DAMIANO COLETTA: AUTOSTRADARE O NON AUTOSTRADARE, QUESTO È IL DILEMMA

Nella messa cantata celebratasi ieri, 29 aprile, in Piazza del Popolo, nell’ambito della tavola rotonda organizzata dal sindacato Ugl dal titolo “Roma-Latina, un’opera necessaria”, abbiamo appreso senza sorpresa che questa autostrada a pedaggio s’ha da fare, rappresenta il sol dell’avvenire rispetto a infrastrutture e sviluppo (quale?) e costituisce il collante unico della politica nostrana. Dal PD alla destra passando per i civici Coletta e Terra, il coro unanime: quest’opera si farà. A ruggire i supposti benefici dell’opera (le solite assurdità su modernità, industria e sviluppo economico), sul palco c’erano i rappresentanti del sindacato, il consigliere uno e bino Enrico Forte, e il consigliere regionale (ex assessore ai Lavori Pubblici ai tempi di Renata Polverini) Luca Malcotti che, dopo alcuni demi plié e salti jeté di danza all’interno del proscenio post Mafia Capitale del centro destra (infatti ha sostituito proprio il figlio del “Pinguino” Domenico, Luca Gramazio), è passato ai Cuori Italiani. Malcotti ha affermato che sarà interesse del consorzio Sis finire prima i lavori perché i soldi ce li mettono loro, ossia i privati. Scordandosi di aggiungere che la parte di soldi pubblici li restituiranno, se li restituiranno (Brebemi docet), alle calende greche. Il contributo pubblico per la nuova autostrada a pedaggio in project financing, infatti, era previsto nel bando in 468 milioni di euro al massimo per il primo stralcio da 2.063 milioni, 970 milioni al massimo “a regime” per l’intera opera da 2.768 milioni. I ricorrenti al Tar (Salini-Impregilo) contestavano in particolare l’offerta di Sis proprio sul contributo pubblico, non ridotto in fase iniziale ma che il consorzio si è impegnato a restituire negli ultimi anni di concessione, di fatto trasformando il finanziamento statale in un prestito a lungo termine. La restituzione del “prestito”, stando all’offerta di Sis, dovrebbe avvenire solo nel periodo 2044- 2056, ad avvenuta remunerazione e dei finanziatori e degli azionisti, e sarebbe garantita dai soli utili attesi nella corrispondente fase di esecuzione. Lo spettro di Pedemontane varie e Brebemi aleggia vorticosamente…Sempre Malcotti insiste che per la messa in sicurezza non c’erano i soldi. E allora uno si domanda in quale universo una messa in sicurezza costi più di un’autostrada, senza contare che i 460 milioni e rotti già stanziati al Cipe possono essere un ottimo punto d’inizio e probabilmente di arrivo; proprio ciò che chiedono nei loro atti d’indirizzo le amministrazioni di Roma, Pomezia e Ardea: trasferire quei soldi nella messa in sicurezza.

Più dubbioso il sindaco Terra: quanto tempo ci vorrà, si domanda. E allora non si capisce per quale motivo non si sia ancora accodato ai comuni di Roma (non Pizzighettone, con tutto il rispetto), Pomezia, Ardea attraverso un atto d’indirizzo contrario all’opera che storni i soldi a favore della messa in sicurezza, analizzi la possibilità di un treno tram e abbia l’obiettivo di una nuova conferenza dei servizi considerata la contrarietà all’opera dei comuni interessati.

Amletico e pensoso il sindaco di Latina Damiano Coletta che, pungolato dal moderatore, pare sia stato chiaro nella risposta sebbene tra i presenti nessuno abbia compreso il senso logico di ciò che affermava. Da una parte la Roma-Latina non risolve il problema e ha un impatto negativo, dall’altra ormai non c’è più niente da fare ma saremo vigili (in che modo dal momento che il Comune di Latina non è la stazione appaltante resta un mistero). Senza nessun cenno al suo proposito mai messo in atto, e dichiarato solo pochi mesi fa nell’ambito dell’assemblea informativa al Comune di Latina, di istituire un tavolo con tutti i sindaci interessati dall’opera. Ora, se un cittadino quale è Coletta fa dichiarazioni personali contro quest’opera può far anche piacere, il problema è che se uno è stato eletto per fare l’amministratore deve parlare attraverso atti e ad ora l’unico atto agli atti (si scusi il gioco di parole) è un ordine del giorno votato a luglio del 2016 quando 17 consiglieri di maggioranza di LBC su 20 si astennero rispetto all’odg medesimo presentato da Enrico Forte (a proposito, oltre all’autostrada vuole anche il porto e l’aeroporto, e pare una stazione per space shuttle della Nasa). Un ordine del giorno, dunque, passato grazie ai voti della minoranza, compatta nel Sì all’autostrada a pedaggio (“strano”, ma anche no, che solo a Latina il centrodestra sia per l’autostrada, diversamente che a Pomezia, Roma e Ardea), e a causa del limbo cui si relegarono i consiglieri della maggioranza. Tutti tranne tre, i quali sarebbe opportuno che ottemperassero al loro ruolo di rappresentanti eletti dai cittadini e presentassero la delibera (che prende spunto da quella votata nel consiglio capitolino) che il Nodo di Latina ha protocollato al Comune nel novembre scorso. E proprio per rispettare le parole del loro stesso sindaco che, dopo l’ordine del giorno di luglio 2016, ebbe a dire: “Dobbiamo far sì che il collegamento Roma-Latina sia migliorato nel rispetto di tutti i cittadini”. Quale rispetto c’è nel non averli ascoltati questi cittadini? Quest’opera tentano di realizzarla da trent’anni, niente è stato deciso dai cittadini, sono stati sperperati milioni di euro di soldi pubblici, con annessi danni erariali certificati dalla Corte dei Conti. Un’amministrazione e una maggioranza che hanno come stella polare la condivisione, quale vuole essere quella attuale, non può accettare che una scelta calata dall’alto, distruttiva dal punto di vista finanziario, economico e ambientale, sia imposta ai cittadini, molti dei quali ignari, e sulla carne viva dei medesimi, con pesanti ricadute su chi lavora e studia.

Altrimenti sarebbe più corretto dire che Latina Bene Comune e il Comune la vogliono questa autostrada, ribadendo il voto codino di luglio 2016, e le dichiarazioni lunari, ma terribilmente vicine ai cacicchi di PD e centrodestra, del Presidente della Commissione Trasporti Giri e del segretario di partito di Latina Bene Comune.

Posted on 30 aprile 2017, in Blog. Bookmark the permalink. Leave a Comment.

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