NIENTE DI PERSONALE

La stampa locale ha dato risalto alla circostanza che nelle liste del PD e del M5S per le prossime elezioni europee non figurano candidati della provincia di Latina.
Non so e non mi interessa per quali ragioni i vertici del PD abbiano deciso in tal modo.
Per quel che riguarda invece il M5S, che io voterò, mi sembra che la scelta dei candidati sia avvenuta in modo assolutamente trasparente e il fatto che tra i quattordici nomi della Circoscrizione Centro, che comprende Lazio-Umbria-Marche-Toscana, non ve ne sia alcuno proveniente dal nostro territorio mi lascia del tutto indifferente.
In una competizione europea, e specialmente in questa competizione europea, quello che conta veramente è l’azione politica che ogni partito o movimento condurrà. Ciò che conta è sapere, ad esempio, se si intenda portare avanti una battaglia per l’abolizione del fiscal compact e per l’adozione degli Eurobond; è conoscere se si voglia chiedere l’esclusione degli investimenti, o quanto meno di alcuni investimenti, dal limite del 3% annuo di deficit di bilancio e se si pensi, ad esempio, di proporre un’alleanza tra le nazioni europee del mediterraneo per una politica comune. Il dare importanza alla conoscenza personale (diretta o indiretta) del parlamentare europeo è caratteristica della vecchia ed insopportabile partitocrazia: fa parte del sistema clientelare per cui, in maniera egoistica, si cerca di essere nelle condizioni di poter chiedere dei piaceri; appartiene a quel mondo maledetto e sciagurato per cui non esistono diritti dei cittadini, ma favori concessi dai potenti.
Ma al di là di queste considerazioni, ce ne è un’altra non meno importante.
Visti i candidati locali alle prossime elezioni europee fa sicuramente più bella figura chi non ne ha.
Niente di personale, ma sono francamente sconcertato dalla circostanza che Forza Italia candidi un ex-presidente dell’amministrazione provinciale di Latina, recentemente destituito dal prefetto in applicazione della Legge Severino, tra l’altro votata dalla stessa Forza Italia. In quale altra nazione dell’Europa (forse del mondo) sarebbe possibile una cosa del genere? Il prefetto, che rappresenta sul territorio il Governo e lo Stato, in applicazione di una legge nazionale dice ad Armando Cusani: “Vattene, non sei degno di ricoprire un ruolo istituzionale quale quello di Presidente di un’amministrazione provinciale o di consigliere comunale (Sperlonga)”. Poche settimane dopo vediamo manifesti giganteschi con il volto di Armando Cusani che ci invita a votarlo per le europee con l’inquietante slogan: “L’Europa che voglio”.
Niente di personale, ma Enrico Tiero, il candidato del Nuovo Centro Destra, rappresenta al meglio il peggio della partitocrazia. Assunto tanti anni fa presso l’amministrazione provinciale, è stato dieci anni in aspettativa avendo ricoperto la carica di assessore provinciale (Agricoltura, Caccia e Pesca) e, in contemporanea per un periodo, anche quella di assessore al Comune di Latina (con Zaccheo Sindaco). Si è distinto per aver inventato le dimissioni temporanee, quando, per partecipare come dipendente ad un concorso interno in Provincia, riconsegnò le proprie deleghe a Cusani, che le custodì con amorevole cura fino all’espletamento del concorso, per poi restituirle al “legittimo possessore”. Con la cancellazione delle giunte provinciali ad inizio 2014 gli è toccato ritornare a lavorare in ufficio come dipendente della Provincia, ma la cosa è durata poco. Dopo “angosciose e profonde riflessioni” si è convinto della bontà politica del progetto del Nuovo Centro Destra di Alfano, ne è diventato coordinatore provinciale e (ma guarda tu che coincidenza!) ha avuto, su richiesta esplicita del Ministero dell’Interno proprio sul suo nome il comando presso il Ministero di Angelino. Forse è per questo che nel suo manifesto elettorale lo vediamo abbracciato ad Alfano.
Niente di personale, ma anche se nel frattempo il Latina è andato in serie B e sta facendo un ottimo campionato, rimango della idea che ho espresso un anno fa su Maietta, l’attuale candidato di Fratelli d’Italia alle europee. Si è affacciato alla politica in occasione delle elezioni comunali del 2007 (a sostegno della traballante candidatura a sindaco di Zaccheo), risultando, tra lo stupore generale, il candidato più votato del suo partito (A.N.). Entrò così nel club dei politici che hanno il proprio personale “pacchetto di voti”, caratterizzandosi però per due peculiarità: aveva saltato la gavetta e non era così chiaro e identificabile il bacino elettorale di riferimento.
Il grande salto di qualità lo deve a Di Giorgi che nel 2013 l’ha imposto come deputato impegnandosi fortemente, prima durante la campagna elettorale, e poi con i vertici romani del suo partito, che avrebbero preferito lasciare spazio al primo dei non eletti della circoscrizione di Roma e provincia, anziché al primo dei non eletti (Maietta appunto) della circoscrizione Lazio 2.
L’aspetto che mi colpì allora e continua a colpirmi oggi è la strana vicinanza tra due figure, anzi direi tra due mondi, che appaiono distinti l’uno dall’altro. Di Giorgi, invero, rappresenta quasi alla perfezione la borghesia perbenista e dalla faccia pulita della nostra città, quella da Lions e da Rotary, quella da convegni, che sa parlar bene e vive a contatto con le istituzioni. Si tratta di un ambiente di cui Maietta non sembra aver mai fatto parte; anzi, come ha ricordato oggi lo scrittore Antonio Pennacchi all’interno di un suo articolo su “Oggi Latina” a pagina 2, il deputato di Fratelli d’Italia è oggetto di “un sacco di chiacchiere tra i bassifondi, i bar e gli angiporti” riguardanti anche “manovre camorristico-zingaresche”.
Probabilmente, come dice Pennacchi, si tratta solo di chiacchiere.
Rimane però un dato politico. Grazie al Sindaco Di Giorgi, al suo potere sorridente, alle sue inevitabili ramificazioni personali e territoriali per incarichi e lavori, una parte della borghesia di questa città, che io definirei ipocrita, opportunista e senza scrupoli, voterà per il pupillo del Sindaco.

Posted on 26 aprile 2014, in Blog and tagged , , , . Bookmark the permalink. Leave a Comment.

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