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Latina: il Premio Strega e il calcio ai tempi del razzismo

“Sono bloccato sul definire il rapporto che c’è tra calcio e città, sto studiando a riguardo. Ma quello che è accaduto ultimamente non mi è piaciuto, la città ha accettato la perdita della Serie B senza fiatare per colpa dei poteri forti. È stato anche un problema di pregiudizio razziale per Maietta perché è nero e l’altro perché è zingaro”.

Queste sono le parole che ieri (10-11-2017), al Circolo Cittadino di Latina, sono state pronunciate nel suo accorato intervento dal Premio Strega Antonio Pennacchi.

L’ambito era quello della lodevole iniziativa culturale denominata “Il potere alle storie” che è in corso in questi giorni e che intende presentare, prevalentemente, alcune opere con al centro i temi dello sport e del calcio in particolare.

Da ieri, abbiamo la conferma che l’intellettuale di punta della nostra città, lo scrittore che ci rappresenta nei media nazionali, ritiene che inchieste, processi, articoli, opinione pubblica siano ammalati di razzismo contro Pasquale Maietta e Costantino Cha Cha Di Silvio. Una torma di paranoici e fighetti (come il celebre scrittore ebbe a definire coloro che si occupano di criminalità a Latina), compresa la Commissione Antimafia del Parlamento, animati da una sorta di suprematismo della razza bianca ai danni di neri e sinti/rom.

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Caro Antonio Pennacchi….

In risposta all’ articolo di Antonio Pennacchi sul Quotidiano di Latina di giovedì 19 giugno 2014

Caro Antonio,

sono d’accordo: quest’anno l’avventura del Latina è stata un sogno, fantasticato da tutti noi insieme, per la prima volta uniti sotto la bandiera nerazzurra.

Non più esuli di terre lontane e sfumate di nebbia ma Latinensi, qui e ora: finalmente messi a fuoco nei colori sfavillanti della nostra aria pontina, che sa essere tersa quando vuole.

Con omogeneo orgoglio, con uguale sentire.

Ma il nostro è stato un sogno ad occhi ben chiusi, cullati dalla sirena ammaliatrice del nostro calcio, che ci ha riempito mente e cuore di arditi schemi di gioco, di fantasia, di speranze, di aerei castelli. Divertendoci.

DISTRAENDOCI.

È ora il momento di schiuderli, i nostri occhi; spalancarli bene, per continuare insieme il sogno, ma ad occhi aperti.

Pupille che giorno dopo giorno guardino la casa comune: che osservino con attenzione i nostri bambini, gli anziani, i nostri vicini diversamente abili nelle loro carrozzelle, le giovani mamme con le carrozzine, i nostri ipovedenti col loro bastone o col loro cane. Che arrancano nell’assenza di marciapiedi o con spazi ridotti, dissestati, pieni di dossi, ingombri di ostacoli e invasi da immondizia e dalle siepi mai potate. Che tentano vie di scampo per passeggini e biciclettine dinanzi ai SUV, parcheggiati indisturbati a dozzine sugli scivoli stradali e sulle strisce pedonali.  Continua a leggere