Il nostro maggio*

Nel Paese in cui colui che ha governato per diversi anni si trova ai servizi sociali, il grottesco ne è lo specifico.

Grottesco e ferocemente distorto è il Paese che ha bisogno di polemiche. Come questa, legittima dal punto di vista della critica giornalistica, assolutamente sgangherata sul versante della politica.

Ebbene, ecco l’oltraggio. Il M5S della provincia di Latina sarebbe scomparso perché, nel prossimo mese mariano, non si presenterà alle elezioni amministrative in nessun Comune pontino e non esprimerà alcun candidato alle Europee.

Accuse che erano state avanzate dalle pagine di Oggi Latina anche da un gruppo chiamato Movimento Libero Iniziativa Sociale.

rosaBen venga maggio ben venga la rosa, diceva il poeta. Parafrasando, ben venga maggio ben venga l’accozzaglia. Quella politica, etica, di idee, persone, capi bastone e porta valori (voti).

Perché così possono essere definite le prossime elezioni dove una pletora di trombati, condannati, lacchè e squali del voto fanno capolino nelle liste amministrative ed europee. Al netto, ovviamente, delle solite e sempre più sparute eccezioni.

Come spiegato un’infinità di volte, non esiste un M5S della provincia di Latina. Il M5S si articola nei diversi meetup siti nelle varie città della provincia che autonomamente decidono se concorrere alle elezioni comunali. Se non lo fanno, peraltro, non è dovuto solo a spaccature interne (come avvenuto nel caso di Aprilia), ma soprattutto perché ciò che è prioritario per il Movimento Cinque Stelle è la partecipazione attiva, l’impegno politico e civico nei riguardi dei grandi temi (dall’energia ai rifiuti, dalla legalità all’economia ecc.), che coinvolgono il territorio, le comunità, il Paese. E in questi campi, i meetup sono vivi e vegeti perché composti da cittadini che si riuniscono nei tavoli di lavoro portando all’attenzione temi e problemi che si traducono in fatti concreti (interrogazioni, interpellanze, proposte di legge parlamentari, regionali ecc.). I meetup sono altresì vitali perché accomunano persone che solo per spirito civico e passione politica scartabellano determine, delibere, bandi di gara pasticciati o sospetti. Insomma, fanno quello che dovrebbe essere di competenza di molti dei nostri rappresentati che pensano, in molti casi, esclusivamente a apparire e presentarsi. Ancora una volta, e in eterno.

Non è edificante notare come le critiche siano indirizzate verso cittadini che volontariamente si impegnano nella società senza ricerca spasmodica della cadrega. Missione, invece, molto evidente nei partiti dove l’elezione rappresenta, al contrario, l’unica ragione di vita. Assistiamo, infatti, alle candidature di noti faccioni da Commedia dell’Arte, sempre gli stessi, sempre con le medesime logiche di spartizione territoriale e di supponenza arrogante nei confronti di uomini e donne liberi. Un caso esplicativo è quello di Armando Cusani, presidente decaduto della provincia di Latina che, come il suddetto ai servizi sociali assiduo partecipante di incontri al Quirinale e show televisivi, non ha alcuna remora a esporre in bella vista il suo volto appiccicato ad una vela che dovrebbe essere mobile e che, invece, si fa stanziale proprio in prossimità dello stadio di Latina durante l’evento dell’anno: il footbollistico Latina versus Palermo.

Il bi-condannato in primo grado, in vista delle Europee, espone i suoi lineamenti a favore di popolo come nelle migliori rosa 2tradizioni africane e centroamericane, detto con il massimo rispetto per le popolazioni di quei paesi governati da classi dirigenti squalificate come quelle italiche e pontine.

Viene fuori che, anche a Cisterna, il M5S si sarebbe macchiato di un grave delitto: non presentarsi alle elezioni. Quindi, invece di informare i cittadini su chi si presenta, il problema sarebbero i sostenitori cisternesi del M5S. Evidentemente le priorità sono altre, ma siamo sicuri che quando il meetup di Cisterna sarà ben radicato sul territorio presenterà la sua lista di persone perbene, considerando, tuttavia, che Politica non significa “elezione plus poltrona” ma impegno, studio, passione, denuncia; azioni che possono essere svolte benissimo fuori dalle aule consiliari peraltro molto lontane dai problemi reali. Non si tratta di rinuncia alla competizione elettorale, bensì di consapevolezza per un corretto rapporto con il territorio. I meetup, benché pochi giornalisti osino avvicinarsi per oscuri motivi, sono composti da persone che pensano al bene della città e non al modo più comodo per risultare fotogenici sui volantini o accordarsi al fine di acquisire pacchetti di voti.

Perché la storia è molto semplice e deve essere evidenziata con più fiato si ha in gola. Esiste in molti contesti cittadini di questa provincia (il discorso può essere allargato a tutta la Penisola), il doping del consenso elettorale o, in altre parole, il sistema clientelare. Questa peste che attanaglia le elezioni disturba il voto, lo rende una scatola vuota, di certo lo altera. Molti individui in cambio di un favore, di un lavoro, di una prospettiva (anche limitata) di vita votano per il ras della città, o del quartiere. Il voto diventa la merce di scambio anche solo per un biglietto ad un concerto o per un pass di un parcheggio. Un sistema del consenso bloccato che rende pura retorica qualsiasi reale spinta al rinnovamento e cronicizza, sempre di più, il perpetuarsi cieco di uno status quo che finirà con l’impoverire maggiormente il nostro amato territorio pontino. Un dato rilevante, e già sottolineato, è che il M5S, a Latina, nel 2013, prese circa 21000 voti alle Politiche e circa 10000 voti alle Regionali svoltesi negli stessi identici giorni. Elezioni Regionali nelle quali, similmente alle amministrative, la conoscenza diretta, finanche lo scambio di favori, sono la chiave per comprendere alcune scelte nelle urne. Pleonastico ribadire che chi vota in cambio di qualcosa, magari otterrà quel qualcosa ma si renderà ricattabile non potendo più protestare o agire al cospetto di un’ingiustizia o di una soverchieria del potere. Che sia sul posto di lavoro o in altri ambiti.

Per quanto riguarda le elezioni Europee, dire che non c’è nessun rappresentante pontino è un dato oggettivo ma è noto che, dopo un trasparente e corposo dibattito pubblico interno al meetup di Latina, si è votato on line e sono uscite altre candidature. Non avremo rosa 3nessun portavoce della provincia ma avremo comunque il sistema penta stellato che permette ai meetup di avere un filo diretto con ogni parlamentare eletto che, nel ruolo di dipendente dei cittadini, trasmetterà le istanze del territorio in sede europea.

Se i parlamentari pontini del Cinque Stelle non hanno commentato è perché stanno lavorando e, da semplici cittadini, pensano a farlo al meglio invece di mercanteggiare candidati o perdere tempo in sordide partite di realpolitik dove a spuntarla è chi porta voti, gestisce equilibri tra potenti e fattura scambi sul territorio.

A Cisterna, il PD si presenta con un personaggio che stava nell’UDC, in una composizione variopinta che va da Cirilli all’IDV, facendolo solo in nome dei consensi. Come si concilia il fatto che il PD dovrebbe essere opposizione di Cirilli a Latina e contemporaneamente si coalizza a Cisterna rimane un mistero glorioso che menti poveri dei seguaci di Grillo non comprendono (speriamo di non dover ribadire ad libitum che il termine seguace è insultante nei confronti di cittadini liberi). Un voto, non importa come ottenuto, diventa l’unico veicolo vitale per un partito che definire comitato elettorale sarebbe un insulto alla figura retorica dell’eufemismo.

Da ultimo, poiché si evince essere fonte di curiosità per giornalisti e comitati civici, è bene riportare una notizia. Il Meetup di Latina, radicato sul territorio e ormai ricco di esperienza sia di proposta che di denuncia, si presenterà alle amministrative della nostra bellissima (in potenziale) città. E sarà un piacere immenso.

 

*: il titolo dell’articolo è ripreso dall’emozionante canzone di Fabrizio De André “Canzone del maggio”, inclusa nell’album “Storia di un impiegato”.

Posted on 28 aprile 2014, in Blog, Comunicati and tagged , , , , , . Bookmark the permalink. 1 Comment.

  1. ….al tempo di Gesù c’era una classe dirigente che si era allontanata dal popolo, lo aveva abbandonato, incapace di altro se non di seguire la propria ideologia e di scivolare verso la corruzione. Dominavano soltanto, ha ricordato Bergoglio, interessi di partito e lotte interne. “Il cuore di questa gente, di questo gruppetto – ha affermato il Papa – con il tempo si era indurito tanto che era impossibile sentire la voce del Signore. E da peccatori, sono scivolati, sono diventati corrotti. E’ tanto difficile che un corrotto riesca a tornare indietro. Il peccatore, sì, perché il Signore è misericordioso e ci aspetta tutti. Ma il corrotto è fissato nelle sue cose, e questi erano corrotti. E per questo si giustificano, perché Gesù, con la sua semplicità, ma con la sua forza di Dio, dava loro fastidio”…..

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