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FALLIMENTO TERME DI FOGLIANO – ACCERCHIAMENTO A 5 STELLE

Lo scorso 25 luglio, il Movimento 5 Stelle, tenuto conto della gravità relativa al fallimento delle Terme di Fogliano, tramite la portavoce al Senato Elena Fattori, ha ritenuto opportuno presentare una “interrogazione a risposta scritta” a:
– MINISTRO DELL’INTERNO;
– MINISTRO PER GLI AFFARI REGIONALI E LE AUTONOMIE.
 
Dunque una seconda interrogazione, dopo quella depositata il 9 luglio u.s. presso la Camera dei Deputati dal portavoce M5S Raffaele Trano (indirizzata alla Presidenza del Consiglio; Ministero dell’Economia e delle Finanze e Ministero dell’Interno), intesa a comprendere le ragioni e, magari, stimolare gli organi competenti ad individuare i possibili responsabili di un fallimento politico, economico, territoriale che si è protratto per più di sessant’anni.
Una delle pagine più vergognose della storia di Latina dove la burocrazia, gli interessi, la sciatteria e l’ignavia hanno avuto il sopravvento rispetto all’idea di sviluppo di un’area che ieri era pubblica e domani sarà privata.
Come “privati” saranno i diritti di quei cittadini che hanno perduto un bene collettivo che da risorsa si è tramutato in debito.
Una storia simile alle tante che hanno ferito e mortificato la nostra giovane città, umiliando e depredando la sua collettività.
Ma noi non molliamo perchè vogliamo la verità!
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Riferimenti:

C’ERA UNA VOLTA UN PICCOLO NAVIGLIO

C’era una volta un piccolo naviglio… che tra due giorni andrà all’asta!
E giustamente nell’articolo pubblicato la settimana scorsa da LT OGGI, l’associazione “Codici” si chiedeva… “perchè vendere le barche a perdere e non donarle alle forze dellìordine …”?
Un interrogativo intelligente ed opportuno poichè, come noto, vi sono altri corpi dello Stato come, ad esempio, la Polizia, la Guardia di Finanza, la Guardia Costiera i Carabinieri e persino i Vigili del Fuoco che sarebbero certamente in grado di utilizzare e valorizzare i due natanti veloci nel migliore dei modi avendone già altri, nei rispettivi nuclei navali, indispensabili per assolvere i relativi compiti istituzionali anche in mare.
Invece, a quanto sembra, si preferisce SVENDERLI a qualche fortunato che, come spesso accade nelle aste giudiziarie, farà un OTTIMO AFFARE sulle spalle dei contribuenti della provincia di Latina tenuto conto che la base d’asta, come si legge nell’articolo, sarà fissata a 20 mila euro per la motonave e 10 mila euro per il motoscafo.
Infatti, ricordiamo che il valore “a nuovo” dei due mezzi navali è nettamente superiore a quanto, verosimilmente, verrà ricavato dall’asta di martedì prossimo.
Ma a questo punto ci chiediamo:
1. Com’è possibile che la Provincia abbia deciso di acquistare per la propria Polizia dei mezzi navali visto e considerato che, come anticipato, vi sono altri corpi dello Stato notevolmente più attrezzati?
2. Ma se la provincia ha un corpo di Polizia dall’organico già ridotto per espletare i compiti di controllo in “terra ferma” come si pensava che fosse in grado di armare anche due mezzi navali?
3. Il personale della Polizia Provinciale, inoltre, aveva le qualifiche/competenze per poter condurre tali mezzi?
4. I due motoscafi sono mai stati utilizzati per condurre operazioni in mare?
5. Chi si occupava del relativo rimessaggio, della manutenzione, dunque quanto è costato ai contribuenti la gestione dei due mezzi navali che ora si stanno vendendo all’asta?
6. Da chi sono stati acquistati i mezzi e qual è stato il reale prezzo d’acquisto?
7. Al riguardo, c’è stata una gara pubblica?
Non ci resta che sperare che questi interrogativi possano trovare una risposta e che il nuovo Presidente della Provincia, Carlo Medici (sindaco di Pontinia), possa far luce su quello che potrebbe realmente costituire , come sottolineato nell’articolo, un danno erariale.
 

UNA PISCINA CHE FA ACQUA . . .

Dopo aver ricevuto diverse segnalazioni in merito abbiamo atteso alcuni mesi prima di documentare lo stato di poca cura e igiene in cui versano gli spogliatoi maschili della piscina comunale di Latina, nella speranza che la società Nuoto 2000, che gestisce in concessione le piscine comunali,  provvedesse di propria iniziativa.

Tuttavia questo non è avvenuto anzi, da alcune foto ricevute oggi, è persino visibile uno scarafaggio morto all’interno delle docce collettive e l’assenza di adeguata manutenzione semestrale ai sistemi antincendio. Inoltre, anche se non documentato da immagini, il bordo della piscina coperta (lato sud), risulterebbe pericolosamente scheggiato e nulla sarebbe stato fatto ne per segnalare il pericolo ne per impedire l’uso della corsia interessata al fine di evitare possibili incidenti ai relativi fruitori.

La società concessionaria, va ricordato, è la stessa il cui principale socio di riferimento è stato coinvolto dall’inchiesta Olimpia (partita proprio grazie ad un esposto alla Corte dei Conti e una interrogazione parlamentare del M5S entrambi elaborati dal nostro gruppo civico politico) che, a novembre del 2016, provocò un terremoto a Latina con l’arresto dell’ex sindaco Giovanni Di Giorgi e altre 14 persone tra: ex politici, dirigenti, funzionari, professionisti e imprenditori.

La Procura decapitò il Sistema Latina che favoriva singoli a discapito dell’intera comunità, con pesanti danni all’amministrazione comunale. Inchiesta che proprio il 30 maggio scorso, presso il tribunale di Latina, ha visto celebrare la sua prima udienza preliminare ed il relativo rinvio al 24 luglio prossimo a causa di alcune mancate notifiche.

Ebbene, sono trascorsi circa 5 anni dal nostro esposto (risalente al 18-09-2013); due anni dal cambio dell’amministrazione comunale affidata al sindaco “para civico” Damiano Coletta; quasi due anni dagli altisonanti arresti dell’operazione Olimpia (eseguiti il 14.11.2016), eppure, ad oggi, la piscina comunale resta saldamente nelle mandi di una società che, a quanto sembra, nonostante la gestione di un bene pubblico che lascia al quanto a desiderare (come documentato dalle foto), sembra non temere alcuna penale o revoca della concessione.

Una concessione che, lo ricordiamo, fu affidata alla Nuoto 2000, il cui principale socio di riferimento all’epoca dei fatti era l’ex consigliere provinciale Silvano Spagnoli (attualmente indagato nell’inchiesta Olimpia), da un giovane Giovanni Di Giorgi (assessore allo sport) nonché compagno di partito ed amico dello stesso Spagnoli. Come sappiamo, in seguito, il Di Giorgi (anch’egli indagato nell’inchiesta Olimpia) è divenuto sindaco di Latina e, nel suo ultimo discorso da primo cittadino (04 giugno 2015), prima di essere sfiduciato dal consiglio comunale, pronunciò delle profetiche parole: «Me ne vado a testa alta sicuro che nessuna inchiesta mi vedrà coinvolto».

Sono trascorsi 5 anni dal nostro esposto inteso ad ottenere chiarimenti sulla gestione delle piscine comunali, eppure, ancora oggi, torniamo sulla questione ponendo all’amministrazione Coletta le seguenti domande:

  • il Comune di Latina ancora paga le utenze (luce, acqua, gas) per conto della società concessionaria?
  • nel contratto di concessione della durata di 30 anni sono previste penali o qualche opzione di recesso in caso di mala gestione della struttura pubblica?
  • vi sono novità di rilievo dalla causa che fu avviata dal Comune di Latina nei confronti della Nuoto 2000 per il riconoscimento di alcuni crediti (relativi alle utenze non volturate) che l’amministrazione asseriva di vantare nei confronti della medesima società e che portarono lo stesso Spagnoli, secondo alcune intercettazioni effettuate nel corso dell’inchiesta Olimpia (come riportato da Latina Oggi), a tentare una mediazione con l’ex sindaco Di Giorgi?
  • alla luce di quanto documentato dalle nostre foto verranno presi provvedimenti dall’amministrazione Coletta ovvero dall’assessore competente Felice Costanti e/o dalla commissione competente presieduta dal consigliere Fabio D’Achille (LBC)?

In attesa di ricevere delle risposte alle sopraccitate domande, auspichiamo l’intervento dei Carabinieri (Nucleo NAS) presso la struttura di via dei Mille al fine di verificare se le condizioni igieniche della stessa siano compatibili con la salute e l’incolumità pubblica.

 

 

 

ESPOSTO PER IL FALLIMENTO DELLA SOC. TERME DI FOGLIANO

Il gruppo civico-politico “Meetup 256”, in seguito alla riunione svoltasi lo scorso 11 maggio, tenuto conto:

– del fallimento della Società Terme di Fogliano (proprietà del Comune e della Provincia di Latina) decretato dal tribunale di Latina il 20/12/2017;

– degli eventi politico amministrativi che hanno condotto al fallimento di una società pubblica;

– dei documenti acquisiti nell’ambito di accesso agli atti presso il Comune di Latina;

– delle pubblicazioni scientifiche disponibili presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università Sapienza di Roma;

degli approfondimenti curati dal proprio attivista Gianluca Bono;

– delle notizie redatte, nel tempo, da noti giornalisti locali;

ha ritenuto doveroso presentare mercoledì 16 maggio, sia alla Procura della Repubblica di Latina che alla Corte dei Conti del Lazio, un esposto per “presunto danno patrimoniale ai danni del Comune e della Provincia di Latina a seguito del fallimento della Società Terme di Fogliano S.p.A.”

Quanto sopra, al fine di determinare se sia o meno configurabile, a carico dei pubblici amministratori che, nel tempo, si sono avvicendati al governo della stessa società, del Comune e della Provincia di Latina, qualsivoglia responsabilità di tipo penale o erariale.

Il gruppo Meetup 256 si riserva di organizzare, nelle prossime settimane, assemblee pubbliche tese a far conoscere alla cittadinanza la cronologia di un fallimento politico, economico, territoriale che si è protratto per più di sessant’anni. Una patetica storia in cui burocrazia, sciatteria e ignavia hanno fagocitato l’idea di sviluppo di un’area di pregio composta da circa 72 ettari di terreno, situati nei pressi del lido di Latina e del lago di Fogliano (Parco nazionale del Circeo),  sui quali,  secondo la stampa locale, si starebbero già concentrando interessi di carattere speculativo.

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Alleghiamo la notizia pubblicata, in data odierna, dal quotidiano Messaggero.

TERME DI FOGLIANO – “STORIA DI UN FALLIMENTO”

E’ di ieri la notizia che la “storia infinita” delle Terme di Fogliano è giunta alla sua conclusione con il fallimento della società, partecipata tra il comune di Latina (86%) e la Provincia (14%), che avrebbe dovuto realizzarle.
Una storia che abbiamo cercato di raccontare attraverso alcuni “riscontri scientifici”  e la “cronologia” di alcuni fatti ed omissioni che hanno portato al fallimento di un progetto che, se realizzato, avrebbe potuto costituire un volano per l’economia locale e provinciale.
Un fallimento costato caro ai cittadini di Latina che nei due pozzi termali hanno perso denaro, sogni e speranze di sviluppo pubblico di un’area costiera pregiata che ora, invece, rischia di essere acquisita all’asta, con pochi spiccioli, da qualche “palazzinaro” che saprà attendere tempi a lui più favoreli per l’ennesima colata di cemento.
Un fallimento che, dunque, ha delle responsabilità politiche e individuali che potranno essere accertate e circoscritte solo con il coinvolgimento della Corte dei Conti del Lazio e, perchè no, anche della Procura della Repubblica di Latina.
Solo loro potranno verificare se, dai fatti che hanno condotto al fallimento della Società Terme di Fogliano SpA, sono o meno prefigurabili responsabilità erariali o penali a carico degli amministratori che si sono succeduti alla guida del Comune e della Provincia di Latina. E’ per questo motivo che il Tavolo di Lavoro “Mobilità ed Opere Pubbliche” del nostro Meetup, già promotore dell’esposto che ha dato l’input all’Operazione Olimpia, appena possibile, si riunirà per valutare la formalizzazione di un esposto alle sopraccitate autorità.

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Riferimenti:

https://www.latina5stelle.it/terme-di-fogliano-una-storia-infinita-1a-parte/

https://www.latina5stelle.it/terme-di-fogliano-una-storia-infinita-2a-parte/