Author Archives: Latina5Stelle

Dj Fabo e gli altri

Il caso di Fabiano Antoniani (in arte Dj Fabo), morto ieri alle 11.40 in una clinica svizzera, dunque non nel suo paese e non secondo le sue volontà pone ad una società che si ritiene laica seri interrogativi?
Intanto, un cittadino italiano è stato costretto, dalla vigliaccheria di una politica ipocrita, ad emigrare anche per esercitare un proprio diritto civile negatogli in patria da istituzioni che lo avrebbero lasciato all’ergastolo in un corpo di cui Fabio non poteva più disporre secondo il principio del libero arbitrio.
Dunque, dopo Piergiorgio Welby e Eluana Englaro, la politica italiana continua ad essere sorda agli appelli della società civile e latitante persino d’innanzi a una legge d’iniziativa popolare depositata in parlamento, più di 3 anni fa, sull’eutanasia e sul testamento biologico.
Ma mentre lo stato centrale fa melina molti comuni si stanno organizzando in maniera autonoma istituendo il “Registro dei testamenti biologici”.
Nel comune di Aprilia, ad esempio, è attivo già dal 2011 (https://goo.gl/6uEtXK ), come risulta dal sito dell’Associazione Luca Coscioni.
Mentre a Latina, che non risulta nella medesima lista, com’è la situazione?
Abbiamo chiamato l’ufficio dei Servizi Sociali per una verifica e ci hanno confermato che a Latina non esiste questo registro che darebbe ai cittadini la possibilità di depositare, ufficialmente, le proprie volontà in merito.
Dunque Latina si conferma una città che ha molto da recuperare anche sotto questo punto di vista.
Per questo motivo, nelle prossime settimane, all’interno del nostro gruppo civico avrà inizio un confronto in merito teso a verificare la possibilità di formalizzare una proposta d’istituzione del Registro dei testamenti biologici all’attuale amministrazione Coletta.

Trasporto pubblico locale e indagine sulla metro

Trasporto pubblico locale (TpL) e metroleggera. Due questioni scottanti di cui il nostro gruppo civico si è occupato a fondo attraverso azioni di denuncia e proposta.

Riguardo il TpL ricordiamo sia il sondaggio e la relativa analisi pubblicata agli inizi del 2015,
(Rife: https://www.latina5stelle.it/trasporto-pubblico-di-latina-…/ ) sia l’analisi dello “Studio per la riqualificazione del trasporto pubblico locale del comune di Latina”, commissionato al Ce.R.S.I.Te.S (Centro Ricerche e Servizi per l’Innovazione Tecnologica Sostenibile dell’Università La Sapienza) in data 12/05/2014 mediante determina n°838/2014, dell’allora Dirigente Avv. Passanti Francesco, che ha previsto un impegno di spesa di €40 mila euro.

Per non parlare del blitz effettuato da un gruppo di attivisti, il 6 gennaio del 2016, a bordo di un mezzo dell’ATRAL che ha messo in evidenza tutte le carenze di un servizio da tempo allo sbando (Rife: https://www.latina5stelle.it/un-ameno-giro-di-giostra/ )

Dunque ci chiediamo come mai, dopo circa 8 mesi dall’insediamento della giunta Coletta, alla relativa commissione (le cui riunioni hanno un costo) non siano ancora chiare le pessime condizioni in cui versa il TPL locale. Se si fossero documentati prima, anche attraverso i nostri documenti, o se si fossero solo limitati a viaggiare su un mezzo dell’ATRAL, forse, non ci sarebbe stato bisogno di convocare, nella commissione trasporti, una rappresentanza studentesca che, ovviamente, non ha fatto altro che testimoniare una situazione nota da tempo. Per non parlare dei disagi vissuti dalla popolazione studentesca che potrebbero essere sensibilmente ridimensionati se solo si applicassero i correttivi evidenziati nel documento del Ce.R.S.I.Te.S che, probabilmente, è ancora sconosciuto a molti nuovi consiglieri di maggioranza e che, si auspica, trovino spazio nel nuovo bando dei trasporti pubblici.
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Roma-Latina: l’atteggiamento ambiguo di Zingaretti

Di seguito un breve resoconto dell’ordine del giorno illustrato dalla portavoce del M5S Valentina Corrado nel Consiglio regionale del Lazio. Il Consiglio regionale, in data 15 febbraio 2017, ha approvato l’ordine del giorno collegato alla manovra di Bilancio, che impegna la Giunta e il presidente Zingaretti al potenziamento e alla messa in sicurezza della strada regionale Pontina.

La Giunta Zingaretti che ha dato il via libera alla devastante autostrada a pedaggio, con il suddetto atto d’indirizzo va nella direzione opposta a ciò che pervicacemente difende. A questo punto, sarebbe importante che ci spieghino cosa intendano fare dal momento che il PD locale di Latina, pur essendo diviso in fazioni, è compatto nel difendere l’opera del disastro Roma-Latina.

A Latina, speriamo che i consiglieri di maggioranza o minoranza (non importa) del Comune di Latina, prendano atto che anche in Regione, sebbene un ordine del giorno non preveda ancora uno stanziamento di fondi atti alla messa in sicurezza e alle altre opere (metro tra Roma e Latina e potenziamento ferroviario), non si persegue (apparentemente) la via suicida di un’opera dannosa dal punto di vista economico, finanziario e ambientale quale è l’autostrada a pedaggio Roma-Latina. Dopo averne preso atto, possono portare in consiglio comunale, per discuterla e votarla, la delibera che il Nodo di Latina ha depositato all’ufficio del Protocollo del Comune di Latina in modo da assumere una posizione netta sull’autostrada a pedaggio e sulle sue opere al seguito (per Latina, una tangenziale che andrà sfondare il territorio da Borgo Piave a Santa Fecitola).

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LA FORMA DELL’ACQUA: uso o abuso dell’emergenza migranti?

di Vinicio Sperati

Il flusso verso l’Italia si è incrementato negli ultimi giorni di agosto 2016, con 8 dei 21 mila migranti sbarcati negli ultimi due giorni del mese, una circostanza che ha suscitato l’allarme sugli organi di stampa.

Simili allarmi lasciano il tempo che trovano ma sono mirati a riempire la fantasia popolare dei fantasmi dell’occupazione, alimentando la paura del diverso.

La maggior parte degli sbarchi avviene tra Sicilia e Calabria, circa l’87% del totale,  in parte per la vicinanza delle coste africane, in parte perché vi è un maggior interesse secondario che avvengano proprio lì. Proprio lì perché – un esempio banale ma estremamente realistico -, se il lavoro sommerso vale in totale il 13% del Pil italiano, in agricoltura, ambito usuale per lo sfruttamento dei migranti, questa quota supera il 18%, garantendo altissimi profitti allo sfruttamento criminale del lavoro, che andrebbe fortemente contrastato non solo per ragioni etiche, ma perché l’integrazione è presupposto allo sviluppo del territorio (Rosarno docet).
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Destagionalizzazione: l’eterna incompiuta

È doveroso offrire alcune precisazioni e un contributo di informazione aggiuntiva in merito all’articolo dedicato al tema degli stabilimenti balneari latinensi e pubblicato oggi (6-1-2017) sulle pagine del quotidiano “Latina Oggi”.
La vicenda, sin dall’inizio, ha sottoposto la questione a un cortocircuito amministrativo: le incongruità che la nota delibera sulla destagionalizzazione ha presentato.
La delibera fu approvata esclusivamente dalla maggioranza in data 29 settembre 2016, a notte inoltrata e dopo un consiglio comunale estenuante.
La medesima delibera, anziché delineare una volontà politica netta, traccia alcuni criteri e iter procedurali al fine di ottenere, per i balneari, il permesso a destagionalizzare.
Si tratta di tecnicismi e atti burocratici che, in mancanza di un protocollo siglato da una conferenza servizi tra le parti, non possono essere attuati.
Per quanto concerne l’articolo odierno di Latina Oggi, non corrisponde al vero la notizia che nessun gestore ha presentato istanza. Più gestori hanno, infatti, chiesto di prorogare i termini alla data di smontaggio per essere messi nella condizione di attivarsi e in modo da adempiere alla procedura richiesta in considerazione dei tempi divenuti insufficienti.
Il diniego da parte del Comune ha di fatto impedito ogni possibilità.
Smontare una struttura comporta spese ingenti, e assemblare nuovamente dopo qualche mese è impensabile e vessatorio nei confronti di operatori che non sono certo multinazionali.
La delibera del Consiglio Comunale, nonostante fosse immediatamente eseguibile, è stata pubblicata sull’albo pretorio più di 15 giorni dopo, il 16 ottobre (c’è la nostra “denuncia” in merito pubblicata da vari organi di stampa locale), e questo ha di fatto impedito di poter attuare le istanze in Provincia per ottenere il parere idrogeologico entro la data del 31 ottobre. Continua a leggere