Stop

Non è possibile farlo. Il signor reggente, assessore ai lavori pubblici, vice presidente della Provincia, vicario di Cusani, Salvatore De Monaco, non può dichiarare con leggerezza, come se niente fosse successo, che la determinazione dirigenziale procederà all’aggiudicazione definitiva dei lavori di riqualificazione del porto canale di Rio Martino – secondo stralcio.

Salvatore De Monaco

Salvatore De Monaco

Questi politici, responsabili peraltro del primo pessimo stralcio del porto canale (risalente al 2008), non possono proseguire anche con il secondo stralcio, alla luce di quello che è accaduto in questi ultimi mesi.

Non possono farlo perché è chiaro a tutti che la gara d’appalto presenta e ha presentato tante criticità. Troppe.

Non possono farlo perché la Provincia è un ente che, secondo legge vigente appena approvata dal Parlamento, sebbene sia pessima, trasforma l’ente provinciale in un ente di secondo grado, i cui rappresentanti non saranno eletti dal popolo. Un’istituzione in estinzione (la legislatura finirà a breve) che decide sulla carne viva dei soldi della collettività è un ossimoro.

Perché la Provincia è un ente squalificato dal suo ex presidente, Armando Cusani, bi condannato in primo grado, e fatto decadere dal Prefetto in persona.

Perché Salvatore De Monaco è un rappresentante eletto cinque anni fa che non rispecchia affatto la volontà di alcun elettore o cittadino della provincia pontina.

Perché, se si ha la pazienza di andare sul sito della Provincia di Latina, ad ora non risulta pubblicata nemmeno l’aggiudicazione provvisoria.

Perché non si può prendere a pretesto lo sviluppo (come per Expo 2015: quale sviluppo!?!), o la stagione estiva di quattro diportisti con il gommone, per non comprendere che la situazione è delicata; che la magistratura sta indagando; che, se l’aggiudicazione fosse determinata, i “poveri” dirigenti, e gli stessi politici, potrebbero incorrere in qualche indagine della Corte dei Conti per danno erariale.

Perché il porto canale, su cui pendono ben due indagini distinte della magistratura, così come progettato, non serve a niente.

Perché sarebbe ora che i soldi, in questo caso cinque milioni di Euro, vengano spesi per cose sensate. Scuole, dissesto idrogeologico, valorizzazione vera del territorio.

L’aggiudicazione definitiva va bloccata. Lo diciamo senza mezzi termini, da parecchio tempo. Non si possono ignorare le voci demonaco2dei cittadini, non si può far finta che l’opinione di una forza politica come il M5S (alle Politiche del 2013, prima compagine politica a Latina, nonché prima in molte altre importanti città della provincia), sia nuddu ammiscatu cu nente.

Chi deciderà, si assumerà la responsabilità dell’ennesimo sperpero, fatto in nome di chissà che cosa.

Chi deciderà avrà dato prova dell’ennesima prepotenza contro la democrazia e i cittadini, che niente decidono e niente, mai, devono decidere.

La fretta è cattiva consigliera. La fretta puzza di spartizione. Fermatevi.

Posted on 20 maggio 2014, in Blog and tagged , , , , , , . Bookmark the permalink. Leave a Comment.

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