LE VIE DELLE “POLTRONE” SONO INFINITE

Nemmeno la calura estiva ha fermato il governatore della Regione Lazio Zingaretti che, con la massima abnegazione ed alto senso del dovere, al termine di un lungo e meditato lavoro di verifica e controllo, durato più di tre mesi, ha sciolto le proprie riserve. Del resto non era facile scegliere tra la terna di nomi proposta dal Presidente del parco degli Aurunci Michele Moschetta. Ma come spesso accade in questo strano paese, le decisioni politiche particolarmente “rilevanti” sono solite prendersi nei periodi di “vacanza”, ovvero quando l’attenzione mediatica e dei cittadini è ai minimi livelli.
Dunque, il Parco Regionale dei Monti Aurunci ha il suo Direttore e la scelta finale del Governatore è ricaduta su Giorgio De Marchis che, il 10 agosto u.s., ha ufficialmente assunto l’incarico. Ma chi è questo personaggio che è riuscito a superare una così dura concorrenza? Forse un esperto ambientalista? Magari un accademico specializzato in scienze e gestione della natura? Ebbene no!
Il nuovo Direttore è un impiegato dell’ATER (Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale Pubblica – per intenderci l’ente regionale che si occupa della costruzione e gestione delle case popolari) nonché navigato politico locale del Partito Democratico. Un ragioniere, laureatosi in scienze politiche, affascinato da internet e dai social network (così si legge dal suo blog) che, come tanti, è solito utilizzare per veicolare pensieri/opinioni ma anche valutazioni e analisi politiche, insomma un vero “statista”.

Ma il De Marchis è anche un ex consigliere comunale che ha trascorso circa 4 lustri tra i banchi dell’opposizione del comune di Latina.
Nel 2010 il nostro statista prova a fare il grande salto ma, nelle primarie del Partito Democratico indette per designare il candidato sindaco, viene sconfitto dal suo principale antagonista politico Claudio Moscardelli che, al contrario suo, in un tempo relativamente breve, riesce ad approdare prima in Regione e poi in Parlamento.
Nel 2013 lo statista pontino ci riprova, questa volta verso la Regione, ma nonostante i suoi sforzi, anche in questo caso, viene elettoralmente superato dal compagno di partito Enrico M. Forte, politicamente sostenuto, guarda caso, proprio da Moscardelli.
Ma lo statista pontino del PD non demorde. Lui non è un mediocre. Lui ha le qualità e le capacità per non restare immobilizzato in quella “palude pontina” che, evidentemente, non sa riconoscere il suo talento politico. Lui non ci sta ad essere considerato un “eterno secondo”.
Le sue idee sono chiare e coerenti ed è proprio per questo che nelle primarie PD del 2015, tra Paolo Galante (proposto e sostenuto dal suo “nemico politico” Moscardelli) ed Enrcio M. Forte, inizialmente supporta con determinata convinzione il primo ma, all’ultimo minuto, decide di abbandonarlo al proprio destino e di schierarsi con il secondo.

Non ci vuole certamente uno statista per capire che questo cambio di “casacca” ha verosimilmente innescato un travaso di consensi da Galante a Forte che, infatti, vince le primarie del PD e viene designato candidato sindaco nelle elezioni amministrative di Latina 2016. Ma in politica, si sa, non esistono “tradimenti” ma solo “questioni di opportunità”.

Intanto, con alto senso di responsabilità ed altruismo, lo statista pontino rinuncia all’ennesima candidatura comunale lasciando così spazio ad una nuova generazione di potenziali consiglieri che, troppo impegnati nel condurre una guerra intestina decreteranno, prima, il fallimento elettorale del PD (superato sia da una lista di para-destra che da una para-civica) e, poi, il commissariamento del partito in ambito comunale.

Un dolore immenso per lo statista pontino del PD che, per la seconda volta, si vede sfumare la possibilità di occupare quello scranno regionale che gli sarebbe spettato di diritto (essendo lui il primo dei non eletti) solo all’avvenuta elezione di Forte a sindaco di Latina. Sarà stata mica questa la “questione d’opportunità” che avrà spinto il De Marchis a mollare Galante e sostenere Forte?

Tuttavia, le vie delle “poltrone” sono infinite ed il nostro statista ha dovuto attendere solo un anno per vedere sanate tutte le ferite inferte al proprio ego.

Difatti, grazie alle sue competenze (?!?), il De Marchis è stato scelto per ricoprire l’incarico di Direttore dell’ente Regionale Parco Naturale dei Monti Aurunci. Eppure, scorrendo il suo Curriculum Vitae(2) non emergono specifici titoli in ambito naturalistico/ambientale particolarmente indicati per la direzione di un Parco. Perciò è legittimo chiedersi: “come avrà fatto il nostro statista a prevalere su tutti gli altri candidati? Del resto, se per guidare un camion è necessaria una patente specifica, sarà mai possibile guidare un parco con dei validi titoli ma pur sempre generici? Ebbene si, in Italia e nella Regione Lazio è possibile!
Infatti, secondo quanto stabilito dalla delibera n. 267 del 24 maggio 2016 della Giunta Regionale (allegato “A”), per essere nominati direttori del Parco dei Monti Aurunci, era sufficiente risultare nell’elenco regionale degli idonei a diventare Direttori degli Enti di gestione delle Aree Naturali Protette Regionali. Ma quali peculiarità sono state richieste per essere inseriti nel sopraccitato elenco? Ebbene, era sufficiente essere:

  • dirigenti Pubblici;
  • funzionari Pubblici, in possesso del diploma di laurea vecchio ordinamento o laurea specialistica o magistrale, con qualifica corrispondente alla categoria D del CCNL del comparto Regioni e Autonomie Locali, per un periodo non inferiore a 5 anni;
  • persone di particolare qualificazione professionale, comprovata dalla formazione postuniversitaria, e/o da pubblicazioni scientifiche, in possesso del diploma di laurea vecchio ordinamento o laurea specialistica o magistrale, e da concrete esperienze di lavoro pluriennali maturate in organismi ed enti pubblici o privati ovvero aziende pubbliche o private o che provengono dai settori della ricerca, della docenza universitaria , delle magistrature e dai ruoli degli avvocati e procuratori dello Stato.

A questo elenco, secondo un illuminante articolo(1) scritto dal Dott. Arch. Rodolfo Bosi: “si sono aggiunte ben 4 integrazioni, per aggiungervi come -idonee- un numero di persone dal curriculum spesso molto poco rispondente ai requisiti che dovrebbero essere richiesti per ricoprire una carica del genere: si è assistito ad una progressiva – politicizzazione – della gestione delle aree naturali protette del Lazio”.

Ma da un cospicuo numero di candidati (ben 540), che non hanno dovuto sostenere alcun esame, come si è giunti alla designazione della “terna” di soggetti ritenuti, a parità di soli titoli, più idonei degli altri?

Secondo il Dott. Bosi, la “legge regionale 29/1997 così come modificata con la legge regionale n. 12 del 10 agosto 2016” (che prende spunto dalla legge nazionale n° 394 del 6 dicembre 1991 e dei successivi emendamenti) imponeva l’insediamento di un consiglio direttivo comprensivo di Presidente che avrebbe dovuto selezionare, tra tutti i candidati “idonei”, tre soggetti (uno proposto dal Presidente e gli altri due dal consiglio direttivo) dei quali, alla fine, solo uno sarebbe stato designato Direttore del Parco dal governatore della Regione Lazio.
Tuttavia, sempre secondo il Dott. Bosi(1), la selezione della terna, in assenza di un Consiglio Direttivo, è stata effettuata dal solo Presidente (nonché ex Commissario Straordinario) e, successivamente, sottoposta al vaglio finale del governatore Zingaretti.

Tutto legittimo? Tutto regolare? Ebbene, “assolutamente no!” , secondo la consigliera regionale del M5S Gaia Pernarella che, contattata per dei dettagli in merito, ha aggiunto che il gruppo pentastellato regionale,  riguardo alle nomine dei Presidenti dei Parchi Regionali, ha presentato sia una interrogazione  che un esposto all’ANAC”.

Noi, tuttavia, vogliamo credere che siano state rispettate tutte le procedure previste e che al De Marchis sia stato assegnato, dalla relativa Commissione istituita per selezionare gli “idonei” ad essere inclusi nell’elenco previsto dalla delibera n. 267 del 24 maggio 2016 della Giunta Regionale (vds para 4 dell’allegato “A”), il punteggio più alto.

Ma dov’è stato pubblicato l’elenco degli “idonei” con il relativo punteggio? Sicuramente, in nome della trasparenza amministrativa, si troverà sul sito della Regione Lazio, ma dove? Non essendo riusciti a trovarlo, possiamo solo supporre che la “terna” finale sia stata composta dai primi tre candidati ritenuti, secondo il punteggio loro assegnato, più “meritevoli” degli altri.

Ma, alla fine, sarà stato solo il “punteggio” a far ricadere la scelta su De Marchis considerato un politico riconducibile alla corrente di Enrico Forte, notoriamente vicina all’attuale governatore Zingaretti il quale, tra qualche mese, avrà bisogno del sostegno di tutte le “correnti” di partito (e relative doti) per riuscire a farsi rieleggere Presidente della Regione Lazio?

Intanto, sul blog dello statista, solito non lesinare pensieri e critiche sia in ambito politico locale che nazionale/internazionale, tutto tace ed il tempo risulta essersi fermato al 19 luglio. Stessa cosa dicasi sul relativo profilo Facebook dove, riguardo la sua “meritata” nomina a Direttore del Parco degli Aurunci, non risulta alcun commento “pubblico” se non una semplice notifica di cambio lavoro.

Il loquace statista sarà mica rimasto senza parole per via della forte emozione provata nell’aver raggiunto, senza particolare fatica, un incarico dirigenziale che, secondo la stampa locale, gli garantirà una retribuzione di circa 100 mila euro l’anno?

Da uno “statista” trasparente come il De Marchis ci saremmo aspettati maggiori dettagli in assenza dei quali non ci resta che formulargli due semplici domande:
– gentile De Marchis ma lei è ancora un dipendente dell’ATER, si è collocato in aspettativa o si è licenziato?

– gentile De Marchis ma la sua assunzione presso l’ATER è avvenuta tramite concorso pubblico, per titoli ed esami, o anche in quel caso è stato selezionato  in base al suo “curriculum”?

Legittimi interrogativi a cui speriamo di ricevere, prima o poi, un’adeguata risposta. Non vorremmo rassegnarci all’idea che determinati ambiti lavorativi siano da considerarsi una “riserva di caccia” esclusiva per chi, oltre a dei titoli, è in grado di vantare anche un “pedigree” politico.

Non vogliamo credere che tutti gli altri candidati alla nomina di “Direttore” abbiano fatto solo da “utile coreografia” ad una selezione a meritocrazia limitata.

* * * * *
Riferimenti:
(1) http://www.vasroma.it/nomina-del-direttore-dellente-parco-dei-monti-aurunci-designazione-di-una-terna-di-candidati-inidonei-in-termini-sia-di-metodo-che-di-merito/
(2) http://www.aterlatina.it/pdf/curriculum/140224_curriculum-vitae-giorgiodemarchis.pdf

– http://www.gaiapernarella.it/parchi-continua-l-okkupazione-xxx/
– https://www.regione.lazio.it/binary/rl_main/tbl_concorsi/DGR267_del_24maggio2016.pdf
– http://www.greenreport.it/news/aree-protette-e-biodiversita/quale-futuro-direttori-dei-parchi-nazionali/
– http://www.parks.it/federparchi/dettaglio.php?id=39065
– http://www.temporeale.info/66422/argomenti/politica/campodimele-direttore-parco-monti-aurunci-spunta-de-marchis.html
– https://www.latinacorriere.it/2017/04/27/le-aree-protette-la-maledizione-delle-nomine-la-denuncia-pernarella-sul-caso-del-parco-del-monti-aurunci/
– http://www.parcoaurunci.it/2-news/81-nominato-il-nuovo-direttore-del-parco-dei-monti-aurunci.html

– http://atticrl.regione.lazio.it/interrogazioniImmediate_dettaglio.aspx?id=624

 

 

Potrebbe Interessarti

Posted on 22 agosto 2017, in Blog. Bookmark the permalink. Leave a Comment.

Comments are closed.