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FALLIMENTO TERME DI FOGLIANO – “UNA STORIA INFINITA” – 3a Parte

TERZA PARTE 
 “La Regione s’è desta”
Lo scorso 8 agosto, il Movimento 5 Stelle, tenuto conto della gravità relativa al fallimento delle Terme di Fogliano denunciata dal nostro gruppo civico Latina 5 Stelle, tramite i propri portavoce della Regione Lazio, ha ritenuto opportuno presentare una “interrogazione a risposta scritta” alla: Presidenza; all’assessorato allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Start-up, “lazio creativo” e Innovazione; all’assessorato Sanità e Integrazione Socio-sanitaria.
Dunque, una terza interrogazione, questa volta regionale, dopo quella depositata il 25 luglio u.s. presso il Senato della Repubblica dalla portavoce M5S Elena Fattori (indirizzata al Ministro dell’Interno ed al Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie) e quella del 9 luglio u.s. presentata alla Camera dei Deputati dal portavoce M5S Raffaele Trano (indirizzata alla Presidenza del Consiglio; Ministero dell’Economia e delle Finanze e Ministero dell’Interno).
Tutte intese a comprendere le ragioni e, magari, stimolare gli organi competenti ad individuare i possibili responsabili di un fallimento politico, economico, territoriale che si è protratto per più di sessantanni.
Una delle pagine più vergognose della storia di Latina dove la burocrazia, gli interessi, la sciatteria e l’ignavia hanno avuto il sopravvento rispetto all’idea di sviluppo di un’area che ieri era pubblica e domani sarà privata.
Come “privati” saranno i diritti di quei cittadini che hanno perduto un bene comune che da risorsa si è tramutato in debito. Una storia simile alle tante che hanno ferito e mortificato la nostra giovane città, umiliando e depredando la sua collettività. E’ per questo motivo che, il 16 maggio u.s., abbiamo ritenuto doveroso presentare, sia alla Procura della Repubblica di Latina che alla Corte dei Conti del Lazio, un esposto per “presunto danno patrimoniale ai danni del Comune e della Provincia di Latina a seguito del fallimento della Società Terme di Fogliano S.p.A.”
Intanto, a distanza di tre mesi, giunge finalmente la risposta all’interrogazione regionale formulata da Gaia Pernarella (unitamente ai suoi colleghi del gruppo regionale M5S), sempre attenta e sensibile alle istanze di cittadini e attivisti, in particolare della propria provincia.
Dalla sopraccitata risposta, in sintesi, si evince quanto segue:
1. Nel dicembre 2016 (amministrazione Coletta) avviene un incontro tra rappresentanti della Regione Lazio e del Comune di Latina teso ad ottenere un quadro chiaro sulla concessione Terme di Fogliano. Nel medesimo incontro il rappresentante del Comune di Latina chiede e ottiene (nel febbraio 2017) documentazione tecnica ed amministrativa non più rinvenibile negli uffici comunali.
Al riguardo ci chiediamo:
– Come hanno fatto a sparire dei documenti custoditi presso il Comune di Latina?
– E’ stata avviata un’indagine interna per determinarne le cause e le relative responsabilità?
– Sono stati presi provvedimenti disciplinari o è stata sporta denuncia sull’accaduto alle competenti autorità giudiziarie?
2. Nel settembre 2017 gli uffici della regione Lazio hanno inviato al comune di Latina un sollecito per l’invio di schede statistiche relative alla concessione mineraria inerenti gli anni 2014 – 2015 (amministrazione Di Giorgi), 2016 nonché gli elaborati relativi ai lavori effettuati e previsti per le annualità 2016 e 2017 (amministrazione commissariale e Coletta).
Al riguardo ci chiediamo:
– Chi doveva ottemperare e perchè non l’ha fatto?
– E’ stata avviata un’indagine interna per determinarne l’eventuale responsabile?
– Sono stati presi provvedimenti disciplinari o è stata sporta denuncia sull’accaduto alle competenti autorità giudiziarie?
3. Il 25 settembre 2018, considerata l’assenza di riscontri e report da parte dell’amministrazione comunale di Latina, in seguito ad un sopralluogo sul sito termale di Fogliano, la Regione Lazio, esercitando le proprie competenze in materia di Polizia Mineraria, ha elevato un verbale di contravvenzione e prescrizione per la mancata nomina del direttore di miniera. Il medesimo verbale è stato trasmesso anche alla Procura della Repubblica.
Al riguardo ci chiediamo:
– Perché, a distanza di un anno, il sindaco Coletta, tramite i competenti uffici, non ha ottemperato a quanto richiesto dalla Regione Lazio?
– A quanto ammonta il verbale?
– La Procura della Repubblica, già interessata sul caso da un nostro esposto sul fallimento delle Terme di Fogliano, ha aperto un fascicolo al riguardo?
4. Considerata l’inattività della concessione ed il mancato riconoscimento dell’acqua termale da parte del Ministero della Salute, la Regione Lazio, in data 01.10.2018, ha inviato al Comune di Latina ulteriore diffida di decadenza della concessione.
Al riguardo ci chiediamo:
– Perché, il Comune di Latina, pur avendo agli atti dal 1999 le risultanze delle analisi chimiche effettuate dall’Università di Napoli, relative alle acque dei pozzi A e B di Fogliano, ritenute ipertermali e ricche di sali minerali, non ha chiesto al Ministero della Salute tale riconoscimento?
5. Nonostante l’inattività del sito termale di Fogliano che, dal novembre 1997, vanta la presenza di ben due pozzi, il comune di Latina ha comunque continuato a corrispondere alla Regione Lazio il “Diritto proporzionale annuo anticipato” dovuto dai concessionari di acque termali. Il contributo degli ultimi 5 anni (dal 2013 al 2017) ammonta a € 4275,93.
Al riguardo ci chiediamo:
– Considerata l’inattività del sito termale è configurabile un danno erariale per le somme pubbliche versate dal 1987 (1) ad oggi?
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Note:
(1) 22 settembre 1987, data in cui il Comune di Latina (giunta Redi), acquistando l’intero pacchetto azionario della società Terme di Fogliano SpA, fino ad allora detenuto dal Comune di Roma attraverso la sua controllata Società Mineraria del Trasimeno SpA, diventa proprietario di 72 ettari di terreno agricolo con sovrastanti fabbricati rurali.
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Link:
Interrogazione regionale dell’8 agosto 2018:
Risposta interrogazione regionale del 31 ottobre 2018:
Riferimenti storici:

LAGUNA PONTINA

Dieci minuti di pioggia intensa!
Quanto basta per trasformare molte vie di Latina in veri e propri corsi d’acqua.
Ma cosa si potrebbe fare per evitarlo almeno in quei punti della città particolarmente critici che, ciclicamente, si allagano rendendo impraticabile o addirittura pericoloso il relativo attraversamento?
Come noto, la graduale tropicalizzazione del bacino mediterraneo non farà altro che peggiorare i fenomeni temporaleschi sul nostro paese  (dunque anche la formazione di tornado come quello che, purtroppo, si è abbattuto su Terracina, provocando ingenti danni, feriti e un morto) potranno essere combattuti solo con un’adeguata prevenzione a partire dalla potatura delle fronde degli alberi e l’abbattimento di quelli malati, pericolanti o posti troppo a ridosso di punti particolarmente sensibili come scuole, ospedali, uffici, abitazioni ecc. (prevedendo, ovviamente, la corrispettiva nuova piantumazione di specie autoctone in zone più idonee).
Dunque la parola d’ordine è prevenzione!
Una parola che implica “un’azione diretta a impedire il verificarsi o il diffondersi di fatti non desiderati o dannosi” che, purtroppo, viene mortificata dalla cronica assenza di risorse economiche, in particolare dei comuni e delle province.
Ma la mancanza di tali risorse può essere tamponata con un’accorta pianificazione e mappatura dei territori al fine di intervenire prioritariamente sulle zone ritenute particolarmente a rischio, anche in maniera graduale.
Ma queste opere di prevenzione posso essere di diversa entità ovvero sia semplici (come la banale pulizia delle caditoie) che complesse (come, già anticipato, la potatura o rimozione di alberi d’alto fusto).
Ma entrambe le attività di prevenzione sono fondamentali e, partendo da quelle più semplici, devono essere effettuate in anticipo rispetto all’evento meteorologico avverso, soprattutto quando previsto ed atteso.
Altrimenti a cosa servono le allerta meteo emanate dalla competente autorità regionale che può portare i primi cittadini ad emanare ordinanze particolarmente restrittive al fine di limitare danni a cose e persone (come ad esempio la chiusura delle scuole)?
In sintesi bisogna abituarsi a prevenire, ad attrezzarsi, ad affrontare eventi climatici avversi a cui non siamo abituati. Del resto in caso di alluvione, spesso, si può rimane senza corrente elettrica (con conseguente impossibilità di utilizzare qualsiasi elettrodomestico compreso la caldaia) e l’acqua corrente divenire non potabile.
Cosa fare in questi frangenti se non si è pensato, in anticipo, di fare un’adeguata scorta d’acqua o, ove possibile, dotarsi di sistemi ausiliari per la produzione di corrente elettrica?
Dunque, appare chiaro che quando viene emanato “un’allerta” chi di dovere deve mettere in campo tutte le iniziative connesse ad affrontare al meglio una possibile situazione d’emergenza. Ma questa mentalità deve essere fatta propria anche dal singolo cittadino che si deve auto educare alla prevenzione senza mai banalizzare l’emanazione di un allarme.
I social, in questo, possono aiutare a diffondere gli allarmi quando diffusi da fonti attendibili come il comune, la prefettura, la provincia o la regione. Il copia e incolla di post privati che non riportano il link alla relativa fonte vanno sempre verificati poichè, purtroppo, c’è sempre l’idiozia che porta taluni elementi a emanare falsi allarmi.
Le “good practice” (le esperienze passate che vengono opportunamente tradotte in regole o piani che possono essere seguiti e ripetuti) servono proprio a minimizzare l’impatto di un evento calamitoso.
Se dalle esperienze passate o dagli errori commessi, anche in buona fede, dagli amministratori di un ente pubblico (comune, provincia o regione), non si traggono gli opportuni insegnamenti per non reiterarli significa che certi soggetti, evidentemente, non sono idonei a ricoprire certi incarichi.
Dunque, ci chiediamo perchè a Latina, in occasione di piogge particolarmente abbondanti, vi sono zone che ciclicamente vengono sommerse dalle acquee divenendo impercorribili o addirittura pericolose.
L’ennesimo esempio lo abbiamo avuto, questa mattina, in diversi punti cittadini storicamente critici come quello della pseudo rotonda Piattella dove, una decina di minuti di pioggia intensa, sono bastati per trasformala in una piccola laguna.
Negli anni si sono avvicendate diverse amministrazioni ma nulla è cambiato; nemmeno con quella che aveva annunciato la scrittura di “un nuovo libro” ma che, certamente anche per la grave eredità lasciata dalle precedenti amministrazioni, non riesce a scrivere ancora capitoli particolarmente convincenti, in particolare nell’ambito dell’urbanistica e del decoro urbano.
Quel decoro che i cittadini che abitano in zona Piattella/Persicara (porta ovest della città) continuano ad auspicare ma che sembra vincolato, purtroppo, alle sorti dell’ex complesso industriale SVAR che, da decenni, deturpa e mortifica il relativo quartiere considerato, ormai, una zona di serie “B”.
Passano gli anni ma “la porta ovest” (via Piave/Romagnoli) continua ad apparire come un vecchio “infisso” che nessuno vuole ristrutturare, considerato più un rifiuto che un bene comune da mantenere alla stregua di “porte” cittadine più pregiate come quelle rappresentate da via del Corso, via Isonzo e viale Cesare Augusto, ovvero gli altri ingressi alla nostra città.

Forse le tasse comunali pagate dai cittadini del quartiere Piattella/Persicara valgono di meno rispetto a quelle versate da quelli che abitano in altri quartieri?
Eppure basterebbe veramente poco!
Non ci si aspetta certamente lavori di natura straordinaria, seppur ampiamente auspicabili e necessari, come l’estensione dei marciapiedi ai vicini superstore Mauri’s, Eurospin e Sport 85, peraltro frequentatissimi; ne il potenziamento dell’illuminazione pubblica su una strada ad alta percorrenza.
Ma da un’amministrazione accorta e lungimirante si pretende almeno l’effettuazione della manutenzione ordinaria come, appunto, la pulizia delle caditoie responsabili, quando ostruite, dell’allagamento della sede stradale; in particolare quando la stessa si trova al centro di una intersezione di più strade tutte inclinate e convergenti verso il medesimo centro.
Sarà per questo che la pseudo rotonda Piattella nonché la rotonda dell’aviatore (ormai ribattezzata del “navigatore”) finiscono ciclicamente sott’acqua?
Non basta il ripetersi di certi episodi per stimolare un’amministrazione accorta e lungimirante a procedere alla preventiva pulizia delle caditoie, in particolare quando vengono emanati degli allerta meteo?
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Per visionare il video del contemporaneo allagamento della rotonda dell’aviatore cliccare QUI (Fonte: LatinaTu)

FALLIMENTO TERME DI FOGLIANO – ACCERCHIAMENTO A 5 STELLE

Lo scorso 25 luglio, il Movimento 5 Stelle, tenuto conto della gravità relativa al fallimento delle Terme di Fogliano, tramite la portavoce al Senato Elena Fattori, ha ritenuto opportuno presentare una “interrogazione a risposta scritta” a:
– MINISTRO DELL’INTERNO;
– MINISTRO PER GLI AFFARI REGIONALI E LE AUTONOMIE.
 
Dunque una seconda interrogazione, dopo quella depositata il 9 luglio u.s. presso la Camera dei Deputati dal portavoce M5S Raffaele Trano (indirizzata alla Presidenza del Consiglio; Ministero dell’Economia e delle Finanze e Ministero dell’Interno), intesa a comprendere le ragioni e, magari, stimolare gli organi competenti ad individuare i possibili responsabili di un fallimento politico, economico, territoriale che si è protratto per più di sessant’anni.
Una delle pagine più vergognose della storia di Latina dove la burocrazia, gli interessi, la sciatteria e l’ignavia hanno avuto il sopravvento rispetto all’idea di sviluppo di un’area che ieri era pubblica e domani sarà privata.
Come “privati” saranno i diritti di quei cittadini che hanno perduto un bene collettivo che da risorsa si è tramutato in debito.
Una storia simile alle tante che hanno ferito e mortificato la nostra giovane città, umiliando e depredando la sua collettività.
Ma noi non molliamo perchè vogliamo la verità!
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Riferimenti:

C’ERA UNA VOLTA UN PICCOLO NAVIGLIO

C’era una volta un piccolo naviglio… che tra due giorni andrà all’asta!
E giustamente nell’articolo pubblicato la settimana scorsa da LT OGGI, l’associazione “Codici” si chiedeva… “perchè vendere le barche a perdere e non donarle alle forze dellìordine …”?

Un interrogativo intelligente ed opportuno poichè, come noto, vi sono altri corpi dello Stato come, ad esempio, la Polizia, la Guardia di Finanza, la Guardia Costiera i Carabinieri e persino i Vigili del Fuoco che sarebbero certamente in grado di utilizzare e valorizzare i due natanti veloci nel migliore dei modi avendone già altri, nei rispettivi nuclei navali, indispensabili per assolvere i relativi compiti istituzionali anche in mare.

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UNA PISCINA CHE FA ACQUA . . .

Dopo aver ricevuto diverse segnalazioni in merito abbiamo atteso alcuni mesi prima di documentare lo stato di poca cura e igiene in cui versano gli spogliatoi maschili della piscina comunale di Latina, nella speranza che la società Nuoto 2000, che gestisce in concessione le piscine comunali,  provvedesse di propria iniziativa.

Tuttavia questo non è avvenuto anzi, da alcune foto ricevute oggi, è persino visibile uno scarafaggio morto all’interno delle docce collettive e l’assenza di adeguata manutenzione semestrale ai sistemi antincendio. Inoltre, anche se non documentato da immagini, il bordo della piscina coperta (lato sud), risulterebbe pericolosamente scheggiato e nulla sarebbe stato fatto ne per segnalare il pericolo ne per impedire l’uso della corsia interessata al fine di evitare possibili incidenti ai relativi fruitori.
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