Rio Martino: che fare?

Dopo la notizia dell’apertura di un’indagine per una possibile turbativa d’asta nel quadro del bando di gara del porto canale di Rio Martino, sappiamo che non sbagliavamo ad avanzare i nostri dubbi sulla spesa di cinque milioni di Euro destinati a quest’opera.

Le prime notizie giornalistiche indirizzano la questione della turbativa sulla presunta valutazione del ponte Cicerchia ai fini della vittoria tecnica. Ipotesi che appare non corretta se si considera che, come sostenevamo in un precedente articolo, nell’offerta riomartipresentata e, nella fattispecie, nella busta dell’offerta tecnica, questo fantomatico ponte Cicerchia non dovrebbe essere presente, né tantomeno il suo importo di 500 mila euro,  pari al 10% dell’intero appalto (come prospettato dai rumors della stampa), poiché il Disciplinare di Gara, in grassetto a pag. 6, secondo rigo, impone testualmente che l’offerta deve essere “priva di qualsivoglia indicazione (diretta o indiretta) di carattere economico – PENA L’ESCLUSIONE”.

Non saremmo così sicuri che l’”uovo di Colombo” sia il ponte Cicerchia.

Piuttosto, ci sembra più fondata la nostra prima ipotesi che metteva in dubbio le modalità con cui è stata gestita l’assegnazione della gara. Richiamavamo, a tal proposito, la Deliberazione n. 12 del 10/04/2013 emessa dall’Autorità di Vigilanza dei Lavori Pubblici: “In caso di aggiudicazione secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa (e questo è il caso), la formula utilizzata dalla stazione appaltante per l’attribuzione del punteggio dell’elemento economico deve consentire di attribuire l’intero range dei punteggi, variabile da zero al massimo fissato nel bando di gara”. Sostenevamo che il punteggio dell’offerta economica si sarebbe dovuto spalmare in un range (o intervallo) da 0 a 25, e non da 17,7 a 25 come effettivamente è avvenuto a causa di una cervellotica frazione.

Siamo fiduciosi che il magistrato che ha aperto il fascicolo di indagine saprà valutare la più corretta ipotesi, senza richiamare all’attenzione elementi superficiali e demagogici come, purtroppo, si constata aver fatto il consigliere provinciale Visari.

Infatti, il Nostro, sulla scorta di quanto il M5S di Latina aveva proposto, è andato in Commissione Viabilità, Sicurezza Stradale, Valorizzazione del Patrimonio, Fondi UE e Grandi Opere, ponendo questioni tautologiche e inutili che temiamo derivino da una scarsa conoscenza dell’argomento, utilizzato esclusivamente per farsi pubblicità sulla stampa locale.

Per sapere dall’amministrazione provinciale la verità di quello che è successo, bisogna porre le domande giuste, e per farlo è riomarti 2opportuno e necessario studiare le carte. Siamo abituati all’insipienza della classe dirigente pidina provinciale, capace di stare in un acquario di squali senza avvertirne il pericolo o, in qualche caso, scegliendo di ambientarsi.

Dal verbale del 20 marzo (vedi qui), si evince che la riunione alla Commissione Viabilità, conseguente alle nostre denunce pubbliche, è stata un pro forma inutile che offende l’intelligenza dei cittadini.

Come si può leggere dallo stringato verbale, a quella riunione non partecipa la Dott.ssa Guadagnino, presidente della Commissione aggiudicatrice, e quindi prima responsabile della procedura di gara d’appalto. Visari non si accorge probabilmente della sua assenza che dovrebbe essere ancor più acuta e assordante. Come se per dirimere una situazione di gioco, non venisse ascoltato il primo responsabile: l’arbitro.

Non pago, il Nostro si avventura in una domanda che serve a poco: egli chiede perché è stato dato più risalto all’offerta tecnica rispetto a quella economica. Gli rispondono, ovviamente, che trattandosi di un bando per un progetto migliorativo l’offerta tecnica ha più rilievo.

Logico! Inoltre, l’offerta “economicamente più vantaggiosa” è determinata dall’art. 83 del D.Lgs 163/2006. Questo, a dire, che se si fanno domande ovvie si avranno risposte ovvie. Ci aspetteremo dall’opposizione qualcosa di più, ma, purtroppo, siamo abituati.

Questa storia è solo l’ennesimo esempio di una politica che, se non è corriva, è perlomeno disattenta e, purtroppo, impotente al cospetto dei mandarini della pubblica amministrazione che fanno e dispongono dei soldi della collettività.

Al netto delle inefficienze della politica, è chiaro che la Provincia non può rispondere che l’aggiudicazione definitiva sarà effettuata comunque, anzi dovrebbe prendere atto della situazione che si è creata, magari, annullando d’ufficio in autotutela la gara d’appalto (in modo da scongiurare il rivalersi delle altre imprese che hanno perso) per salvaguardare i soldi dei cittadini.

Cinque milioni, seppur stanziati, possono benissimo essere utilizzati per opere meno dannose e inadeguate quale è la riqualificazione del porto. Valorizzando, per esempio, l’area archeologica di Rio Martino, o stornando quei fondi verso le scuole della provincia pontina bisognose di manutenzione e sicurezza. Accanto agli spot di Renzi sulle scuole italiane, la provincia pontina può fare qualcosa di concreto.

Non serve la televisione con i bambini delle scuole che cantano inni da balilla renziani a favor di telecamere, servono atti concreti. Cominciamo con questi cinque milioni di Euro.

Posted on 8 maggio 2014, in Blog and tagged , , , . Bookmark the permalink. Leave a Comment.

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