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SCENEGGIATE ALL’OMBRA DEGLI EROI

Dal 23 maggio scorso, ossia da quando il sindaco Coletta presso la sede di LBC ha annunciato (alla presenza del Prof. Alfredo Galasso ospite e relatore di una lezione sulla “MAFIA”) che i “giardinetti” di Latina sarebbero stati dedicati ai magistrati Falcone e Borsellino in luogo di un nome ritenuto scomodo come quello di Arnaldo Mussolini (fratello del Duce), in questa strana città il tempo si è fermato e dai tombini della fu Littoria, riconosciuta tale anche dalla creatura social di Zuckerberg, è debordato tutto il nostalgico risentimento di un ventennio che non si vuole serenamente archiviare più per uno stereotipato cliché che per convinzione.
Il primo cittadino sapeva bene, al punto di rivelarlo in pubblica assemblea, che nella città “nera” o per meglio dire “dalle 50 sfumature di grigio” questa iniziativa avrebbe scatenato un putiferio.
E così è stato!
Ma allora perché lo ha fatto?
Forse perchè il Coletta voleva distrarre la cittadinanza da un anno in cui la città è sembrata più nelle mani di un’autogestione studentesca che in quelle di un’amministrazione politica?
Forse perché il progetto di recupero dei fondi necessari al completamento dello scheletro della cittadella giudiziaria, luogo più che adatto a portare i nomi di Falcone e Borsellino, richiedeva più tempo e un’elevata possibilità di insuccesso?
Forse perché quello che si è spacciato come un movimento civico, partecipato e trasversale in realtà è diretto da una componente maggioritaria di elementi vicini alla sinistra più ideologica?
Eppure il primo cittadino ignorava, colpevolmente, poiché qualcuno del suo staff, della sua giunta, dei suoi consiglieri di maggioranza, financo un semplice iscritto o simpatizzante di LBC lo avrebbe dovuto informare, che al parco pubblico conosciuto dalla maggior parte dei latinensi come “giardinetti”, in realtà, non era mai stato ufficialmente assegnato il nome del fratello del più noto dittatore italiano.
Questo “scoop”, dunque, ha rivelato sia la fresca ignoranza della maggioranza sia quella consolidata di un’opposizione composta persino da personaggi di quel centro-destra che, all’interno del consiglio comunale, hanno rivestito per diverso tempo ruoli di primo piano.
Una paradossale “verità” scoperta, dopo anni, solo grazie all’interessamento di un cittadino curioso e non, come ci si aspetterebbe, da qualche zelante consigliere comunale.
Un fatto che ha spiazzato tutti e che, in teoria, avrebbe dovuto mettere a tacere ogni pretestuosa polemica.
Invece no!
La guerra tra “benecomunisti” e “para-fascio-demo-leghisti”, del nuovo millennio, è continuata su ogni versante cittadino nella speranza dei secondi, forse, di far dimenticare che quel nome che aveva suscitato “fastidio” e “polemiche”, anche quando fu proposto dall’ex sindaco Finestra, era stato tuttavia abbandonato al suo destino proprio dalla sciatteria di uomini di provata fede missina che oggi, invece, si stracciano le vesti in una ridicola difesa d’ufficio.
E così i “giardinetti” hanno mostrato per anni quella targa “abusiva” dedicata all’Arnaldo, fatta recentemente sistemare, ovviamente in maniera palesemente strumentale, da chi, nonostante la manciata di voti raccolti alle ultime amministrative con il simbolo del MSI, non rinuncia a gesti tanto plateali quanto grotteschi.
Come cornice a questa patetica polemica, che si protrae da circa due mesi, si collocano quel migliaio di nostalgici cittadini che, democraticamente, hanno portato avanti una petizione per proporre un referendum comunale inteso a ridare alla città il nome di fondazione ovvero Littoria.

Dunque, nonostante la miriade di problemi che affliggono Latina, il dibattito politico, pubblico e social si è impantanato su quei “giardinetti” che, a dispetto di tutto e tutti, rimarranno “giardinetti” anche se tra poco meno di un’ora, alla presenza della presidenteSSa della Camera più contestata e mal sopportata della storia della Repubblica, che verrà ricordata soprattutto per le sue infelici uscite e per quella mania ossessiva compulsiva di cambiare il genere ai sostantivi quando associati ad una figura femminile che riveste qualsivoglia carica istituzionale, cambieranno ufficialmente il nome da “parco Comunale” a “parco Falcone-Borsellino”.
Ma oltre alla terza carica dello stato sarà presente anche una fisiologica aliquota di ipocriti, raccomandati, ruffiani che, come sempre accade in certe circostanze, si mimetizzeranno come camaleonti tra i tanti cittadini perbene che, nonostante le sterili polemiche di queste settimane, presenzieranno alla pubblica cerimonia d’intitolazione del parco ai due magistrati assassinati, unitamente al coraggioso personale di scorta, materialmente dalla MAFIA ma ancor prima dall’isolamento di frange di uno Stato pavido e colluso.
Infine, com’è facile immaginare, ci saranno anche dei contestatori para fascistoidi che si confonderanno magari con altri contestatori civici che si oppongono a questo cambio di nome nonostante l’ormai svelato falso storico e amministrativo.
Dunque, all’ombra del monumento ai caduti andrà in scena il solito triste siparietto latinense che, verosimilmente, ritroveremo in serata su qualche TG nazionale (tipo quello andato in onda l’autunno scorso fuori il Supercinema, dove militanti della locale ANPI hanno protestato, unitamente a dei militanti di Forza Nuova, per il comizio di Renzi in favore di quella riforma costituzionale successivamente affossata, dalla maggioranza del popolo italiano, nel referendum del 4 dicembre u.s.).
Ma in questa strana città, dalle “50 sfumature di grigio”, ci saranno anche tanti cittadini che, come me, oggi diserteranno questa importante cerimonia non perché avversi al nuovo e importante nome che si vuole dare al principale parco cittadino, ma solo perché contrari ai modi ed ai tempi imposti da un’amministrazione che si è dimostrata divisiva ed arrogante.
Gente comune che, nemmeno per sbaglio, desidera essere accomunata a militanti di una destra ipocrita e anacronistica.
A farne le spese solo la memoria di Falcone e Borsellino indegnamente strumentalizzata in una faida da “pollaio”.

Paolo Borsellino a Latina: tra memoria e retorica

Leggendo le cronache cittadine, due “notizie” saltano all’occhio oggi 19 luglio 2017. La prima è che Latina è diventata “capitale dell’antimafia”, pare l’abbiano detto ieri al convegno tenuto in Sala De Pasquale al Comune di Latina alla presenza di rappresentanti delle Istituzioni quali la Presidente della Commissione Antimafia Rosi Bindi, il Sindaco di Latina Damiano Coletta e il Presidente dell’Osservatorio Sicurezza e Legalità Regione Lazio Gianpiero Cioffredi (proprio quest’ultimo avrebbe pronunciato la frase “Latina oggi è la capitale dell’antimafia”). La seconda è che il partito Fratelli d’Italia di Latina e Gioventù Nazionale (il movimento ufficiale dei giovani che si riconoscono nelle finalità di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale) celebreranno il ricordo di Paolo Borsellino di fronte al Tribunale di Latina con un mazzo di fiori.

Non vale la pena soffermarsi sul contenuto abnorme, retorico e grottesco dell’affermazione per cui Latina sarebbe la capitale dell’antimafia. Non vale la pena, in un post su Facebook, fare la storia della criminalità pontina, delle sue omissioni e dei conclamati silenzi e indifferenze della città, poiché non basterebbe questo spazio che ci dona ogni giorno il social californiano di Palo Alto facendoci credere di contare qualcosa.
Sarebbe solo auspicabile non ascoltare dichiarazioni caramellose e lontane dal vero ogni qual volta cadono i giorni del 23 maggio e del 19 luglio: ecco, lì avremmo un vero tributo alla morte dei due magistrati. Un po’ di rigore, austerità morale (una parola, “austerità”, diventata parolaccia ai tempi della Grande Crisi e dello Spread) e assenza di retorica. Se avessimo questo equilibrio, avremmo finalmente una celebrazione dignitosa della morte di Falcone e Borsellino.
Un desiderio di simbolismo vacuo che l’attuale classe dirigente dell’amministrazione comunale purtroppo presenta ogni qual volta tocca determinati temi: ecco perché il corollario perfetto di questa tendenza retorica stucchevole si sostanzia bene nella frase del Presidente Cioffredi, in quota PD, “Latina, capitale dell’antimafia”.
Per tali ragioni, è doveroso capire bene, oggi, le parole di Fiammetta Borsellino, la più giovane e silente dei figli del giudice, che senza alcun tipo di fiocchetto trionfalistico o vittimismo, ci ricorda e lo ricorda sopratutto alle Istituzioni – dalla politica alla magistratura – che per l’accertamento della verità sulla morte del padre vi fu, a ridosso e per anni a seguire dalla strage di Via D’Amelio, una totale mancanza tecnica (dal lato delle indagini), di prassi (le sottovalutazioni/omissioni della Procura di Caltanissetta, definita dalla figlia del magistrato “massonica” all’epoca in cui a guidarla era il defunto Giovanni Tinebra) e di dirittura morale (le Istituzioni della Repubblica, colpevoli e inzuppate nel maleodorante liquido dell’omertà e della compromissione). E ricorda, Fiammetta, che loro, la famiglia Borsellino, sono stati lasciati soli, sia dalla politica che dalla magistratura.
Questa è la Storia d’Italia e va scritta per bene altrimenti, essendo la nostra memoria labile e poco attenta ai tracciati della Storia, va a finire che arriverà un giorno che qualcuno dirà che i due giudici in fondo se la sono cercata (lo disse Andreotti parlando del grande eroe borghese Giorgio Ambrosoli) o che i depistaggi, le cointeressenze tra Stato e mafia, gli indicibili accordi, sono solo frutto di menti non raffinatissime e con il gusto del romanzo criminale.

Non di certo di Storia d’Italia si tratta invece, ma connesso invece con il problema della memoria labile, se si parla in merito alla seconda notizia che è saltata all’occhio.
Fratelli d’Italia e Gioventù Nazionale celebrano il simbolo della legalità, Paolo Borsellino. Bene, è una bella notizia. Prima di farlo, però, vorrei dire a quei giovani di quel partito, per quanto possa contare la mia opinione (non ho vinto un Premio Strega, purtroppo), che dovrebbero esigere pulizia all’interno di esso. Perché vanno bene i mazzi di fiori, e passi pure una certa tendenza alla celebrazione che diventa pretesto di auto-celebrazione nel giorno del lutto, ma parlare di legalità (lo ha fatto recentemente Fratelli d’Italia organizzando persino un convegno sulla Legge Lazzati) avendo come referente per il territorio, il deputato Pasquale Maietta, tutt’ora nel gruppo parlamentare alla Camera dei Deputati, nonché tesoriere di esso, senza contare il suo ruolo in due commissioni, è possibile a condizione che vi sia una completa presa di distanza e una richiesta di dimissioni. Una richiesta di dimissioni a Maietta che non è arrivata né dalla classe dirigente locale di Fratelli d’Italia, né dalla ex ministro di Berlusconi, Giorgia Meloni, acclamata da molti media e sostenitori come la faccia pulita della nuova (?) destra italiana.

Ecco, parlare di legalità e distribuire fiori il 19 luglio rimanendo seri, non esimerà i cari giovani di Fratelli d’Italia dalla responsabilità di chiedere un cambio di rotta. Solo così saranno credibili, altrimenti è solo retorica, camuffamento, tentato riverginarsi al cospetto degli indicibili e cialtroneschi accordi presi dalla classe politica di destra di questa città con pezzi della mala locale.

PREVENIRE E’ MEGLIO CHE CURARE!

Al Servizio Ambiente del Comune di Latina e per conoscenza a:
– Sindaco di Latina
– Polizia Locale Latina
– Prefettura Latina
– ASL Latina
– Vigili del Fuoco Latina
– Stampa locale
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La presente per segnalare una situazione di potenziale pericolo sia dal punto di vista igienico sanitaria sia della sicurezza e della prevenzione incendi urbano/boschivi.

Al riguardo, come si evince dalle foto in allegato, nell’area verde all’angolo di via Piave/via Persicara, a ridosso di un’area boschiva di circa 25 mila metri quadrati, che costeggia il canale denominato “Piattella” e collega due arterie stradali di rilievo (via Vespucci e Via Piave) nonché aree residenziali e industriali/commerciali, insiste da tempo una situazione di incuria e degrado urbano.

Detta situazione oltre a favorire il proliferare di topi, blatte, zanzare ecc. garantisce un potenziale innesco per incendi che, considerata l’estrema vicinanza ad aree private e pubbliche, potrebbero causare seri danni a cose e persone.

Per quanto sopra, anche in considerazione delle alte temperature del periodo e di quanto accaduto recentemente all’angolo tra via Cavata/via Ufente (vds riferimenti), si invitano gli uffici in indirizzo a porre in essere, quanto prima possibile, le relative azioni di competenza al fine di ripristinare un livello minimo di sicurezza, igiene e decoro nell’area verde sopraccitata.
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Riferimenti:
Fonte: Incendio in via Ufente

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TEATRO D’ANNUNZIO – INVERSIONE DI MARCIA TARGATA LBC

Il destino del Teatro Comunale D’Annunzio non sarà più un problema “indoor” poiché a breve la gestione verrà affidata a privati per tre anni, come appreso dalle dichiarazioni pubbliche dell’Assessore alla cultura del Comune di Latina, Antonella Di Muro. Insomma, un’inversione a U rispetto a quanto annunciato tramite i proclami elettorali, talché il soggetto che si aggiudicherà il bando in arrivo riceverà anche un contributo comunale di 100.000 euro per ciascuna annualità. È pur vero che nessuna delle amministrazioni che si sono susseguite fino al 2016 ha mai concesso alcun rilievo a una delle componenti fondamentali di una società sana e consapevole: la cultura. Esempio sono i ben nove musei presenti a Latina, alcuni dei quali abbandonati al loro destino, altri, appena riscoperti e già godibili ma solo a pagamento. Questo è il messaggio che passa, ossia che per l’amministrazione del “è-sempre-colpa-di-quelli-di-prima” la cultura si deve pagare, altrimenti niente. 

Si è fatto un gran parlare del decadimento culturale degli ultimi venti anni, declassato tristemente a luogo comune circa le colpe universali della TV commerciale spazzatura, quando ora il mostro sarebbero i social delle fake news e i pay-per-click. Le scelte politico-amministrative, invece, spesso passano sotto il radar delle schiette analisi critiche. Una giunta che si proponeva come la paladina del “bello” e del “bene comune” avrebbe dovuto far passare l’idea che la cultura va vissuta in maniera partecipata, prestando attenzione a tutte le componenti del territorio come le associazioni locali operanti da anni e i fiorenti artisti e musicisti del territorio. Puntare su di loro, dare la possibilità di crescita alle eccellenze locali, pianificare le attività e iniziative culturali insieme a questa parte capace del tessuto cittadino, magari mettendo il contributo annuale a disposizione di un progetto pubblico di qualità che non avrebbe perseguito la remunerazione del capitale ma, piuttosto, l’orizzontale proliferazione dell’arte. Aver lasciato la cultura in balìa delle esigenze di mercato è una netta dichiarazione di intento della maggioranza di Coletta: non importano né metodo né risultato, l’essenziale è che si faccia.

INDIFFERENZIATA

VIAGGIO NELRIFIUTO” DELLA POLITICA LATINENSE, ASPETTANDO ABC, LA NUOVA AZIENDA SPECIALE DEL COMUNE DI LATINA

La raccolta dei rifiuti a Latina è ormai ferma e i rifiuti rimangono abbandonati per le strade della città, i cittadini respirano solo un olezzo maleodorante.”

La società che si occupava della raccolta dei rifiuti ha chiuso definitivamente il 15 giugno 2017” (a scadenza naturale di un contratto non rinnovato dal comune di Latina) con una strana coincidenza di cronaca locale, Rida (la società di Aprilia che si occupa del conferimento dei rifiuti) che chiude i cancelli dei suoi impianti facendo fermare i mezzi delle società di raccolta. In questo scenario di catastrofe, per “Latina Ambiente” non c’è che la discarica, ma sulle strade cittadine l’immondizia non raccolta che si accumula”. fonte: latina24ore.it

NEL SECCHIO “GRIGIO” L’INDIFFERENZIATO

(ovvero l’indifferenza di un crollo annunciato e le cause del fallimento)

C’era una volta la società partecipata “Latina Ambiente”, ormai divenuta rifiuto indifferenziato e non più recuperabile. Fiore all’occhiello di Latina nei suoi anni d’oro, rappresentata al 51% dall’Ente pubblico e in minoranza dal gestore privato al 49%. Il fallimento della società Latina Ambiente è divenuto realtà ed era già stato sentenziato dal tribunale a causa di un buco di 29 ml di euro; a dicembre 2016 l’attuazione della sentenza, (27.233.112,13 KG circa Rifiuti Solidi Urbani con raccolta differenziata al: 34,5% circa, i risultati della raccolta. Fallimento n. 99/2016 esercizio provvisorio Latina Ambiente S.p.A., Sentenza n. 105/2016 del 07/12/2016). In sostanza nessuna possibilità di salvare la società indebitata, il sindaco Damiano Coletta diceva all’inizio del suo mandato lo scorso anno, che per i lavoratori non sarebbe cambiato nulla, perché avrebbero continuato a svolgere il servizio e sarebbero stati regolarmente retribuiti (ad oggi ancora niente). Dunque il servizio avrebbe dovuto continuare fino al subentro di una nuova “Società Speciale” (una scelta questa dell’amministrazione con cui ha rifiutato il bando di gara europea 2016 ereditata dal Com. Prefettizio Barbato), così definita dall’attuale amministrazione (ma ad oggi nemmeno l’ombra). Il Sindaco di latina a dicembre precisò con il condizionale d’obbligo, che sarebbe stato necessario un accurato approfondimento legale alla luce dei cambiamenti legislativi (intercorsi dopo la bocciatura della legge Madia) tra novembre e dicembre 2015. fonte: “Il Caffè”, dicembre 2016

Bilancio in perdita anni 2011 e 2012 di Latina Ambiente:

http://www.latinambiente.it/attachment/pdf/bilancio/bilancio_2012.pdf

Ma come è possibile che una società che ha un “Valore della produzione” di circa 22 mln nel 2013, ad un certo punto si indebita e diventa insolvente verso i creditori? Forse le fideiussioni bancarie per 9 mln di euro che sono prestiti troppo grandi da restituire e ad un tasso superiore al 3%, o forse l’indebitamento anticipato e mai saldato dal comune di Latina, o forse indebitata dalle tante attività messe in campo, con la società Ecombiente srl, per la produzione di biogas svolta negli invasi di Montello? Una revisione sugli indebitamenti della società Latina Ambiente bisognerebbe farla (almeno per far conoscere ai cittadini dei perchè della morte di una società a cui erano legati gli interessi pubblici e i soldi dei capitali dei contribuenti). Questo alla luce della relazione 2013, fatta per i soci privati che si sono congedati in sordina dopo aver considerato che non ci sarebbe stato il rinnovo da parte del comune a decadenza naturale del contratto. A questo punto per le parti in causa è stato meglio il fallimento della società e non procedere al pagamento dei debiti o al risanamento societario, il perché di questa scelta è palese.

Indifferenziata anche per la riforma “Madia”

In merito alla nuova società “in house” che doveva decollare con il bando europeo per l’assegnazione del servizio di igiene urbana (commissario Barbato a giugno 2016). Ad aprile 2017 il comune ha dato il suo parere negativo, nonostante l’invito dell’Anac a rimuovere le illegittimità evidenziate nel parere fornito e di procedere alla gara pubblica di evidenza europea, il sindaco ha rilanciato in quei mesi l’ipotesi di Azienda speciale, affidando lo studio di fattibilità all’università di Napoli. Ma nella cosiddetta riforma “Madia” leg.124/2015, nel “Riordino della disciplina delle partecipazioni societarie delle Amministrazioni pubbliche”, si delinea una semplificazione normativa di tutela e promozione della concorrenza, nel rispetto di alcuni criteri inderogabili come per esempio:

      • gli organi di gestione e di controllo delle Società partecipate

  • la garanzia di onorabilità dei candidati e dei componenti degli Organi di amministrazione e controllo delle Società;
  • la promozione della trasparenza e dell’efficienza.
  • Inoltre prevede:

      • il raggiungimento di obiettivi di qualità, efficienza, efficacia ed economicità;
      • la pubblicazione dei dati economico-patrimoniali

  • gli indicatori per un’adeguata trasparenza e rendicontazione
  • introduzione di un sistema sanzionatorio per la mancata attuazione dei principi di razionalizzazione, etc.
  • gli strumenti volti a favorire la tutela dei livelli occupazionali nei processi di ristrutturazione e privatizzazione
  • il rafforzamento del Sistema dei controlli interni.

Nel novembre 2016, la legge Madia è stata dichiarata illegittima in alcune parti importanti dalla Corte Costituzionale. La Regione Veneto aveva sollevato la questione di legittimità costituzionale della legge delega, nella parte in cui avrebbe violato le prerogative e le competenze regionali; ricordiamo che è solo un problema di deleghe conferite al Governo. Le società partecipate e i servizi pubblici locali (i due temi di competenza dell’ente Comunale).

Commento sulla legge Madia: http://www.entilocali-online.it/legge-madia-il-commento-articolo-per-articolo-della-riforma-della-p-a/

Insomma, ci si chiede se la legge e la semplificazione normativa esiste, perché il comune non ha risolto con il bando di gara europea adottando i corretti aggiustamenti richiesti, rimuovendo le illegittimità riscontrate dall’Anac, nella gara europea?

http://www.comune.latina.it/07122016-fallimento-per-la-latina-ambiente-lintervento-del-sindaco-coletta/

NEL SECCHIO “MARRONE” ORGANICO O UMIDO

La frazione organica stabilizzata, ossia il compost è il risultato di un processo per garantire la sicurezza dei prodotti o il rispetto dei pertinenti requisiti giuridici con stabilizzazione (maturazione) della componente organica dei rifiuti solidi urbani (RSU).

…e il comune di Latina tace!

A questo punto abbiamo una giunta impossibilitata a far fronte alla raccolta, perciò da smaltire come frazione organica.

Intanto le strade brulicano di rifiuti. “La comunicazione della Latina Ambiente sulla sospensione del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti indifferenziati a Latina fa seguito alla nota della Rida con cui si annunciava in questi giorni l’immediata sospensione dei conferimenti di tutti i rifiuti nel sito di Aprilia, ivi inclusi il CER 200301 e CER 200108, fino a nuova comunicazione.

Una mera coincidenza o un gioco perverso dei protagonisti sulla pelle dei cittadini?

La sospensione è entrata in vigore a partire da venerdì 16 giugno 2017. La RIDA società che si occupa del trattamento e conferimento in discarica, rimanda alla regione, il Comune di Latina scarica sull’ente regionale la competenza dei rifiuti, Latina Ambiente dichiara fallimento e tutti aspettano gli Organismi competenti per il nuovo sito presso cui conferire.” Fonte: Latinatoday giugno 2017

I cittadini non hanno nessun diritto di replica.

NEL SECCHIO “GIALLO” SCARTA LA CARTA

Scarta la carta e dopo le operazioni di cernita, recupero e lavorazione, può essere riutilizzata per la produzione di nuova carta”

A Latina però c’è solo una misera raccolta differenziata, ma il comune rassicura: Noi non c’entriamo niente, tutto questo non è causa nostra, la situazione l’abbiamo ereditata così.”

Il sindaco Damiano Coletta con l’assessore all’ambiente Roberto Lessio scartano l’ultimo imballaggio tentando di nascondere l’ovvio.

In molte occasioni si sono fatti trovare impreparati di fronte ai problemi della città.

Il sindaco un anno fa, poco dopo il suo insediamento e in merito all’emergenza rifiuti rassicurava la cittadinanza: “A Latina nessuna emergenza. Stiamo affrontando le criticità delle isole ecologiche di Latina Scalo e della Chiesuola. I rifiuti lasciati per strada sono uno spettacolo indecoroso, per questo ci siamo attivati per far partire da subito un piano operativo che normalizzi le situazioni di disagio denunciate e scongiuri un’emergenza in piena estate”.

L’intervento del primo cittadino per rispondere alle numerose segnalazioni giunte dai cittadini che lamentano in questi giorni l’inadeguato smaltimento e la mancata raccolta dei rifiuti urbani in città e nelle frazioni di Latina. Un anno fa sul tema dei rifiuti è interveniva anche il Comitato Chiesuola che denuncia cumuli di rifiuti di ogni genere compresi scarti di lavorazioni aziendali, abbandonati da persone incivili sul ciglio della strada all’ingresso del centro abitato e ha chiesto un incontro al primo cittadino.

“In questa fase di transizione – continuava a sentenziare il primo cittadino – è stata concessa una proroga alla Latina Ambiente. Fonte: Latina Today, 29 giugno 2016

Proroga prolungata si potrebbe dire, fino a questo attuale mese di giugno 2017 per l’espletamento del servizio.

Confido nei lavoratori della società partecipata perché mantengano l’impegno a garantire la raccolta ordinaria nel rispetto dei diritti di tutta la comunità. In questa delicata fase di passaggio tutti i soggetti coinvolti devono nell’immediato dare il massimo contributo perché alla città e ai suoi cittadini venga assicurato il migliore servizio di igiene urbana” concluse Coletta. Fonte: Latina Today, 2016

Anche nel 2015 la città era piena di spazzatura, ma l’emergenza rifiuti non c’era.

È cambiata l’amministrazione ma i problemi si sono incancreniti. Ci si chiede come mai ad un anno dall’insediamento della giunta Coletta non c’è un piano comunale a Latina dei rifiuti ( se ci fosse, serebbe “top secret” ai cittadini)?.

Dopo che le luci delle piazze elettorali si sono spente

Dopo gli spot elettorali e le grandi legnate date ai partiti uscenti, l’attuale opposizione, i secchioni sono tornati stracolmi in questo caldo afoso giugno 2017 e Latina e i suoi borghi sono sommersi da sacchi di spazzatura, come diverse zone del capoluogo pontino si notano i rifiuti ammassati sui marciapiedi.

RACCOLTA RIFIUTI NEL SECCHIO “AZZURRO” PLASTICA, METALLO E VETRO

Sono tutte le materie prime che si possono riutilizzare e che divengono così fonte di ricchezza e non più di inquinamento.”

RIDA AMBIENTE RISPONDE ALL’ASSESSORE ROBERTO LESSIO:

La responsabilità e il disservizio è da addebitare alla società Latina Ambiente e alla raccolta differenziata del vostro comune mai partita.

E ora sulla vicenda interviene ancora Rida, con una nota a firma dell’amministratore unico Fabio Altissimi, che pubblichiamo integralmente:

L’assessore Lessio, invece di scusarsi, insiste nelle sue sorprendenti affermazioni adducendo una comunicazione dei curatori della Latina Ambiente che aggiunge semmai ulteriori perplessità, per le medesime ragioni già rappresentate nel precedente comunicato e che possono essere agevolmente verificate con le registrazioni di pesa dei mezzi di scarico. Il che conferma appunto che si è trattato di illazioni (sue e/o della Latina Ambiente, a questo punto poco rileva). Peraltro, ancora oggi i commissari della Latina Ambiente hanno ringraziato la Rida Ambiente per la disponibilità manifestata. Quanto alla raccolta differenziata, non possiamo che ricordare all’Assessore – ma la circostanza, pur ovvia, sarà forse troppo “abrasiva” – che la responsabilità ricade interamente ed esclusivamente sull’Amministrazione comunale di cui fa parte. Se i risultati non sono esaltanti, come sembra evincersi dal suo accorato appello ai già stremati cittadini-utenti, non è certo responsabilità di RIDA Ambiente che, anzi, senza esserne obbligata, ha investito negli anni elevati importi documentati a favore di campagne per la raccolta differenziata nel comune ove svolge la propria attività, ovviamente senza alcun ritorno “affaristico”. Quanto alle allusioni e alle dichiarazioni poco lusinghiere nei confronti della Rida Ambiente, queste si commentano da sole, ed a tale proposito la società ha dato mandato ai suoi legali di valutarne la natura”.

fonte: www.latinatoday.it

Risposta dell’assessore Roberto Lessio a RIDA Ambiente: http://www.latinatoday.it/politica/raccolta-rifiuti-rida-ambiente-risponde-assessore-roberto-les

Rifiuti a Latina tutto da rifare”

FATTI DI RILIEVO e considerazioni sui bilanci societari

Questo è quanto si evidenzia dopo una effettiva ricapitalizzazione societaria che ha consentito, anche con denaro messo dai soci, di rimuovere la situazione di deficit patrimoniale formatasi in seguito all’approvazione del bilancio 2011 ricostituendo un patrimonio sociale positivo a disposizione della società (una nota questa messa nella relazione ma senza possibilità di riscontro di quante somme ricevute per la ricapitalizzazione e date da chi). Nella relazione della società di revisione agli azionisti della Latina Ambiente al paragrafo 3, alla voce Limitazioni e incertezze, la società Latina Ambiente evidenzia un credito vantato verso il comune e iscrive a bilancio un fondo svalutazione crediti di 1.748 mln; si accenna al sussistere di un contenzioso legale con il fornitore Poseidon S.r.l. il quale ha ottenuto diversi decreti ingiuntivi, a cui la societa ha proposto opposizione. Al 31/12/2013 si evidenzia un rischio di liquidità ( Bilancio, relazione sulla gestione pag. 6). La società Latina Ambiente dimostra un credito per imposte anticipate al comune di Latina ammontanti in bilancio ad euro 2.047 mln, un mancato pagamento da parte del comune di Latina verso la società di un valore complessivo di 4.353 mln di euro. Nel paragrafo 5 con riferimento agli esercizi 2011- 2012, l’assemblea dei soci delibera per un fondo rischi pari ad euro 4.060 mln per il rischio dei ricavi TIA 2006/2009, tale fondo nel 2012 è stato rideterminato a 3.159 mln. Nel 2013 la società attende dal comune il pagamento del credito TIA per risolvere oggettiva l’incertezza e per rientrare nei debiti di bilancio e con questo la società auspicava in un rientro effettivo del proprio debito solo nell’ipotesi di un prolungamento dell’attività aziendale che terminava esattamente nel 31 dicembre 2015 allo scadere della convenzione di servizi che regola l’attività svolta dalla società in favore del comune di Latina. Alla luce di quanto affermato, con una gestione societaria molto libera che sfiora una gestione creativa rimpallata tra comune e soci, nella relazione e nelle note di bilancio nel corso degli anni 2006- 2015 si desume che il comune diventa insolvente verso la sua stessa società, fino ad arrivare al 2015, delineando il fallimento della stessa e la dismissione e vendita dei beni mediante la sentenza del tribunale del 07/12/2016. Ci si chiede a chi ha giovato nel corso di questi anni il fallimento di una società che con il funzionamento degli organi di controllo avrebbe portato alla luce una falla nel sistema societario e forse si sarabbero riscontrate anche irregolarità e responsabilità interne o esterne di qualcuno.

Ma ad oggi Latina Ambiente è rifiuto indifferenziato come tanti altri rifiuti sepolti in discarica.