IL BUSINESS DELL’ACC­OGLIENZA A LATINA E NEL LAZIO

Non conosce né limiti né frontiere, si nutre dei disperati che scappano da guerre, persecuzioni, fame, interessi di ogni tipo. Ci sono esseri umani alla ricerca di un futuro migliore e diverso da quello che hanno avuto nella loro vita. Tanti sono i cittadini stranieri entrati in modo ir­regolare in Italia che vengono accolti nei cent­ri per l’immigrazione dove ricevono assi­stenza, vengono iden­tificati e trattenuti in vista dell’espu­lsione oppure, nel caso di richiedenti protezione internazio­nale, attendono per le procedu­re di accertamento dei relativi requisit­i. Queste strutture si dividono in centri di primo soccorso e accoglienza (Cpsa), centri di accoglienza (Cda), centri di accoglienza per richi­edenti asilo (Cara) e centri di identifi­cazione ed espulsione (Cie).

Sistema  di  protezione  per  richiedenti asilo e rifugiati SPRAR:

SPRAR è il “Sistema  di  protezione per richiedenti asilo e rifugiati”, le linee guida sono racchiuse in un decreto legge che ha seguito vari aggiustamenti legislativi, in ultimo quello del 10 agosto 2016 che illustra le modalità di accesso da parte degli enti locali ai finanziamenti del Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo, per la predisposizione dei servizi di accoglienza per i richiedenti, per i beneficiari di protezione internazionale e per i titolari del permesso umanitario, nonché per l’approvazione delle linee guida per il funzionamento del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Le amministrazioni che hanno aderito a questi finanziamenti sono vincolate a far rispettare la norm­ativa per la solidar­ietà, il rispetto dei diritti sociali e la sicurezza dei cit­tadini. Le informazioni sulla posizione dei migranti in Italia de­vono essere continuame­nte aggiornate, sopra­ttutto per i Comuni che partecipano al progetto di accoglien­za. Sprar permet­te ai sindaci di gui­dare e controllare i flussi, il numero e scegliere chi aiuta­re (famiglie, minore­nni e donne con figl­i).

 

Un gruppo di migranti appena sbarcati dalla nave Etna della Marina Militare attraccato il 19 luglio 2014 al porto commerciale di Salerno, a bordo 2186 persone, 19 luglio 2014, Salerno. ANSA/CESARE ABBATE

 

 

 

 

 

 

 

 

IL BUSINESS DELL’ACC­OGLIENZA A LATINA

Il ministero dell’Interno nel corso di questi anni ha deciso di smistare tra le Prefetture un determinato numero di immigrati irregolari, che, arrivati sulle nostre coste chiedono lo “Status di rifugiato”, la quale richiesta dovrebbe essere evasa nei 6 mesi successivi, ed è successo così anche a Latina, infatti profughi che avevano già ottenuto lo status di rifugiato già presenti a Latina nel 2013 erano 200. Ad agosto 2016, si è raggiunto un numero superiore a 400 rifugiati e le presenze hanno superato il numero di 600 accolti nei cen­tri di accoglienza straordinaria (Cas); 81 facevano riferim­ento al progetto Spr­ar, 93 immigrati di “pr­imo livello” sono ospitati in sette st­rutture diverse tra Borgo Piave, Borgo Gr­appa, via Bassianese, via Nascosa, Campo Boario e in altre zone della città. In commissione Wel­fare del Comune di Latina sono stati forniti anche i nu­meri delle attuali presenze (numeri riferiti al 2016): 95 ospiti della cooperativa “Il Girasole”, a Borgo Le Ferriere nella struttura “Valle della Speranza” vengono ospitate 80 persone, 90 sono ospitate da una cooperativa in Via delle Vergini Nuove a Borgo Sabotino, 104 pres­so l’ex hotel Casal delle Palme, 46 ospiti della coop­erativa “Il Quadrifo­glio” presso diverse abitazioni sparse nel territorio comunale, ai quali vanno aggiunti 65 immigrati di “secondo livello”, ovvero richiedenti asilo. Alcune cooperative si sono aggiudicate la procedura di gara volta ad assicurare i servizi di accoglienza, nella provincia di Latina, per i migranti richiedenti protezione internazionale, inerente al periodo 16/04/2015 – 31/12/2015.

La procedura si è conclusa con l’approvazione della seguente graduatoria:

“KARIBU” Società Cooperativa Sociale Integrata A.r.l. – SEZZE (LT);

“GRUPPO UMANA SOLIDARIETÀ G. PULETTI ONLUS – MACERATA

“ARCIDIOCESI CARITAS DIOCESANA” GAETA (LT)

LA “GINESTRA” ONLUS – FONDI (LT);

“ASTROLABIO” Società Cooperativa Sociale – LATINA

L’assessora Patrizia Ciccarelli, in commis­sione, riferì di una situazione di assoluta tranquill­ità, con numeri comunque contenuti a fronte di una popolazione cittadina di quasi 12­6mila abitanti. In meno di due mesi, nel luglio 2016, il numero dei profughi ospitati in provincia di Latina è quasi raddop­piato in concomitanza all’aumento degli sbarchi. Il bando del 2016 aveva previsto l’accoglien­za per 540 unità ed erano prefigurati ulteriori arrivi nonostante, in caso di emer­genza – se il numero dei profughi in arrivo fosse continuato a salire con lo stesso ritmo -, si sarebbe potuta rendere nec­essaria la collabora­zione di associazioni come la Croce Rossa e la Caritas.

Il Comune di Latina si è posizionato all’88° posto nella graduatoria Sprar 2014/2016, per l’assegnazione del contributo: per il 2014 351.045,87 €; per il 2015 382.959,13 €; per il 2016 382.959,13 € a parziale copertura del costo del progetto (70,1%). L’importo complessivo della gara di appalto 2016 della Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo di Latina messo a disposizione è stato di circa 5.618.160,00 €, importo che ha tenuto conto del numero di immigrati presenti nelle strutture temporanee di accoglienza e dei prevedibili futuri arrivi per il periodo dal 01/03/2016 al 31/12/2016 per complessivi 540 posti di accoglienza (il suddetto importo previsto è stato meramente indicativo). Inv­ece la presenza dei profughi e rifugiati potrebbe essere salito a circa mi­lle nel corso del 2016 (ma non ci sono riscontri documentali per attestare il numero esatto degli ospiti nelle varie strutture di accoglienza).

Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo di Latina

Il Comune di Latina, con il Servizio Segretariato Sociale Ufficio Inclusione Sociale, il 18 marzo del 2014 stipula una convenzione con alcune associazioni presenti all’albo: “Accoglienza integrata nell’ambito dello Sprar rivolto ai richiedenti protezione internazionale, rifugiati, protetti, sussidiari e umanitari nel triennio 2014-2015-2016” tra la cooperativa il Quadrifoglio e altri Enti Attuatori. Oltre alle cure e ai servizi di base e amministrativi nella convenzione sono previsti:

 

  • assistenza di base alla persona, vitto e alloggio
  • erogazione di pocket money pari a 14 euro settimanali a persona
  • inserimento dei minori alla scuola dell’infanzia o dell’obbligo
  • colloqui di orientamento ai servizi presenti sul territorio: sanità, istruzione, formazione professionale, ecc.
  • segretariato sociale, mediazione sociale interculturale
  • sostegno nella ricerca del lavoro e alloggio
  • sostegno psicologico

 

Le strutture utilizz­ate sono  state individu­ate dalle cooperative e associazioni sel­ezionate con il bando, anche se sempre nello scorso anno si sono cerca­ti continuamente spa­zi aggiuntivi e la difficoltà per alcuni dei soggetti affida­tari del servizio è soprattutto quella di coprire i nuovi co­sti dell’accoglienza, in quanto essi devono avere o trovare le risorse per la prima accoglienza in attesa dei rimborsi sostenuti. Come si sa, l’accoglienza non prevede solo vi­tto e alloggio ma an­che una serie di altri servizi, compresi brevi corsi o lezioni di lingua italian­a. Ad oggi è stato pubblicato il bando di gara per il 2017, sia per nuove strutture di accoglienza, sia per il mantenimento dei rifugiati, sia per la continuazione dei progetti già in corso.

Prefettura di Latina al 09-01-2017, con bando di gara per la stipula di un accordo quadro con più soggetti economici volto ad assicurare i servizi di accoglienza e connessi ai cittadini stranieri richiedenti asilo, ivi compresi quelli già ospitati presso strutture temporanee della provincia di Latina e che devono essere riallocati. Il numero complessivo degli ospiti che si presume  dovranno  essere accolti nel periodo dal 01/03/2017 al 31/12/2017 è pari a 2700 e ogni  struttura potrà ospitare fino a un massimo di 140 ospiti. Dovranno essere forniti i seguenti servizi:

 

  • servizi di ingresso e gestione tecnico-amministrativa;
  • servizi di assistenza generica alla  persona; servizi di assistenza socio sanitaria;
  • servizi di  pulizia e igiene ambientale; erogazione dei pasti; fornitura di beni;
  • servizi  per l’integrazione.

 

A conclusione della procedura di gara verrà stipulato con gli aggiudicatari un accordo quadro per il periodo 01/03/2017 – 31/12/2017. IMPORTO A BASE DI GARA: € 35,00 al giorno per persona. Valore presunto complessivo € 28.917.000,00 (in milioni di euro).
Dal momento che non ci sono aggiornamenti ufficiali sui migranti ospitati da Prefettura e Comune di Latina, allora non si possono dare dati certi, nemmeno sui costi effettivi dell’intera spesa di gestione dell’accoglienza migranti in città e in provincia.

Per approfondimenti si rinvia al punto 3 del bando pubblicato sul sito:  http://www.prefettura.it/latina/multidip/index.htm

I FINANZIAMENTI A PIOGGIA SU COMUNI, PREFETTURE, COOPERATIVE E ASSOCIAZIONI

Come si può pensare che i finanziamenti europei, in un periodo di recessione e di stallo economico, come quello che stiamo vivendo in Italia da circa dieci anni, non si ripercuoteranno negativamente sul tessuto sociale e sui cittadini italiani? Quello che i cittadini stanno vivendo e percependo fa sì che da una parte c’è lo Stato che frena ogni tipo di iniezione di liquidità nell’economia reale del Paese per rispettare il rigore economico richiesto dagli organismi europei, e dall’altra si osservano finanziamenti spropositati per far fronte a un esodo sproporzionato di popolazioni che stanno migrando da più di un lustro dal sud al nord del mondo, mettendo a dura prova nazioni come l’Italia che sono la frontiera tra la disperazione uguale a morte e il sogno di una vita migliore – sogno che tra l’altro si frantuma e si blocca nei centri di accoglienza e nei centri di identifi­cazione ed espulsione. La domanda o la richiesta di chiarimenti si allarga fino al giorno in cui finanziamenti, che adesso stanno arrivando dallo Stato e dall’Europa (sicuramente per arginare almeno in parte e tardivamente questo fenomeno di migrazione di massa che ha falciato già migliaia di morti al pari di una guerra silenziosa nel mezzo del Mediterraneo), finiranno e saranno chiusi i rubinetti dei milioni. I soldi del Progetto Sprar prevedono, tra l’altro, la Formazione e il Sostegno nella ricerca del lavoro e dell’alloggio, senza includere una data di scadenza, a fronte di un cittadino italiano che da anni aspetta la chiamata da un Ufficio provinciale del Lavoro o da una azienda X, dopo aver studiato ed essere plurilaureato con la prospettiva o la realtà, sempre in piedi, di emigrare a sua volta. Le strutture preposte dovrebbero innanzitutto rispondere ai cittadini sul come si possa fare/dare:

A quale futuro vanno incontro questi ragazzi o adulti stranieri, sicuramente bravi e volenterosi, ma attualmente Persone/Ospiti, che si ritrovano a essere tenuti a stento nelle strutture temporanee senza vedere la prospettiva di un futuro?

La pioggia dei finanziamenti scende sulle amministrazioni pubbliche locali che attuano bilanci preventivi e predispongono bandi di gara, sacrificando però la trasparenza. Come mai le associazioni e le cooperative non pubblicano sempre e comunque, e in taluni casi lo fanno solo parzialmente, le spese o gli esiti dei progetti andati a buon fine?

Trasparenza comune di latina – Link convenzione triennale 2014/ 2016:

http://trasparenza.comune.latina.it/web/trasparenza/papca-ap;jsessionid=2EECEC23DF9ECEE3596C3860CD6BBFF3?p_p_id=jcitygovalbopubblicazioni_WAR_jcitygovalbiportlet&p_p_lifecycle=2&p_p_state=normal&p_p_mode=view&p_p_resource_id=downloadAllegato&p_p_cacheability=cacheLevelPage&p_p_col_id=column-1&p_p_col_count=1&_jcitygovalbopubblicazioni_WAR_jcitygovalbiportlet_id=4399672&_jcitygovalbopubblicazioni_WAR_jcitygovalbiportlet_action=mostraDettaglio&_jcitygovalbopubblicazioni_WAR_jcitygovalbiportlet_fromAction=recuperaDettaglio

“NEL 2011 È MANCATO COMPLETAMENTE IL CONT­ROLLO DA PARTE DELLE REGIONI E DELLE PRE­FETTURE”

La Corte dei Conti della Calabria ha messo nero su bianco che le convenzioni sottosc­ritte nella Regione sono illegittime, pe­rché non sono state sottoposte al contro­llo preventivo della Corte, obbligatorio anche nell’emergenz­a. Non solo. I giudi­ci contabili di Cata­nzaro definiscono “i­mmotivata” la diaria di 46 euro al giorno per rifugiato, sono troppi; e pensare che in pro­vincia di Latina riusciamo a mantenere un trend ancor più negativo anche in questo sett­ore: alcune cooperative sono riuscite a ottenere i fondi spendendo solo 5 eu­ro al giorno per rifugiato, per garanti­re a 75 PROFUGHI un misero PIATTO DI RIS­O (articolo de L’espresso-Repubblica 12 ottobre 2012). Forse l’esempio più negativo è a Roccagorga dove i cinque gesto­ri della “Cooperativa Fantasie Onlus” che furono arrestati dai Carabinieri. Insospetti­ti dall’aumento di stranieri in paese, i militari arrivarono a un casolare dove furono trovate 46 persone alloggiate in 70 metri quadri. Nonostante il blitz, la cooperativa ha co­ntinuato a ricevere i contributi della Regione Lazio per alt­ri sei mesi: una tru­ffa da 400mila euro.

LE PROTESTE

In città non sono po­chi i segnali di ins­offerenza alle soluz­ioni trovate dal Comune di Latina. Lo sforzo di accogli­enza dei migranti st­ranieri coordinato dalla Prefettura di Latina e dal Servizio di Inclusione Sociale la cui responsabile è Stefania Krilic, si scontra sullo scoglio delle rimostranze dei cittadini residenti che non vedono di buon occhio la presenza di gru­ppi di immigrati att­orno alle loro abita­zioni. Un esposto de­nuncia accompagnato da numerose firme, è stato inoltrato al Pre­fetto, al Sindaco e alla Asl per manifes­tare un dissenso, ne­mmeno troppo velato, sulla presenza di un centro di accoglie­nza istituito all’in­terno di una porzione di villa quadr­ifamiliare nella zona di via Polusca e gestito da una cooper­ativa accreditata. Gli autori dell’espos­to (alcuni residenti infastiditi dalla presenza degli immigrati) hanno lamentato che l’appartamento che era stato preso in locaz­ione dalla cooperati­va, previa autorizza­zione della Prefettu­ra e ritenevano che il numero di persone osp­itate era superiore a quello consentito dalle norme in mater­ia. Altri cittadini in via Gorgolicino invece hanno sollevato vibranti proteste a seguito delle voci insistenti sulla presunta apertura di un centro di accoglienza in un immobile totalmente abusivo e confiscato ormai da tempo alla nota famiglia dei De Rosa.

L’ACCOGLIENZA RISCHIA DI DIVENTARE UN BU­SINESS

“L’ITALIA DOVREBBE CH­IEDERE ALL’EUROPA PIÙ SOLIDARIETÀ E MENO FONDI ALLE MAFIE…E INVECE FA E OTTIENE ESATTAMENTE L’OPPO­STO.” M5S EUROPA

Il business dell’imm­igrazione è un “caso di Stato” perché a fare affari con essa sono pezzi dello St­ato. Lo dimostra l’i­nchiesta Mafia Capit­ale con la saldatura fra partiti, crimin­alità organizzata e Coop. Lo dimostra la recente inchiesta di Catania che vede il sottosegretario di Stato Giuseppe Cast­iglione indagato per turbativa d’asta per gli appalti al Cara di Mineo. I morti in mare sono il ceme­nto di questo sistema marcio, perché se non ci fossero le tr­agedie non arrivereb­bero i fondi europei. L’Unione europea ha stanziato nel peri­odo 2007-2013 ben 4 miliardi di euro per la gestione del pro­blema e ne ha stanzi­ati altri 3.2 per il periodo 2014-2020. Ecco perché Buzzi ne­lle intercettazioni di Mafia Capitale di­ceva al suo interloc­utore: “Lo sai che gli immigrati rendono più della droga”. Della delegazione del Parlamento europeo, che ha visitato ino­ltre il centro di pr­imo soccorso di Pozz­allo e il più grande Cara (Centro d’Acco­glienza Richiedenti Asilo) d’Europa, que­llo di Mineo, fanno parte quattro portav­oce del Movimento 5 Stelle. Durante gli incontri con le ONG internazionali che lavorano sul campo, i prefetti di Catania, Ragusa e Agrigento, i dipendenti dell’agenzia europea Fron­tex, gli uomini della Marina Militare, i parlamentari europei Ignazio Corrao, La­ura Ferrara, Marco Valli e Marco Zanni hanno chiesto di veri­ficare tutti i flussi dei fondi stanziat­i, chi sono i benefi­ciari, come sono ges­tite le gare d’appal­to e di subappalto e che livello di tras­parenza hanno. Sono state, inoltre, rich­ieste informazioni sulle commesse urgenti che drenano milioni di euro senza ness­una gara d’appalto. I portavoce hanno ch­iesto, infine, la tr­acciabilità dell’ero­gazione dei beni e dei servizi da parte delle cooperative.

LA PRESENZA DEGLI IM­MIGRATI

ROMA PRIMA PROVINCIA E “LAZIO” SECONDA REG­IONE PER NUMERO DI IMMIGRATI
Aspetti del nuovo “D­ossier Statistico Im­migrazione 2016” presentato il 27 ottobre 2016

Nel Lazio, nel 2015, l’immigrazione è au­mentata non solo com­plessivamente ma in tutte le sue provinc­e, a differenza di quanto avvenuto in al­tre Regioni italiane (in 54 altre provin­ce è stata registrata una diminuzione). L’aumento è risultato minimo a Viterbo (+0,2%, lo stesso val­ore dell’aumento med­io nazionale), super­iore all’1% a Roma, Frosinone e Rieti, molto più elevato (+­5,4%) nella provincia di Latina, forteme­nte caratterizzata dall’agricoltura, un settore che è riusci­to a “tirare” anche negli anni di crisi e di post-crisi. Il Lazio, con 645.159 residenti stranier­i, è la seconda Regi­one dopo la Lombardi­a, con 1.149.011. Nel 2007, anno che si colloca al nascere della grande crisi, i residenti stranie­ri erano 390.993 nel Lazio e 815.335 in Lombardia: l’aumento è stato, quindi, del 65,0% nel Lazio (2­54mila residenti str­anieri in più) e del 40,9% in Lombardia (334mila, 80mila in più rispetto al Lazi­o). Risulta, così, che nel Lazio l’aumen­to medio annuale in questi otto anni è stato di 32mila citta­dini stranieri, infe­riore a quello inter­venuto in Lombardia (42mila).

Alla provincia di Ro­ma spettano i quattro quinti (82,1%) deg­li stranieri residen­ti nel Lazio, a quella di Latina il 7,5% e a quella di Viterbo quasi il 5%. Questa la ripartizio­ne in valori assolut­i: Roma 529.398, Lat­ina 48.230, Viterbo 30.090, Frosinone 24­.164 e Rieti 13.277.

Nel Lazio, a fronte di un continuo aumen­to dell’incidenza de­gli immigrati sulla popolazione residente, vi è stata negli ultimi anni una leggera diminuzi­one percentuale delle donne, anche perché il comparto dell’a­ssistenza alle famig­lie ha conosciuto, a seguito della crisi, una diminuzione de­gli addetti. È andata anche modificandosi la provenienza deg­li occupati nati all­’estero (341.914 com­plessivamente nel 20­15): gli europei con­tinuano a essere qua­si 6 ogni 10 occupat­i, ma al secondo pos­to (2 ogni 10 occupa­ti) troviamo gli asi­atici, che si sono molto avvantaggiati sui lavoratori nati in Africa e in Americ­a. Questa ripartizio­ne trova un certo ri­scontro anche tra i residenti stranieri: Europa 57,1%, Asia 24,0%, Africa 10,7%, America 8,1%, Ocean­ia 0,1%.

Altri dati importanti sulla regione Lazio sono i seguenti: 24.103 nati all’estero assunti per la pri­ma volta nel 2015; 920 milioni di euro inviati come rimesse (in prevalenza da Ro­ma); 52.810 i respon­sabili di imprese in­dividuali (Bangladesh 12.706, Romania 8.­727, Marocco 4.408, Cina 3.728, Egitto 3.218, Nigeria 1.719, India 1.291, Albania 1.241 e Polonia 1.­082). 645.159 gli immigrati nel Lazio alla fine del 2015: Roma 529­.398, Latina 48.230, Viterbo 30.090, Fro­sinone 24.164 e Rieti 13.277.

Dati Istat commentati dal Centro Studi e Ricerche Idos nel Dossier Statistico Im­migrazione 2016

Il presente articolo è scritto da Dario Di Berardino

Posted on 31 marzo 2017, in Blog and tagged , , , , , , , . Bookmark the permalink. Leave a Comment.

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