I NUMERI CONTANO!

Berlusconi e Salvini hanno annunciato che se andranno al Governo espelleranno 600 mila migranti.
Ma dove sono questi 600 mila migranti? Chi l’ha visti?

In Italia negli ultimi 4 anni sono arrivati 350/370 mila ESSERI UMANI.

Una parte di loro si sono già trasferiti in altri paesi come Germania, Svezia, ecc., altri, i cosiddetti “rifugiati” sono circa 147 mila ovvero 2,5 ogni 1000 abitanti.

Dunque, facendo i dovuti rapporti tra nascite e decessi dei cittadini italiani, non vi è alcuna invasione in relazione alle statistiche demografiche nazionali. (Fonte: Ministero dell’Interno )

Considerando a priori che:
– l’Italia ha ratificato i trattati di Ginevra (art.1 convenzione di Ginevra);
– la legge attuale sull’immigrazione porta il nome BOSSI-FINI [dlgs 113/99];
appare chiaro che sia Berlusconi che Salvini mentono, sia sui numeri, sia nel rispetto del principio fondamentale della nostra Costituzione.

Questi due noti personaggi politici che, insieme, hanno già governato l’Italia con i risultati che ancora oggi abbiamo sotto gli occhi, dovrebbero essere consapevoli di ciò che dicono quando, consapevolmente, spargono “terrore” attraverso i media nazionali.

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ESISTE UNA MAFIA A LATINA? – Parte III

L’Italia è una Repubblica fondata sulle società a responsabilità limitata usa e getta

L’unica accusa per cui Gianluca Tuma è stato condannato nel processo Don’t Touch è quella di aver fittiziamente intestato la partecipazione al capitale di varie società ai suoi prestanome, ovvero a componenti della sua famiglia, al suo sodale principale e ad altri personaggi minori: la madre, il fratello Gino Grenga, la moglie, l’amico Giampiero Di Pofi ecc. Le società create negli anni sono tutte s.r.l., con l’eccezione dell’ultima (conosciuta) che risulta essere una S.p.A. per un motivo preciso di cui si tornerà a parlare in seguito.

Le società hanno nomi che non dicono niente, come Demo Service srl, Cubinvest srl, Finolim srl, Edilfer srl, Tecnoimp srl, Finclem srl, Tps Technical Paper Service & Support srl, Gespan srl, Gruppo Pandoc srl, Latina Ced Piccola Cooperativa srl, Toodip Food srl ecc. Tali srl si occupavano di edilizia, impiantistica edile civile, gestione di immobili, produzione alimenti ecc. Tuma, di fatto, disponeva le sue azioni ai prestanome e diceva loro ciò che dovevano fare avvalendosi di una commercialista (non indagata in Don’t Touch) che ne curava i bilanci.

L’ufficio principale da dove venivano gestite le operazioni amministrative delle varie società non era situato in una caverna in cui la primula pontina si metteva al riparo da notifiche di Tribunale o seccatori più o meno pericolosi. Da buon latinense, egli l’aveva situato, bensì, al centro della città, in Corso della Repubblica 138. Un civico dove erano site ufficialmente alcune delle tante società del suo sistema.
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UNA RASSICURAZIONE A TEMPO DETERMINATO

Prendiamo atto della nota pubblicata ieri sul sito istituzionale del Comune dall’amministrazione Coletta.
Tuttavia, le rassicurazioni contenute nella parte finale del comunicato – “Rimangono nella titolarità del Comune di Latina la concessione mineraria per le Terme, che scadrà a dicembre 2023, e i diritti di superficie vantati su un’area importante dei terreni di proprietà della Società Terme di Fogliano S.p.A., che rimarranno immutati anche a seguito dell’alienazione a terzi. E rimane naturalmente in capo al Comune di Latina il governo del proprio territorio” – sono aleatorie e puramente collegate alla durata di un mandato politico.
Come noto:
– quest’amministrazione ha già subito forti scossoni con la perdita di due assessori di riferimento (Costanzo e Buttarelli);
– non scorre buon sangue tra la plenipotenziaria super manager comunale Rosa Iovinella ed alcuni “big” di LBC tra cui spicca la figura dell’assessore al bilancio Capirci che potrebbe essere il terzo ad abbandonare una nave con evidenti difficoltà di governo;
– alcune forze centrifughe in seno ad LBC potrebbero minare il percorso amministrativo di una compagine “para” civica che molto probabilmente, a breve, uscirà allo scoperto per sostenere, ufficialmente, la campagna elettorale di Zingaretti (PD), governatore uscente della Regione Lazio.
L’appoggio a Zingaretti ufficializzerebbe la connotazione politica di una lista civica che, pur avendo condotto una campagna elettorale trasversale “scimmiottando” il modus operandi del M5S per ottenere il consenso di quella parte di elettorato orfano di una propria lista di riferimento, si collocherà definitivamente nel naturale alveo politico di un partito di sinistra.
Ciò potrebbe creare ulteriori spaccature in seno ad LBC e se ciò dovesse accadere l’amministrazione “benecomunista” potrebbe anche non riuscire ad arrivare a fine mandato.
In questa estrema ipotesi, quale sarebbe il destino dei 75 ettari posti in un’area costiera pregiata che, molto probabilmente, saranno acquistati all’asta con pochi spiccioli da qualche “palazzinaro” disposto ad attendere un’amministrazione più accondiscendete verso le speculazioni edilizie?
Scenari che Latina ha già vissuto e di cui sono ancora ben visibili le relative cicatrici urbanistiche.

TERME DI FOGLIANO – “STORIA DI UN FALLIMENTO”

E’ di ieri la notizia che la “storia infinita” delle Terme di Fogliano è giunta alla sua conclusione con il fallimento della società, partecipata tra il comune di Latina (86%) e la Provincia (14%), che avrebbe dovuto realizzarle.
Una storia che abbiamo cercato di raccontare attraverso alcuni “riscontri scientifici”  e la “cronologia” di alcuni fatti ed omissioni che hanno portato al fallimento di un progetto che, se realizzato, avrebbe potuto costituire un volano per l’economia locale e provinciale.
Un fallimento costato caro ai cittadini di Latina che nei due pozzi termali hanno perso denaro, sogni e speranze di sviluppo pubblico di un’area costiera pregiata che ora, invece, rischia di essere acquisita all’asta, con pochi spiccioli, da qualche “palazzinaro” che saprà attendere tempi a lui più favoreli per l’ennesima colata di cemento.
Un fallimento che, dunque, ha delle responsabilità politiche e individuali che potranno essere accertate e circoscritte solo con il coinvolgimento della Corte dei Conti del Lazio e, perchè no, anche della Procura della Repubblica di Latina.
Solo loro potranno verificare se, dai fatti che hanno condotto al fallimento della Società Terme di Fogliano SpA, sono o meno prefigurabili responsabilità erariali o penali a carico degli amministratori che si sono succeduti alla guida del Comune e della Provincia di Latina. E’ per questo motivo che il Tavolo di Lavoro “Mobilità ed Opere Pubbliche” del nostro Meetup, già promotore dell’esposto che ha dato l’input all’Operazione Olimpia, appena possibile, si riunirà per valutare la formalizzazione di un esposto alle sopraccitate autorità.

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Riferimenti:

https://www.latina5stelle.it/terme-di-fogliano-una-storia-infinita-1a-parte/

https://www.latina5stelle.it/terme-di-fogliano-una-storia-infinita-2a-parte/

LUCRO STRADALE

Dalla stampa locale (foto 1) apprendiamo come l’ex consigliere provinciale ed ex vicesindaco di Cisterna, Alvaro Mastrantoni (Nuovo Centro Destra), unitamente alla complicità di un ingegnere e dell’imprenditore aggiudicatario, lucrava su lavori di manutenzione stradale mettendo a rischio, dunque, anche l’incolumità di ignari automobilisti costretti a viaggiare su pavimentazioni realizzate NON a regola d’arte.
Del resto, ai cittadini della provincia di Latina, è nota la disastrata situazione delle relative strade provinciali.
E’ per questo che ci domandiamo se ciò non possa essere un “modus operandi” magari esteso anche ad altri lavori o altre ditte coinvolte in lavorazioni simili e, dunque, invitiamo le autorità competenti ad effettuare le opportune verifiche.
Ci chiediamo, inoltre, se al termine di lavori di manutenzione stradale vengano eseguiti controlli come quelli effettuati nel vicino comune di Pomezia dove l’amministrazione M5S, grazie ad approfonditi controlli di qualità durante il rifacimento delle strade, si accerta che tutti soldi dei cittadini siano investiti in lavori eseguiti bene ed in tempi certi (foto 2).