borsista, fino al conseguimento della laurea in Geologia che gli permise, nel tempo, di affermarsi come professore associato di Idrogeologia presso l’Università di Roma “La Sapienza” e insegnare agli studenti di Scienze Geologiche e Scienze Ambientali fino alla fine del 2010, anno del suo collocamento in pensione.
Il 14 febbraio 2012 il Prof. Paolo Bono è venuto a mancare all’affetto di familiari, parenti, amici e, in particolare, alla stima dei colleghi che ancora oggi beneficiano dei risultati della sua intensa attività di ricerca. I suoi studi, infatti, sono stati pubblicati in riviste nazionali ed internazionali, atti di convegni e rapporti ufficiali (6). Ancora oggi, i suoi saggi sul regime idrogeologico del centro Italia (1986) sono utilizzati per scopi scientifici e tecnici.
Al riguardo, il 15 giugno 1981, il Prof. Bono pubblicò un manoscritto sul “Potenziale Geotermico della regione laziale” (7) nel quale si evidenzia come:

“La situazione strutturale, idrogeologica e geotermica della fascia costiera e pericostiera laziale, consente di prevedere sulla base dei dati sinora acquisiti, che i serbatoi carbonatici sepolti, interessati da una attiva circolazione di fluidi geotermici, siano in connessione idraulica con le principali strutture appenniniche in affioramento, o, localmente con le estese aree di ricarica riferibili alla copertura vulcanica. In tale condizioni il potenziale geotermico del Lazio risulterebbe di gran lunga superiore a quello calcolato con il metodo dei volumi, potendosi rinnovare nel tempo le riserve geotermali dei serbatoi sepolti che, in base alla valutazione conservativa eseguita, si esaurirebbero in 100 anni ipotizzando una produzione continua di 410 Mega Watt elettrici (per fare un esempio la centrale nucleare di Latina, dal 1963 al 1987, ha prodotto energia con una potenza netta di 200 Mega Watt) e 12.000 Mega Watt termici.”

Inoltre, nella parte del manoscritto dedicata allo studio del “Settore 2 – Area costiera Anzio/Circeo”, si fa riferimento ai sondaggi effettuati nei pozzi denominati Fogliano 1 e 2 che: “unitamente alla interpretazione dei dati geofisici, gravimetrici e geoelettrici, noti in letteratura, indicano che il tetto del serbatoio carbonatico sepolto (riferibile alla formazione della Scaglia creatica, in facies sabina) si trovi a profondità variabili comprese verosimilmente tra i valori di 750/1250 metri, dal piano di campagna (profondità media considerata pari a 1000 metri). La temperatura dei fluidi rilevata nei citati sondaggi, che, come noto, raggiungono il tetto del serbatoio più epidermico alla profondita di circa 900 metri, risulta di circa 65°C”.

Nelle conclusioni dello studio in parola si evidenzia che: “Un risultato molto interessante è, a nostro avviso, la quantità apprezzabile di Riserva per usi non elettrici, costituita dai volumi a temperatura media inferiore ai 130°C, pari a circa 12.000 Mega Watt termici. I fluidi contenuti in tali volumi sono infatti adattabili ad una vasta gamma di usi civili, agricoli e industriali. Per l’effettiva utilizzazione di questa fonte energetica integrativa è dispensabile una dettagliata analisi di tipo politico ed economico, strettamente connessa ai programmi di sviluppo della regione laziale. Una analisi di questo tipo, infatti, può fornire un quadro sufficientemente completo della effettiva possibilità di utilizzazione dell’energia geotermica e del ruolo che questa dovrà svolgere nella soluzione dei molti problemi di sviluppo civile delle maggiori aree urbane e più in generale di tutto il Lazio”.

Dunque, anche grazie agli studi effettuati dal Prof. Bono, già dal 1981 veniva scientificamente documentato il potenziale geotermico della Regione Lazio e, in particolare, la possibilità di sfruttare tali risorse, in aree come quelle del Fogliano, per applicazioni di tipo termale (ma non solo).
Applicazioni che, come noto, furono sperimentate dal 1955 al 1956 grazie all’iniziativa imprenditoriale del Commendator Alberto Cimaglia che, tramite la società S.I.A.M. (Società Italiana acque Minerali), investì risorse personali in quello che fu il primo embrione di stabilimento termale della città.

Segue nel prossimo numero di “Latina 5 Stelle Magazine”.

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(1) Così lo descriveva un suo collega Prof. Giuseppe Capelli: http://www.geologilazio.it/ordine/000762/Il-Prof-Paolo-Bono-e-venuto-a-mancare. Uno scienziato ricordato e apprezzato anche in ambito internazionale: http://portal.unesco.org/geography/en/ev.php-URL_ID=8695&URL_DO=DO_TOPIC&URL_SECTION=201.htmlhttp://link.springer.com/article/10.1007/s12665-013-2703-6.

(2) Piccolo comune in provincia di Latina e antico borgo medievale, le cui origini sembrano risalire alla fine dell’800, costruito sulla sommità di un colle estrema propaggine del Monte Ceraso appartenente alla catena degli Ausoni.

(3) Divideva in due la penisola italiana: a nord il territorio in mano alla Repubblica Sociale Italiana e alle truppe tedesche, a sud gli Alleati; si estendeva dalla foce del fiume Garigliano, al confine tra Lazio e Campania, fino a Ortona comune costiero in provincia di Chieti, passando per Cassino, nel frusinate, le Mainarde, gli Altopiani Maggiori d’Abruzzo e la Majella. La sua funzione, che sfruttava il tratto più corto della penisola italiana e gli ostacoli naturali costituiti dalle montagne appenniniche, era quello di ritardare l’avanzata degli Alleati e di tenerli impegnati affinché non potessero rinforzare la pressione sui fronti orientale e settentrionale.

(4) Motivazione della Medaglia di Bronzo al valor civile: «Comune situato ai confini della linea “Gustav”, occupato dalle truppe tedesche, fu fatto oggetto di continui bombardamenti da parte degli alleati, che causarono la morte di numerosi cittadini, nonché danni al patrimonio abitativo. La popolazione seppe resistere con dignità e coraggio alle più dure sofferenze della guerra. Nobile esempio di spirito di sacrificio ed amor patrio. 1943-1944 Sonnino (LT)».

(5) Azienda Generale Italiana Petroli, è stata una compagnia petrolifera pubblica italiana fondata nel 1926. Dal 1953 di proprietà del gruppo Eni e da questa assorbita alla fine degli anni novanta del XX secolo per diventarne la Divisione Exploration & Production.

(6) Il Prof. Bono ha dedicato la propria vita alla geologia attraverso la ricerca, lo studio e la didattica. Dal 1970 le sue ricerche si sono concentrate sull’idrogeologia sperimentale e quantitativa. Allo stesso tempo, è stato attivo in progetti multidisciplinari nazionali e internazionali promossi dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Nel 1980 ha eseguito le indagini idrologiche e idrogeologiche e insegnato corsi di formazione nell’ambito di un programma di cooperazione tra i governi di Italia e Lesotho. Dal 1990 ha indirizzato la sua ricerca sull’inquinamento ambientale. Nel corso degli ultimi 10 anni di attività è stato coinvolto in progetti internazionali per la valutazione delle risorse idriche sotterranee nelle isole Galapagos, Socotra Island e in Vietnam, sotto l’egida del Ministero degli Affari Esteri italiano e dell’UNESCO. Il Prof. Bono era un membro del Consiglio Scientifico del “Centro di Ricerca per il Quaternario e l’evoluzione Ambientale” del CNR, della Commissione carsica della International Association of Hydrogeologists (IAH) e del Comitato Scientifico della CISDAM (Centro Interdisciplinare di Studi sul Mediterraneo ambienti).

(7) http://tetide.geo.uniroma1.it/dst/grafica_nuova/pubblicazioni_DST/geologica_romana/Volumi/VOL%2020/GR_20_69_78_Bono.pdf

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I “CASI” DI LATINA

Il consigliere comunale Calvi (Forza Italia), in un lungo quanto retorico panegirico, si è lamentato della puntata di “FuoriRoma” dedicata a Latina e alle sue “ferite” inferte da una passata gestione politico amministrativa tanto sciatta quanto fallimentare.
Ferite che ancora oggi sono ben visibili come una macchia nera su di una tela bianca. Ma in mancanza di memoria, per rendersi conto di queste ferite, basterebbe guardare il video della trasmissione di RAI Tre  senza audio in modo da far riversare l’attenzione esclusivamente sulle immagini panoramiche della città.
Forse solo così lo “smemorato” Calvi potrebbe rendersi conto di quanto il suo accorato appello risulti, agli occhi di chi una memoria ancora ce l’ha, tanto ridicolo quanto esilarante.
Ma se poi nemmeno le immagini dovessero bastare, tra le righe dell’articolo di Marianna Vicinanza, pubblicato ieri sul Giornale di Latina, è contenuta una tra le migliori risposte che si potevano dare ad un politico che, per lungo tempo, ha fatto parte proprio di quella maggioranza che non solo non ha saputo risolvere problemi che Latina si trascina dagli anni ’80 ma, quota parte, ha contribuito a peggiorarli.
Infatti, come ben evidenziato, il comune di Latina ha spesso perso cause giudiziarie contro i privati anche quando si sarebbe potuto giungere ad una salomonica mediazione in grado di far risparmiare tempo e denaro ai contribuenti.
Una delle cause più disastrose è stata quella contro la Soc. Condotte SpA che nel 2003 ha contestato alla Soc. Terme di Fogliano (partecipata del Comune per l’85,92% e della Provincia per il 14,08% in liquidazione dal 2004) un debito di circa 4,5 milioni di euro. Questo debito fu notificato tramite un Decreto Ingiuntivo (n.1291/03 del 22.10.2003) misteriosamente scomparso dagli uffici comunali e che costrinse l’amministrazione ad una tardiva quanto fallimentare opposizione. Nei successivi 13 anni, anche grazie ai disattesi consigli di accordo transativo che sarebbero stati proposti dal relativo liquidatore incaricato (Salvatore Dr. D’Amico), il debito con i relativi interessi è quasi raddoppiato raggiungendo la cifra di circa 8 milioni di euro.
Fatto sta che un decreto ingiuntivo “scomparso” è stato la causa che ha portato a uno spropositato debito fuori bilancio.
Ma la memoria di quei giorni ci rimanda al nome dell’attuale Assessore Antonio Costanzo che, all’epoca dei fatti, secondo quanto riportato dalla testata on line Parvapolis, presiedeva la Commissione Amministrativa. Detta commissione era stata indicata dall’ex sindaco Zaccheo, con il plauso di tutta la sua maggioranza, come l’organo più idoneo a stabilire la verità, accertare le responsabilità personali e favorire le indagini della locale magistratura inquirente già interessata da un esposto dell’ex primo cittadino.
A questo punto verrebbe da chiedere al Dr. Costanzo: “ma gli accertamenti della Commissioni Amministrativa da Lei diretta a cosa portarono? Furono accertate responsabilità individuali? Il tutto fu poi notificato alla locale magistratura inquirente? Ma, soprattutto, i responsabili della sottrazione del decreto ingiuntivo dagli uffici comunali, se individuati, furono perseguiti penalmente?”. Fatta chiarezza su questi interrogativi il Dr. Costanzo potrebbe impegnarsi , soprattutto ora che riveste una posizione privilegiata all’interno dell’amministrazione, nella ricerca dei responsabili di tutti i debiti fuori bilancio che affliggono il comune di Latina, come opportunamente richiestogli ieri dalla consigliera d’opposizione Zuliani in Commissione Affari Istituzionali .
Ma la cosa più grave, in tutta questa scandalosa vicenda, è che il Decreto Ingiuntivo ottenuto dalla Soc. Condotte, avendo la Soc. Terme di Fogliano perso il ricorso sia in I° che II° Grado e avendo la stessa società rinunciato a ricorrere in Cassazione è oggi esecutivo. Perciò ora la Soc. Condotte, a meno di improbabili colpi di scena, potrà procedere alla vendita all’asta dei 72 ettari di terreno (attualmente pignorati) a ridosso del Lido di Latina sui quali, a quanto riportato dalle cronache del Messaggero, già si starebbero consolidando degli interessi privati di natura immobiliare.
Del resto si sa che, di massima, le aste giudiziarie possono costituire una vera e propria occasione d’investimento. Tuttavia, non è stato così per il comune di Latina quando il 5 Giugno 2003, sempre sotto l’amministrazione Zaccheo, ha acquistato all’asta, alla “modica” cifra di 2,5 milioni di euro (al massimo rialzo che l’ente poteva sostenere), l’immobile della Soc. ICOS fallita nel 1999 ed ex proprietaria del rudere che, ancora oggi, costituisce un penoso biglietto da visita per i visitatori che accedono a Latina dal versante ovest.
Per il fallimento dell’ICOS , oltre ad altri imputati, fu rinviato a giudizio per bancarotta fraudolenta e poi prescritto (il 13 maggio 2014) un certo Salvatore D’Amico. Incredibile caso di omonimia o si tratta della stessa persona nominata liquidatore della Soc. Terme di Fogliano nel 2004 dall’ex sindaco Zaccheo e della Società Logistica Merci nel 2010 dal Commissario Nardone?
A questo punto non ci si può non fare una domanda: “se invece di un incredibile caso di omonimia si dovesse trattare dello stesso professionista com’è possibile che, a suo tempo, non sia stato ravvisato un macroscopico caso d’inopportunità?”.
Ma Latina, si sa, è la città dei “casi”.
Una città dove l’ex consigliere comunale Malvaso e l’ex assessore all’urbanistica Di Rubbo, indagati per la cosiddetta “variante Malvaso” di Borgo Piave, ad ottobre prossimo rischiano il rinvio a giudizio ma il secondo risulterebbe, a quanto riferito dalle cronache locali della scorsa primavera, indagato anche per un’ipotesi d’abuso d’ufficio, insieme all’ex assessore Nasso, per un lotto di terreno di 6 ettari ubicato alle spalle di Via dell’Agora , a loro indirettamente riconducibile, su cui sarebbe stata avviata ma non conclusa una procedura di cambio di destinazione d’uso da agricolo a urbano.
Ecco, allora, che la memoria ci ricorda le parole pronunciate l’8 novembre 2014 dal Questore di Latina De Matteis : “il core business è il cambio di destinazione d’uso”. Parole scomode che indussero il deputato Maietta (ex assessore al bilancio di Latina) a presentare e poi ritirare una interrogazione parlamentare, “a sua insaputa” , contro lo stesso Questore.
Perché mai?
Forse perché si voleva “richiamare all’ordine” chi aveva osato dichiarare apertamente che a Latina non c’era la dovuta “… sensibilità verso il malaffare dei colletti bianchi”?
Del resto, come sappiamo, a marzo del 2015 il Tribunale di Latina è stato scosso dall’arresto del Giudice Antonio Lollo che ha messo in evidenza: “un consolidato sistema corruttivo, grazie al quale i consulenti nominati dal giudice nelle singole procedure concorsuali, abitualmente corrispondevano a quest’ultimo una percentuale dei compensi a loro liquidati dal giudice stesso”.
Dunque, alla luce di questi bizzarri “casi”, non sarebbe legittimo pensare che magari, oltre ad una sciatta e burocratica gestione politico amministrativa, dietro alcuni debiti fuori bilancio del comune di Latina ci sia stato un vero e proprio sistema d’interessi criminoso a danno del Comune e dunque dei cittadini di Latina?
Alla magistratura l’ardua sentenza.

2016-09-14-gdl-su-debiti-fuori-bilancio

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Riferimenti & Fonti:
http://www.raiplay.it/video/2016/09/FuoriRoma-86a34fa4-cb36-4e47-9450-e01078295174.html

http://www.ilmessaggero.it/latina/terme_di_fogliano_gli_arabi_offrono_15_milioni-1684219.html

http://www.ilmessaggero.it/latina/terme_855_ville_di_lusso_tra_il_mare_e_fogliano-1802162.html

http://www.ilmessaggero.it/latina/ville_a_fogliano_gli_arabi_fanno_prezzi_stracciati-1827991.html

http://www.radioluna.it/news/2014/05/scandalo-ex-icos-tutto-prescritto/comment-page-1/?thumb_date=2016-06-01

http://latina.ogginotizie.it/300616-bancarotta-icos-tutti-assolti-in-prescrizione/#.V9lh2fmLTIU

http://www.parvapolis.it/a-18432/politica/latina-terme-di-fogliano-la-maggioranza-si-giustifica-attaccando-anzich-stringersi-attorno-alla-citt-la-sinistra-fa-soltanto-propaganda/

http://www.latinaoggi.eu/news/news/10687/Variante-Piave–per-Malvaso–e-Di-Rubbo-chiesto-il-rinvio-a-giudizio.html

http://www.latinaoggi.eu/news/news/19245/Nasso-Di-Rubbo-e-l-affaire-Isonzo-Residence–7-indagati-per-associazione-a-delinquere.html

http://www.latinaquotidiano.it/di-rubbo-sul-caso-isonzo-residence-nessuna-variante/

http://www.comitato-antimafia-lt.org/?p=27282

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/07001&ramo=C&leg=17

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/20/latina-retata-tribunale-fallimentare-arrestati-magistrato-cancelliere-sottufficiale-gdf-commercialisti/1524272/