Museo della terra pontina: intervista alla direttrice Manuela Francesconi

 

Latina 5 Stelle magazine Movimento 5 stelle Latina Museo della terra pontina: intervista alla direttrice Luca Pietrolucci Francesco Martello
Il museo nasce nel 1999 grazie alla Regione Lazio.

Ha avviato una collaborazione con il museo Mudec di Milano e ha aderito al progetto del Consiglio dei Ministri per la raccolta dei documenti sulla prima guerra mondiale.

Da subito, arrivando al museo, si nota la presenza dello scivolo per i disabili che conferma quanto ha dichiarato la direttrice durante l’intervista in merito all’attenzione per questi temi: sono presenti, infatti, anche un’ascensore e i bagni per disabili.

C’è la seria intenzione, inoltre, di preparare percorsi sensoriali per i non vedenti.

Attirano immediatamente l’attenzione alcuni vetrini di larve di zanzara usate per la ricerca in passato. Queste ultime, infatti, sono motivo di grande attrazione per gli studenti e i ricercatori italiani e non: un vero e proprio tesoro a livello scientifico.

Sin dall’inizio, si rimane piacevolmente sorpresi dall’organizzazione del museo a dalla grande disponibilità della direttrice nel sottoporsi all’intervista. Altrettanto soddisfacente è l’eccellente lavoro del signor Borgognini, anziana guida del museo. Nonostante l’età avanzata, si è dimostrato estremamente preparato, simpatico e tagliente come una katana negli argomenti da lui trattati. Un piacere seguirlo durante la visita. Il museo è molto ben fornito e organizzato, sia a livello di reperti che per quanto riguarda la loro disposizione. Sono presenti affreschi su tela riguardanti la bonifica e album di famiglia (donazioni) inerenti alla prima guerra mondiale. È un ambiente che mette a proprio agio e la disponibilità della direttrice lo conferma.

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Dottoressa Francesconi, da quanto tempo è in servizio qui? Ha avuto esperienze in altri musei?

Sono qui dal 1999, data di fondazione del museo. Sono io la curatrice ed ho esperienze in antropologia culturale e una laurea adatta a questo museo.

 

Di cosa si compone il museo e la storia che lo lega al territorio, lidea che lo muove e lo mantiene vivo?

Il museo si occupa della storia del territorio e della sua gente. Serve a comunicarne la  storia per portare un senso di collettività alla cittadinanza.

 

Come è stato affidato questo spazio alla Sua gestione (pubblico/privato)?

Regolare convenzione pubblica tra Regione e Comune. La struttura è pubblica ed è di proprietà della Regione, in comodato d’uso al Comune.

 

Come avviene la selezione delle opere esposte, si avvale della consulenza di esperti?

Il museo si avvale di un comitato scientifico composto da esperti in ogni campo. A capo di questo comitato c’è Luigi Campanella, presidente del comitato dei musei de La Sapienza.

 

C’è un consiglio di amministrazione che gestisce i fondi e ne prevede lutilizzo? Se sì, come vengono nominate le cariche dirigenziali e quanto tempo rimangono in carica?

Non ci sono fondi e dunque nulla da gestire. Non c’è un consiglio di amministrazione. Tutto ciò che riguarda il museo è sulle spalle dei volontari che si fanno a volte anche carico delle spese.

 

Dove si può leggere il regolamento o statuto di questo museo?

Il museo non ha uno statuto. Ho contattato la precedente amministrazione senza ricevere risposta. Una volta caduta, ho subito provveduto a contattare l’attuale amministrazione. Il regolamento è presente nel museo e visibile a tutti i visitatori.

 

La multimedialità trova spazio in questo museo? Avete mai pensato di allestire laboratori o attività interattive per coinvolgere il pubblico?

Sono già pronti dei progetti per coinvolgere il pubblico. La multimedialità è presente tramite dei filmati. Si lavora prettamente con scuole e licei e viene curata la scientificità dei reperti che aiuta la lettura razionale degli avvenimenti.

 

Come si compone il bilancio di un museo? Si può fare ricorso a finanziamenti di privati? Secondo Lei, le sponsorizzazioni sono una buona idea per valorizzare il museo?

Come già detto i finanziamenti sono da parte di volontari, ma le sponsorizzazioni sono utili e importanti, se non necessarie. Per rendere fruibili i documenti e per la creazione dei manifesti è stata utilizzata una sponsorizzazione.

 

Di quale organico amministrativo (e non) dispone per la realizzazione delle varie attività e per lespletamento della pulizia e della manutenzione? Sono tutti dipendenti o ci sono anche volontari di associazioni?

Si tratta solo di volontari. Ci si avvale comunque di personale altamente specializzato.

 

Come si configura la collaborazione con le associazioni, il territorio e/o la comunità locale?

Le famiglie hanno donato al museo oltre 1300 reperti ( oggetti di affezione ). Il museo ha rapporti con associazioni culturali. Si organizzano anche conferenze e presentazioni dei libri riguardanti il territorio, con un minimo di interesse e rilevanza. Sono venuti anche studenti di università e ricercatori dall’estero. Il tutto è chiaramente gratuito.

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Come funziona il museo dal punto di vista della sicurezza e dellaccessibilità?

Sono presenti lo scivolo e l’ascensore, chiaramente funzionante. Sono presenti anche i bagni per i disabili.

 

Quanti sono i visitatori di questo museo in un anno? Fa parte delle intenzioni future attrarre un pubblico più giovane al di là dellambito scolastico?

Nel 2015 vi sono stati 7000 visitatori, studenti e ricercatori stranieri inclusi. Questi ultimi si interessano dei nostri temi molto più degli abitanti del luogo. A seguire vi sono italiani provenienti da altri luoghi d’Italia. Infine i nostri concittadini, il che è paradossale. Buona presenza anche nella notte dei musei. Si lavora prettamente con le scuole per la divulgazione della storia.  Sì, fa  parte delle nostre intenzioni attrarre un pubblico più giovane e stiamo lavorando per questo.

 

Qual è lattenzione che il museo dedica alla didattica?

Il museo ha una responsabilità sulla didattica. Si creano progetti e si vuole dar vita a un museo capofila per parlare di tutte le bonifiche del Lazio. Le scuole e i licei costituiscono gran parte dei nostri visitatori.

 

Riesce a garantire un livello di promozione e comunicazione in rete e sulla stampa? La struttura riesce ad attirare turisti? E attraverso quali canali? Come e cosa si può migliorare, secondo Lei, dal punto di vista turistico?

Per quanto riguarda la promozione in rete c’è il sito su Altervista. Mando comunicati stampa a tutti i giornali locali e utilizziamo il passaparola per pubblicizzare. Si organizzano concerti che non vanno fuori tema ed è stata avviata una collaborazione con la liuteria di Sermoneta. Serve più coordinamento e si dovrebbe stilare un programma annuale. Si richiede più supporto all’amministrazione, anche morale. Ci dovrebbe essere più interesse e dei fondi adeguati.

 

a cura di Luca Pietrolucci e Francesco Martello

Posted on 8 settembre 2016, in Blog. Bookmark the permalink. Leave a Comment.

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