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IL BUSINESS DELL’ACC­OGLIENZA A LATINA E NEL LAZIO

Non conosce né limiti né frontiere, si nutre dei disperati che scappano da guerre, persecuzioni, fame, interessi di ogni tipo. Ci sono esseri umani alla ricerca di un futuro migliore e diverso da quello che hanno avuto nella loro vita. Tanti sono i cittadini stranieri entrati in modo ir­regolare in Italia che vengono accolti nei cent­ri per l’immigrazione dove ricevono assi­stenza, vengono iden­tificati e trattenuti in vista dell’espu­lsione oppure, nel caso di richiedenti protezione internazio­nale, attendono per le procedu­re di accertamento dei relativi requisit­i. Queste strutture si dividono in centri di primo soccorso e accoglienza (Cpsa), centri di accoglienza (Cda), centri di accoglienza per richi­edenti asilo (Cara) e centri di identifi­cazione ed espulsione (Cie).

Sistema  di  protezione  per  richiedenti asilo e rifugiati SPRAR:

SPRAR è il “Sistema  di  protezione per richiedenti asilo e rifugiati”, le linee guida sono racchiuse in un decreto legge che ha seguito vari aggiustamenti legislativi, in ultimo quello del 10 agosto 2016 che illustra le modalità di accesso da parte degli enti locali ai finanziamenti del Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo, per la predisposizione dei servizi di accoglienza per i richiedenti, per i beneficiari di protezione internazionale e per i titolari del permesso umanitario, nonché per l’approvazione delle linee guida per il funzionamento del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Le amministrazioni che hanno aderito a questi finanziamenti sono vincolate a far rispettare la norm­ativa per la solidar­ietà, il rispetto dei diritti sociali e la sicurezza dei cit­tadini. Le informazioni sulla posizione dei migranti in Italia de­vono essere continuame­nte aggiornate, sopra­ttutto per i Comuni che partecipano al progetto di accoglien­za. Sprar permet­te ai sindaci di gui­dare e controllare i flussi, il numero e scegliere chi aiuta­re (famiglie, minore­nni e donne con figl­i).

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LA FORMA DELL’ACQUA: uso o abuso dell’emergenza migranti?

di Vinicio Sperati

Il flusso verso l’Italia si è incrementato negli ultimi giorni di agosto 2016, con 8 dei 21 mila migranti sbarcati negli ultimi due giorni del mese, una circostanza che ha suscitato l’allarme sugli organi di stampa.

Simili allarmi lasciano il tempo che trovano ma sono mirati a riempire la fantasia popolare dei fantasmi dell’occupazione, alimentando la paura del diverso.

La maggior parte degli sbarchi avviene tra Sicilia e Calabria, circa l’87% del totale,  in parte per la vicinanza delle coste africane, in parte perché vi è un maggior interesse secondario che avvengano proprio lì. Proprio lì perché – un esempio banale ma estremamente realistico -, se il lavoro sommerso vale in totale il 13% del Pil italiano, in agricoltura, ambito usuale per lo sfruttamento dei migranti, questa quota supera il 18%, garantendo altissimi profitti allo sfruttamento criminale del lavoro, che andrebbe fortemente contrastato non solo per ragioni etiche, ma perché l’integrazione è presupposto allo sviluppo del territorio (Rosarno docet).
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Destagionalizzazione: l’eterna incompiuta

È doveroso offrire alcune precisazioni e un contributo di informazione aggiuntiva in merito all’articolo dedicato al tema degli stabilimenti balneari latinensi e pubblicato oggi (6-1-2017) sulle pagine del quotidiano “Latina Oggi”.
La vicenda, sin dall’inizio, ha sottoposto la questione a un cortocircuito amministrativo: le incongruità che la nota delibera sulla destagionalizzazione ha presentato.
La delibera fu approvata esclusivamente dalla maggioranza in data 29 settembre 2016, a notte inoltrata e dopo un consiglio comunale estenuante.
La medesima delibera, anziché delineare una volontà politica netta, traccia alcuni criteri e iter procedurali al fine di ottenere, per i balneari, il permesso a destagionalizzare.
Si tratta di tecnicismi e atti burocratici che, in mancanza di un protocollo siglato da una conferenza servizi tra le parti, non possono essere attuati.
Per quanto concerne l’articolo odierno di Latina Oggi, non corrisponde al vero la notizia che nessun gestore ha presentato istanza. Più gestori hanno, infatti, chiesto di prorogare i termini alla data di smontaggio per essere messi nella condizione di attivarsi e in modo da adempiere alla procedura richiesta in considerazione dei tempi divenuti insufficienti.
Il diniego da parte del Comune ha di fatto impedito ogni possibilità.
Smontare una struttura comporta spese ingenti, e assemblare nuovamente dopo qualche mese è impensabile e vessatorio nei confronti di operatori che non sono certo multinazionali.
La delibera del Consiglio Comunale, nonostante fosse immediatamente eseguibile, è stata pubblicata sull’albo pretorio più di 15 giorni dopo, il 16 ottobre (c’è la nostra “denuncia” in merito pubblicata da vari organi di stampa locale), e questo ha di fatto impedito di poter attuare le istanze in Provincia per ottenere il parere idrogeologico entro la data del 31 ottobre. Continua a leggere

La versione di Armonia

Il giorno 5 settembre 2014 abbiamo accolto in un incontro pubblico, tra cittadini-attivisti del M5S Latina, alcuni parenti dei 34 ragazzi disabili che si sono visti “escludere” dai servizi socio-sanitari prestati dalla Società Armonia s.r.l. in qualità di Centro di Riabilitazione accreditato dal Sistema Sanitario Regionale.

A seguito di tale incontro, e alla luce delle testimonianze forniteci, scrivemmo su questo blog un comunicato in cui esprimevamo solidarietà alle famiglie di queste persone, sentendo inoltre il bisogno di lanciare un appello alle autorità competenti al fine di mettere in moto una qualche azione che consentisse di fare luce sulla vicenda e, magari, giungere ad una soluzione.

Ci è sembrato importante iniziare a far luce su un fatto di cui se ne è saputo molto poco, riservandoci di giudicare la situazione solo nel
momento in cui avremmo avuto il quadro completo della complessa storia.

armoniaAl nostro comunicato ha risposto Andrea Filabozzi (figlio del titolare di Armonia, Pio Filabozzi) che ha espresso alcune forti perplessità, sopratutto riguardo al passo che riportiamo di seguito: “Abbiamo ascoltato le inspiegabili, ingiustificabili e poco credibili motivazioni (il
taglio dei fondi) che hanno portato la direzione del centro Armonia a escludere, d’improvviso, trentaquattro ragazzi dai progetti educativi e sanitari”.

Secondo Andrea Filabozzi, abbiamo fatto un cattivo uso della lingua in quanto, nella frase, si lasciava intendere che fossimo venuti a conoscenza delle motivazioni “del taglio” direttamente dalla Direzione di Armonia. In realtà, la frase fa parte di un testo in cui all’inizio si specifica che l’incontro è avvenuto alla sola presenza dei genitori e, quindi, di una delle parti coinvolteContinua a leggere