Author Archives: Gianluca Bono (Gianbo)

UNA RASSICURAZIONE A TEMPO DETERMINATO

Prendiamo atto della nota pubblicata ieri sul sito istituzionale del Comune dall’amministrazione Coletta.
Tuttavia, le rassicurazioni contenute nella parte finale del comunicato – “Rimangono nella titolarità del Comune di Latina la concessione mineraria per le Terme, che scadrà a dicembre 2023, e i diritti di superficie vantati su un’area importante dei terreni di proprietà della Società Terme di Fogliano S.p.A., che rimarranno immutati anche a seguito dell’alienazione a terzi. E rimane naturalmente in capo al Comune di Latina il governo del proprio territorio” – sono aleatorie e puramente collegate alla durata di un mandato politico.
Come noto:
– quest’amministrazione ha già subito forti scossoni con la perdita di due assessori di riferimento (Costanzo e Buttarelli);
– non scorre buon sangue tra la plenipotenziaria super manager comunale Rosa Iovinella ed alcuni “big” di LBC tra cui spicca la figura dell’assessore al bilancio Capirci che potrebbe essere il terzo ad abbandonare una nave con evidenti difficoltà di governo;
– alcune forze centrifughe in seno ad LBC potrebbero minare il percorso amministrativo di una compagine “para” civica che molto probabilmente, a breve, uscirà allo scoperto per sostenere, ufficialmente, la campagna elettorale di Zingaretti (PD), governatore uscente della Regione Lazio.
L’appoggio a Zingaretti ufficializzerebbe la connotazione politica di una lista civica che, pur avendo condotto una campagna elettorale trasversale “scimmiottando” il modus operandi del M5S per ottenere il consenso di quella parte di elettorato orfano di una propria lista di riferimento, si collocherà definitivamente nel naturale alveo politico di un partito di sinistra.
Ciò potrebbe creare ulteriori spaccature in seno ad LBC e se ciò dovesse accadere l’amministrazione “benecomunista” potrebbe anche non riuscire ad arrivare a fine mandato.
In questa estrema ipotesi, quale sarebbe il destino dei 75 ettari posti in un’area costiera pregiata che, molto probabilmente, saranno acquistati all’asta con pochi spiccioli da qualche “palazzinaro” disposto ad attendere un’amministrazione più accondiscendete verso le speculazioni edilizie?
Scenari che Latina ha già vissuto e di cui sono ancora ben visibili le relative cicatrici urbanistiche.

TERME DI FOGLIANO – “STORIA DI UN FALLIMENTO”

E’ di ieri la notizia che la “storia infinita” delle Terme di Fogliano è giunta alla sua conclusione con il fallimento della società, partecipata tra il comune di Latina (86%) e la Provincia (14%), che avrebbe dovuto realizzarle.
Una storia che abbiamo cercato di raccontare attraverso alcuni “riscontri scientifici”  e la “cronologia” di alcuni fatti ed omissioni che hanno portato al fallimento di un progetto che, se realizzato, avrebbe potuto costituire un volano per l’economia locale e provinciale.
Un fallimento costato caro ai cittadini di Latina che nei due pozzi termali hanno perso denaro, sogni e speranze di sviluppo pubblico di un’area costiera pregiata che ora, invece, rischia di essere acquisita all’asta, con pochi spiccioli, da qualche “palazzinaro” che saprà attendere tempi a lui più favoreli per l’ennesima colata di cemento.
Un fallimento che, dunque, ha delle responsabilità politiche e individuali che potranno essere accertate e circoscritte solo con il coinvolgimento della Corte dei Conti del Lazio e, perchè no, anche della Procura della Repubblica di Latina.
Solo loro potranno verificare se, dai fatti che hanno condotto al fallimento della Società Terme di Fogliano SpA, sono o meno prefigurabili responsabilità erariali o penali a carico degli amministratori che si sono succeduti alla guida del Comune e della Provincia di Latina. E’ per questo motivo che il Tavolo di Lavoro “Mobilità ed Opere Pubbliche” del nostro Meetup, già promotore dell’esposto che ha dato l’input all’Operazione Olimpia, appena possibile, si riunirà per valutare la formalizzazione di un esposto alle sopraccitate autorità.

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Riferimenti:

https://www.latina5stelle.it/terme-di-fogliano-una-storia-infinita-1a-parte/

https://www.latina5stelle.it/terme-di-fogliano-una-storia-infinita-2a-parte/

LUCRO STRADALE

Dalla stampa locale (foto 1) apprendiamo come l’ex consigliere provinciale ed ex vicesindaco di Cisterna, Alvaro Mastrantoni (Nuovo Centro Destra), unitamente alla complicità di un ingegnere e dell’imprenditore aggiudicatario, lucrava su lavori di manutenzione stradale mettendo a rischio, dunque, anche l’incolumità di ignari automobilisti costretti a viaggiare su pavimentazioni realizzate NON a regola d’arte.
Del resto, ai cittadini della provincia di Latina, è nota la disastrata situazione delle relative strade provinciali.
E’ per questo che ci domandiamo se ciò non possa essere un “modus operandi” magari esteso anche ad altri lavori o altre ditte coinvolte in lavorazioni simili e, dunque, invitiamo le autorità competenti ad effettuare le opportune verifiche.
Ci chiediamo, inoltre, se al termine di lavori di manutenzione stradale vengano eseguiti controlli come quelli effettuati nel vicino comune di Pomezia dove l’amministrazione M5S, grazie ad approfonditi controlli di qualità durante il rifacimento delle strade, si accerta che tutti soldi dei cittadini siano investiti in lavori eseguiti bene ed in tempi certi (foto 2).

IL SILENZIO E’ D’ORO!

Secondo la stampa locale Tiero (loquace esponente di Cuori Italiani) ed il PD tutto, al contrario di altre figure politiche pontine, si sarebbero astenuti dal commentare l’operazione “Touch Down” che, tra gli altri protagonisti, ha coinvolto l’assessore di Latina Buttarelli (che si è dimesso) ed il presidente della provincia De La Penna (ancora in carica nonostante alcune intercettazioni particolarmente compromettenti).

A cosa sarà dovuto questo silenzio?
Al principio garantista che spesso oscura quello morale o solo ad un estremo imbarazzo per prevalenti opportunità politiche?

Del resto la presidentessa della provincia deve la sua nomina all’alleanza Tiero/PD mentre quella di LBC risulterebbe particolarmente importante per la riconferma di Zingaretti alla presidenza della Regione Lazio.

A volte il silenzio vale più di mille parole.

LE VIE DELLE “POLTRONE” SONO INFINITE

Nemmeno la calura estiva ha fermato il governatore della Regione Lazio Zingaretti che, con la massima abnegazione ed alto senso del dovere, al termine di un lungo e meditato lavoro di verifica e controllo, durato più di tre mesi, ha sciolto le proprie riserve. Del resto non era facile scegliere tra la terna di nomi proposta dal Presidente del parco degli Aurunci Michele Moschetta. Ma come spesso accade in questo strano paese, le decisioni politiche particolarmente “rilevanti” sono solite prendersi nei periodi di “vacanza”, ovvero quando l’attenzione mediatica e dei cittadini è ai minimi livelli.
Dunque, il Parco Regionale dei Monti Aurunci ha il suo Direttore e la scelta finale del Governatore è ricaduta su Giorgio De Marchis che, il 10 agosto u.s., ha ufficialmente assunto l’incarico. Ma chi è questo personaggio che è riuscito a superare una così dura concorrenza? Forse un esperto ambientalista? Magari un accademico specializzato in scienze e gestione della natura? Ebbene no!
Il nuovo Direttore è un impiegato dell’ATER (Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale Pubblica – per intenderci l’ente regionale che si occupa della costruzione e gestione delle case popolari) nonché navigato politico locale del Partito Democratico. Un ragioniere, laureatosi in scienze politiche, affascinato da internet e dai social network (così si legge dal suo blog) che, come tanti, è solito utilizzare per veicolare pensieri/opinioni ma anche valutazioni e analisi politiche, insomma un vero “statista”.  Continua a leggere