Il romanzo dell’autostrada Roma-Latina

Dopo la sentenza del Tar che ha bocciato il ricorso presentato dall’associazione di imprese guidata da Salini Impregilo con Astaldi, Pizzarotti e Ghella contro Autostrade del Lazio e nei confronti della cordata italo-spagnola Consorzio Sis (Dogliani e Sacyr), a Latina, e si badi bene solo a Latina (con uno sconfinamento ad Aprilia), c’è stato un tripudio di giubilo da parte della politica: l’autostrada Roma-Latina, hanno decretato i rappresentanti del popolo, si farà.

Tutti, dal PD a Forza Italia passando per Fauttilli (non si sa bene a quale partito appartenga) e Cuori Italiani (sì, esistono anche i cuori italiani), esultanti per il sol dell’avvenire fatto di cemento e modernità contro quei retrogradi da pleistocene che si oppongono perché ancorati all’età della pietra. Tra lazzi in cazzuola e bottiglie di spumante alla buiacca, lorsignor buiaccari, pardon!, i politici pontini, ignari o incuranti del progetto Corridoio integrato interzonale A12-Roma-Latina e bretella Cisterna Valmontone (per cui sono stati già spesi in studi e progettazioni circa 120 milioni di Euro), più tangenziale est Borgo Piave-Borgo San Michele e provinciale Borgo Piave-Foce Verde (chilometri rigorosamente a pedaggio per studenti, lavoratori ecc.), si sono sperticati in dichiarazioni a dir poco superficiali che se non fossero maldestre e gravi farebbero schiantare dal ridere. I consiglieri comunali forzisti di Latina, Ialongo e Miele, si dicono favorevoli all’autostrada a pedaggio non sapendo o considerando che i loro stessi colleghi di centrodestra capitolini, compreso l’unico consigliere romano di Forza Italia, a ottobre del 2016 votarono nel Consiglio Comunale di Roma a favore della mozione del Cinque Stelle per dire “no” all’autostrada e alla bretella, e “sì” affinché si stornino le risorse economiche pubbliche pari a 468 milioni di euro e si destinino all’adeguamento in sicurezza di tutta la Via Pontina e alla progettazione di un treno-tram complanare alla Via Pontina – pochi mesi fa il Comitato No Corridoio Roma-Latina e il Nodo di Latina hanno ospitato nei locali de Il Gabbiano l’ingegner Tamburrino per spiegare ai cittadini il progetto; politici presenti: zero.
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IL BUSINESS DELL’ACC­OGLIENZA A LATINA E NEL LAZIO

Non conosce né limiti né frontiere, si nutre dei disperati che scappano da guerre, persecuzioni, fame, interessi di ogni tipo. Ci sono esseri umani alla ricerca di un futuro migliore e diverso da quello che hanno avuto nella loro vita. Tanti sono i cittadini stranieri entrati in modo ir­regolare in Italia che vengono accolti nei cent­ri per l’immigrazione dove ricevono assi­stenza, vengono iden­tificati e trattenuti in vista dell’espu­lsione oppure, nel caso di richiedenti protezione internazio­nale, attendono per le procedu­re di accertamento dei relativi requisit­i. Queste strutture si dividono in centri di primo soccorso e accoglienza (Cpsa), centri di accoglienza (Cda), centri di accoglienza per richi­edenti asilo (Cara) e centri di identifi­cazione ed espulsione (Cie).

Sistema  di  protezione  per  richiedenti asilo e rifugiati SPRAR:

SPRAR è il “Sistema  di  protezione per richiedenti asilo e rifugiati”, le linee guida sono racchiuse in un decreto legge che ha seguito vari aggiustamenti legislativi, in ultimo quello del 10 agosto 2016 che illustra le modalità di accesso da parte degli enti locali ai finanziamenti del Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo, per la predisposizione dei servizi di accoglienza per i richiedenti, per i beneficiari di protezione internazionale e per i titolari del permesso umanitario, nonché per l’approvazione delle linee guida per il funzionamento del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Le amministrazioni che hanno aderito a questi finanziamenti sono vincolate a far rispettare la norm­ativa per la solidar­ietà, il rispetto dei diritti sociali e la sicurezza dei cit­tadini. Le informazioni sulla posizione dei migranti in Italia de­vono essere continuame­nte aggiornate, sopra­ttutto per i Comuni che partecipano al progetto di accoglien­za. Sprar permet­te ai sindaci di gui­dare e controllare i flussi, il numero e scegliere chi aiuta­re (famiglie, minore­nni e donne con figl­i).

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Le audizioni senza domande sul Latina Calcio

È stato pubblicato il resoconto stenografico dell’audizione in Commissione Antimafia (7 marzo 2017) che ha visto protagonista il procuratore federale della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Giuseppe Pecoraro (ex prefetto di Roma).
Come si può evincere dalla bozza non corretta, nessuna domanda dei parlamentari pontini (Moscardelli e Fazzone non erano presenti) riguardo al Latina Calcio, a Pasquale Maietta, a Cha Cha (che Pecoraro chiama “Cha Cha Cha”) ecc.
Purtroppo, si può constatare come le domande che avevamo posto sulle contraddizioni in merito al ruolo di Pecoraro, Melaragni, e del deputato PD Di Lello (responsabile dell’istituto apposito “Comitato Mafia e Sport”, insieme al deputato di Lega Nord e Autonomie Angelo Attaguile) non sono state minimamente sfiorate dai parlamentari della Commissione Antimafia.
Speriamo nella prossima audizione con Pecoraro…se mai ci sarà.
Alla fine del resoconto, la seduta, per la parte che riguarda la Juventus, diviene segreta (pochi giorni dopo questa audizione, e successivamente all’audizione dell’avvocato della Juve, Chiappero, il Presidente Agnelli e altri dirigenti sono stati deferiti).

Qui è possibile leggere il resoconto stenografico, depurato delle parti segretate.

 

Il Latina Calcio all’Antimafia

È necessario trattare la materia con beneficio d’inventario per quanto concerne le dichiarazioni rese in Commissione Antimafia dal Procuratore della Federcalcio Giuseppe Pecoraro e riportate dagli organi di stampa. Infatti, ad oggi, nell’apposita sezione online dedicata all’elenco delle audizioni in seno alla “Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere” (più semplicemente: la Commissione Antimafia), non risulta caricato alcun resoconto stenografico dell’audizione (come normale che sia dal momento che l’audizione si è svolta solo due giorni fa, 7 marzo 2017) sugli intrecci tra criminalità e calcio che hanno visto coinvolte tante realtà della Penisola tra cui Latina e il Latina Calcio.

Dopo il caso di Bergamo, dove la Procura indaga su un giro di spaccio che coinvolgerebbe i tifosi (persino il figlio del Procuratore Capo di Brescia), e l’indagine della Procura Federale sulla Juventus in cui si cercano di chiarire alcuni oscuri rapporti tra la società e appartenenti alle cosche ndranghetiste dei Bellocco/Pesce (vi è anche un’inchiesta che sfiora la società juventina sulle infiltrazioni ndranghetiste, denominata Alto Piemonte, condotta dalla magistratura ordinaria), si ha la conferma che le curve e le società di calcio si muovono sul filo del rasoio della decenza. E questo fenomeno pervade molte società e il relativo tifo organizzato, dal nord al sud.
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Dj Fabo e gli altri

Il caso di Fabiano Antoniani (in arte Dj Fabo), morto ieri alle 11.40 in una clinica svizzera, dunque non nel suo paese e non secondo le sue volontà pone ad una società che si ritiene laica seri interrogativi?
Intanto, un cittadino italiano è stato costretto, dalla vigliaccheria di una politica ipocrita, ad emigrare anche per esercitare un proprio diritto civile negatogli in patria da istituzioni che lo avrebbero lasciato all’ergastolo in un corpo di cui Fabio non poteva più disporre secondo il principio del libero arbitrio.
Dunque, dopo Piergiorgio Welby e Eluana Englaro, la politica italiana continua ad essere sorda agli appelli della società civile e latitante persino d’innanzi a una legge d’iniziativa popolare depositata in parlamento, più di 3 anni fa, sull’eutanasia e sul testamento biologico.
Ma mentre lo stato centrale fa melina molti comuni si stanno organizzando in maniera autonoma istituendo il “Registro dei testamenti biologici”.
Nel comune di Aprilia, ad esempio, è attivo già dal 2011 (https://goo.gl/6uEtXK ), come risulta dal sito dell’Associazione Luca Coscioni.
Mentre a Latina, che non risulta nella medesima lista, com’è la situazione?
Abbiamo chiamato l’ufficio dei Servizi Sociali per una verifica e ci hanno confermato che a Latina non esiste questo registro che darebbe ai cittadini la possibilità di depositare, ufficialmente, le proprie volontà in merito.
Dunque Latina si conferma una città che ha molto da recuperare anche sotto questo punto di vista.
Per questo motivo, nelle prossime settimane, all’interno del nostro gruppo civico avrà inizio un confronto in merito teso a verificare la possibilità di formalizzare una proposta d’istituzione del Registro dei testamenti biologici all’attuale amministrazione Coletta.