CHI ERA IL VIP?

La mattina del 4 luglio u.s., a Latina, in località “Chiesuola”, i residenti hanno avvertito il rumore di un elicottero. Qualcuno ha pensato subito all’ennesima operazione di polizia; altri, hanno immaginato il decollo o l’atterraggio dell’eliambulanza “Pegaso” dalla base HEMS (Helicopter Emergency Medical Service) ubicata nei pressi del vicino aeroporto militare “E. Comani”. In realtà, si trattava di un apparecchio dell’Aeronautica Militare, verosimilmente un Agusta Westland AW139 impegnato in un trasporto VIP, in fase di atterraggio presso  il locale Comando della 4a Brigata Telecomunicazioni e Sistemi per la Difesa Aerea che, come noto, ospita la “Communications and Information Systems School” della NATO.

AW-139

Alcuni residenti sentiti al riguardo non ricordano episodi similari ma tra questi c’è chi ha notato almeno un altro atterraggio nei giorni precedenti. Forse qualche prova generale per verificare l’idoneità di una improvvisata elisuperficie?
Ad alcuni di loro non è sfuggito nemmeno l’anomalo numero di auto parcheggiate, lo stesso giorno e nei giorni precedenti, all’esterno del Comando e più precisamente in corrispondenza dell’adiacente struttura sportiva denominata Aerobeach.

Questa circostanza avvalorerebbe l’ipotesi che un parcheggio interno alla base è stato, per l’occasione, trasformato in piazzola per consentire l’atterraggio dell’elicottero. Ma per qualche esigenza di Forza Armata o magari NATO?
Chi era il “VIP” trasportato dall’elicottero?
Perché il personaggio non è stato fatto scendere presso il vicino aeroporto militare?
Chi ha l’autorità di disporre di un elicottero e  farlo atterrare dove ritiene più opportuno?
Forse un ministro? Un sottosegretario? O magari un’alta carica militare nazionale o NATO?
In tal caso, perchè non è atterrato nel vicino aeroporto militare distante solo sette chilometri dal Comando della 4a Brigata ubicato in località “Chiesuola”?

Alcuni “rumors” attribuirebbero la visita del “VIP” ad una normale attività istituzionale correlata all’incontro con Comandanti di altre basi dell’Aeronautica intervenuti presso la 4a Brigata per un “meeting” di natura non nota.

Perciò nulla di anomalo, se non fosse per le spese che il “contribuente” è tenuto a sostenere ogniqualvolta un’alta carica dello Stato decide di utilizzare un elicottero o, peggio, un aereo di Stato. Infatti, i costi potrebbero essere “giustificati” solo qualora il VIP politico o militare, per motivi strettamente connessi ai propri impegni istituzionali, fosse chiamato, magari più volte nell’arco della stessa giornata o per particolare urgenza/importanza, a spostarsi sul territorio nazionale o all’estero. Ma quando lo spostamento avviene all’interno di una distanza chilometrica non eccessiva, dunque facilmente raggiungibile con mezzi economicamente più vantaggiosi per la pubblica amministrazione, perché non utilizzarli?

Ipotizzando che il viaggio del VIP in questione sia iniziato da Roma, magari dalla sede dello Stato Maggiore dell’Aeronautica che dispone di un elisuperficie, con un volo in linea retta di 60 Km al di sotto dei 200 Km/h, il viaggio andata e ritorno sarebbe durato circa 36 minuti. Ciò significa che, al “modico” prezzo di €140 euro/minuto (costi medi di un vettore civile reperibili su internet), sarebbe costato circa 5 mila euro (in realtà, essendo stato utilizzato un vettore militare, con prezzi di carburante e personale inferiori a quelli commerciali, è plausibile pensare ad un importo inferiore).

Stato Maggiore Aeronautica

Quanto, invece, sarebbe costato un viaggio con un’auto di servizio?
Ebbene, per un tragitto di 71 chilometri (di circa 1h e 10 minuti sulla strada Regionale SR 148 Pontina, priva di incidenti e traffico regolare) con una macchina diesel di alta cilindrata di un privato cittadino, ipotizzando un consumo di 18 Km/litro  andata e ritorno, ci sarebbero voluti circa € 11 solo di carburante (ma con l’utilizzo di una macchina “blu” il prezzo scenderebbe a meno della metà poiché il carburante, in ambito ministeriale, viene acquistato privo di accise).

Lo stesso viaggio, affrontato con un mezzo NCC , impegnando il mezzo e l’autista per 8 ore lavorative, sarebbe costato al massimo € 350.

Alla luce delle sopra esposte alternative e dei relativi presunti importi,  cosa mai può aver giustificato l’impiego di un elicottero dell’Aeronautica Militare per coprire una distanza agevolmente percorribile con un autoveicolo?

Come anticipato, riteniamo e auspichiamo,  solo un incontro di particolare importanza/urgenza o un’agenda del misterioso VIP (immaginiamo italiano) fitta di impegni in altre città e in orari che avrebbero reso impossibile l’utilizzo di un mezzo diverso.

Ma il M5S, da sempre, si batte per contrastare gli sperperi di denaro pubblico. Ricordiamo, infatti, le contestazioni dei portavoce pentastellati in Parlamento quando, nel corso del governo Renzi, si apprese del contratto di leasing, dal valore di 70 milioni di euro (fonte Il Fatto Quotidiano), per l’Airbus A340-500 (ribattezzato Air Force Renzi) che doveva trasportare l’ex premier nei suoi viaggi di Stato.
Perciò, ora che nel nuovo governo è presente una compagine pentastellata che esprime un Ministro della Difesa,  è doveroso chiedere ai deputati/senatori M5S del collegio Lazio-2, ed in particolare al portavoce Luca Frusone (componente della commissione Difesa), d’interpellare la Ministra Elisabetta Trenta al fine di:

Deputato M5S – Luca Frusone

– verificare che l’impiego dell’elicottero, atterrato presso il Comando della 4a Brigata di Latina, è stato giustificato e, dunque, preferibile ad altro mezzo ritenuto più vantaggioso per la pubblica amministrazione come, ad esempio, un’auto di servizio;

– verificare la legittimità dei motivi che hanno portato l’elicottero ad atterrare nel sopraccitato comando e non presso il vicino aeroporto militare di Latina Scalo “E. Comani”;

– verificare se l’atterraggio presso il Comando della 4a Brigata di Latina non ha comportato, sotto il profilo dell’impiego di uomini e mezzi addetti alla sicurezza volo, un aggravio di costi o nocumento nei confronti delle normali attività di reparto del vicino aeroporto militare “E. Comani”;

– verificare se, per porre in essere tale atterraggio in un Comando verosimilmente non attrezzato per tali attività, nei giorni precedenti si siano rese necessarie delle prove con altri velivoli che, inevitabilmente, hanno comportato ulteriori spese per la pubblica amministrazione;

– verificare se l’impiego del mezzo aereo e le attività di contorno hanno o meno cagionato un danno erariale;

– chiedere di porre in essere ogni accorgimento al fine di limitare l’impiego di mezzi aerei in attività d’istituto ove sia possibile impiegare mezzi di trasporto economicamente più vantaggiosi per la pubblica amministrazione.

Posted on 6 luglio 2018, in Blog, Interrogazioni. Bookmark the permalink. Leave a Comment.

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