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Cisl, PD, Forza Italia a braccetto in favore delle lobby

Ieri (28-11-2017), alle porte di Borgo Piave (Latina), era annunciato un presidio del sindacato Cisl per manifestare a favore dell’autostrada a pedaggio Roma-Latina.
Il presidio ha visto la partecipazione di una decina di persone ed è durato pochi minuti, giusto il tempo per vedere schierati il sindacalista e due politici, perfettamente bipartisan: Forte e Simeone, uno del PD e l’altro di Forza Italia, entrambi consiglieri regionali ed entrambi espressione di Latina e provincia.
Cisl, PD e Forza Italia a braccetto per un’opera inutile e dannosa e verso cui la disinformazione e le fake news sono in una tale abbondanza che manco Carrai e Renzi riuscirebbero a starvi dietro.

Da destra a sinistra, Forte (PD), Simeone (Forza Italia) e Cecere (Cisl). Partiti e sindacati che, invece di tutelare i lavoratori, sfilano a favore di lobby per opere inutili e dannose.

A Latina, ieri, si è visto come vogliono governare l’Italia: opere inutili a favore della lobby di turno, nessuna idea di futuro per una vera mobilità moderna, i partiti a contendersi voti di lavoratori iscritti ai sindacati (che, magari, in buona fede credono realmente nelle qualità taumaturgiche per economica e sviluppo di un’autostrada a pedaggio), mentre le lobby sono pronte a spartirsi la torta e il cittadino, ignaro o male informato, in balia di un’opera da 3 miliardi di Euro che pagherà per la maggior parte senza aver alcun beneficio.
Il project financing (la modalità finanziaria scelta per questa dannosissima autostrada) è uno strumento che a Latina ben conosciamo: dal disastro del cimitero a quello della metropolitana leggera. Questo è quello che vogliono partiti, associazioni di categoria (vedi Unindustria) e sindacalisti: tutti uniti e schierati alla ricerca di un consenso fasullo e di denari, questi, reali. Molto reali e a spese della collettività.

Una vita vale meno da Latina in giù

C’è uno sport inventato dai tifosi dell’autostrada a pedaggio Roma-Latina (per lo più i politici pontini, guarda caso). Si chiama lo sport del sillogismo elementare. Vale a dire: c’è un incidente sulla Pontina, ergo la colpa è di quei cattivi ambientalisti retrogradi che non vogliono la modernità.
Un’automobile accartocciata, un botto tremendo, e la responsabilità è di chi non vuole l’opera a pagamento pubblico turlupinata per project financing.
Bene, è opportuno specificare a lorsignori che l’autostrada a pedaggio è un progetto vecchio di quasi trent’anni e che se la Pontina non è stata né messa in sicurezza né “modernizzata” attraverso un’autostrada non è colpa degli ambientalisti, bensì di una politica che da destra e sinistra non ha saputo offrire gli opportuni indirizzi, perdendo tempo negli anni tra rimpalli burocratici e amministrativi, e con l’aggiunta di danni erariali dovuti ad intoppi dolosi e costosi per la tasca dei cittadini (il caso Arcea alla Regione Lazio).
Adesso che si sono decisi e che la gara è stata assegnata (benché non è vero che i cantieri partiranno a breve), l’autostrada ovviamente è uno strumento vecchio, superato (lo dice la Commissione europea, non quei retrogradi contro la modernità di cui sopra), e, sopratutto, antieconomico, anti-finanziario e contro la tutela di alcune bellezze naturali, storiche e turistiche che verrebbero intaccate – c’è anche un piccolo particolare: sarebbe scaduta la Via (Valutazione d’impatto ambientale).
C’è un altro aspetto, che di casualità non si tratta, che andrebbe portato all’attenzione dei tifosi dell’autostrada a pedaggio (da ripetersi: per lo più parlamentari pontini che magari su quell’autostrada ci viaggerebbero senza pagare il becco di un quattrino a causa dei loro privilegi di casta): quando succede che si muore nel tratto della Pontina, da Latina in giù, lo sport del sillogismo elementare si cheta. E allora una vita vale di più nel tratto Borgo Piave-Tor de Cenci (Latina-Roma), e non vale niente nel tratto Latina-Terracina e giù di lì.
L’altro ieri (17 aprile 2017) è morto un uomo, di nazionalità indiana, nei pressi di Borgo Hermada (Terracina) sulla Pontina. Probabilmente un uomo che tornava dal lavoro, in una zona ammalata di caporalato e assunzione di droghe per sopportare i turni dello schiavismo moderno in salsa pontina. Ammazzato e lasciato a perire sull’asfalto nel tardo pomeriggio di Pasquetta. Chi lo ha investito è scappato via e la Pontina, che lì (da Latina in giù) presenta il tratto più pericoloso per probabilità di incidenti, non val la pena né metterla in sicurezza né “modernizzarla”.
Sapete il motivo per cui i tifosi dell’autostrada tacciono?
Perché la mirabolante autostrada a pedaggio si ferma a Latina. Il tratto (Latina-Terracina) che i comitati e i Comuni di Pomezia, Ardea e Roma vorrebbero includere nella messa in sicurezza non è contemplato nel progetto. E non ditelo troppo ad alta voce, tanto a morire è un indiano in un tardo pomeriggio di Pasquetta.

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