DEMOCRAZIA DIRETTA & TRASPARENZA

Riceviamo e pubblichiamo il video girato da un attivista M5S del Comune di Manziana (nei pressi del lago di Bracciano – area metropolitana di Roma).
Nel video l’attivista si confronta con il consigliere regionale M5S Devid Porrello da cui spera di ottenere risposte in merito ai motivi che hanno portato lo “staff nazionale” a non certificare alcuna lista elettorale M5S, nell’ambito delle elezioni amministrative del proprio comune.

Un attivista deluso come tanti altri a livello nazionale che, ancora oggi, cercano risposte, trasparenza, uniformità, verità… ONESTÀ … intellettuale, da un Movimento che, in diverse occasioni, si è mostrato ambiguo e poco trasparente proprio nella procedura di attribuzione della certificazione ai gruppi civici locali richiedenti, in particolare, quando in presenza di richieste plurime nell’ambito di uno stesso Comune.

In tale circostanza il M5S sembra adottare strategie e soluzioni differenti a seconda di un impermeabile criterio che, anche se inverosimile, ancora oggi sembrerebbe sconosciuto persino ai portavoce eletti che, se interrogati al riguardo, si trincerano dietro la solita comoda risposta: “chiedete allo staff nazionale”.
Tuttavia, come testimoniato dal video, appare evidente che nelle varie regioni/province alcune figure (portavoce, ex portavoce o attivisti particolarmente accreditati) siano stati delegati (ufficialmente o arbitrariamente???) a “giudicare” la bontà o meno dei gruppi locali richiedenti certificazione.
Eppure, per il Movimento della “democrazia diretta”, la selezione tra più richieste potrebbe/dovrebbe avvenire demandando la relativa selezione agli iscritti tramite il voto sul portale Rousseau. Ovviamente, la facoltà di voto dovrebbe essere riservata agli iscritti residenti nel relativo comune o, se di numero insufficiente, a quelli della provincia o, addirittura, della regione poiché peggio di una scelta sbagliata c’è solo la NON possibilità di scelta.
Eventuali liste antagoniste dovrebbero essere chiamate a pubblicare sul portale Rousseau, oltre che i dati ed i curriculum dei relativi componenti, anche i rispettivi programmi per la città e quanto fatto in ambito civico per la tutela e la valorizzazione dei beni comuni dei pertinenti territori.
Quest’ultimo aspetto, in particolare, dovrebbe ottenere il massimo risalto poiché la richiesta di certificazione potrebbe giungere anche da cittadini che aspirano semplicemente ad un ruolo politico ma che, nell’ambito civico, non hanno mai fatto nulla per la propria comunità o per il proprio territorio.

Ecco perché riteniamo che la non certificazione di una lista M5S per il comune di Aprilia, dove alle ultime elezioni nazionali 17 mila apriliani (ovvero il 33% dei votanti) hanno dato il proprio consenso al Movimento, sia un grave errore politico poiché i relativi sostenitori non meritano questo tipo di indifferenza.
Sarà anche per questo motivo che il M5S alle elezioni amministrative e regionali ancora non riesce a raggiungere risultati lusinghieri?
Ad Aprilia l’eventualità di una NON certificazione appare ormai scontata nonostante siano due i gruppi civici che hanno presentato la necessaria documentazione per rappresentare il M5S alle prossime elezioni amministrative del 10 giugno.

Dal video, inoltre, emergerebbe una “oscura” realtà che fa apparire il M5S più simile, se non peggio, dei tradizionali partiti. In sostanza, emergerebbe la presenza di “referenti” che, tuttavia, agirebbero come dei veri e propri “capi bastone”. Questi soggetti sarebbero chiamati a stilare delle “pagelle” sui gruppi territoriali in attesa di certificazione.
Dette valutazioni, del tutto soggettive e non certamente scevre da possibili influenze, non solo mortificano i valutati, a loro insaputa, ma minano alla base una delle colonne portanti del M5S, ovvero la “democrazia diretta”.
Purtroppo, ad oggi, appare chiaro che nella procedura di certificazione locale continuano ad essere usati criteri discrezionali, non trasparenti e, soprattutto, non omogenei.

Alla luce di quanto si evince da questo video nascono spontanee le seguenti domande:
1. Chi sono questi referenti?
2. Cambiano a seconda della provincia?
3. Chi gli ha nominati o eletti?
4. Che parametri di valutazione utilizzano?
5. Se ritenuti necessari, perché non vengono ufficializzati?

I cittadini, simpatizzanti, attivisti del M5S si meritano la verità poiché, in caso contrario, alla prossima campagna elettorale, sarà ancora più difficile trovare volontari disposi a sacrificare tempo e risorse personali per organizzare eventi, banchetti o attività in favore dei futuri candidati “portavoce” e, come sappiamo, il vertice senza base è destinato all’implosione (PD docet).
Non è tollerabile che, in assenza di una trasparente legittimazione e di criteri di valutazione uguali per tutti, alcuni “referenti e/o portavoce” possano segnare il destino elettorale di città dove l’attivismo pro M5S non è mai venuto meno, come fu per Latina nel 2016.
Il primo partito nazionale non può avere al suo interno zone d’ombra di questa portata. Per questo motivo, invitiamo i “portavoce” locali, regionali e nazionali a fare chiarezza, il prima possibile, auspicando un confronto pubblico.

 

 

Posted on 12 maggio 2018, in Blog, Comunicati. Bookmark the permalink. Leave a Comment.

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