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IL Tar boccia la Ciccarelli

Oggi (14-12-2017), il Tar ha annullato la gara d’appalto riguardante i servizi sociali per i disabili, accogliendo il ricorso presentato da Universiis. Il Tribunale amministrativo ha definito il criterio di scelta della commissione totalmente illogico poiché l’Universiis ha presentato un’offerta di ore maggiore rispetto ad Osa. Quindi bocciati pur avendo presentato un’offerta migliore Secondo il Tar quindi non ci sono gli elementi adatti per attribuire un punteggio maggiore all’OSA rispetto ad Universiis, pensate che si parla soltanto di uno dei vari contratti d’appalto, che vale 11mln di euro. Insomma non proprio una bella figura per una giunta che avrebbe dovuto cambiare libro ma che con questi comportamenti ci ricorda tempi e fatti di cui faremmo volentieri a meno di ricordare.

Secondo l’assessora alle politiche sociali Ciccarelli, il Tar avrebbe utilizzato un criterio quantitativo, mentre il bando a cui si fa riferimento puntava sulla qualità e che quindi il problema è tecnico e non politico. In realtà non è proprio cosi: definendo il criterio di scelta “immotivato” e “totalmente illogico” il Tar ha bocciato una scelta politica e ci ha dimostrato come su quel lotto l’amministrazione ha scelto il concorrente che prometteva un servizio peggiore rispetto all’altro.

a cura di Luca Pietrolucci

Armonia…. non si direbbe.

Il 5 settembre u.s., alle ore 21, il portavoce al Senato Giuseppe Vacciano e gli attivisti del meetup di Latina hanno incontrato i genitori di due dei trentaquattro ragazzi disabili esclusi dal centro “Armonia” circa quattro mesi fa.

In questo incontro, sono state raccolte alcune testimonianze, a dir poco drammatiche, che ci obbligano ad assumere alcune decisioni per impedire che su questa triste storia cali il sipario, come forse qualcuno vorrebbe.

armoniaAbbiamo ascoltato le esperienze vissute dai ragazzi disabili, per diversi anni a contatto con il centro Armonia: prestazioni sanitarie inadeguate rispetto alla gravità della disabilità di ciascuno; una discutibile organizzazione all’interno del centro; personale qualificato per l’assistenza infermieristica insufficiente rispetto al numero degli ospiti; locali della struttura non sufficientemente spaziosi e inferiori alle superfici minime previste per legge – tantomeno adatti alla disabilità.

Abbiamo ascoltato le inspiegabili, ingiustificabili e poco credibili motivazioni (il taglio dei fondi) che hanno portato la direzione del centro Armonia a escludere, d’improvviso, trentaquattro ragazzi dai progetti educativi e sanitari, al fine di riportare il numero in struttura a cinquanta ospiti semiresidenziali come previsto dalla convenzione con la Regione Lazio.

Questo costringe le trentaquattro famiglie  a gestire, da quattro mesi, all’interno delle proprie mura domestiche alcune situazioni difficili, drammatiche, disperate.

Persino i servizi sociali del Comune non sono stati da meno, comunicando ai famigliari che, per il momento, non si prevedono soluzioni possibili tramite una diversa collocazione in altre strutture adatte a causa di mancanza di fondi. Continua a leggere