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#prossimafermatalatina

CettolaDa settimane, ormai, i principali quotidiani di Latina riempiono parte della cronaca politica aggiornando il “toto nomi”  offerto loro dal Partito Democratico le cui correnti interne sono suddivise tra “fortini” e “moscardini”.

I primi, già a fine maggio,  si erano schierati al fianco del loro Forte cavaliere che, di fatto, rivendicava il proprio diritto a far parte della giostra elettorale.

I secondi, fedeli al Moscardelli pensiero, vorrebbero un suo surrogato. Dunque, dopo aver bruciato sull’altare del compromesso politico già ben tre nomi (Damiani, Quattociocchi e Aielli), ora si giocano quello del quarto (Galante) inteso, ovviamente, a convincere Forte ed i suoi “scudieri” a deporre le armi e correre, senza ulteriori indugi, verso la campagna elettorale. Del resto, secondo la visione moscardelliana, non sarà possibile vincere a Latina se il PD non presenterà un candidato “destrorso” in grado di catalizzare i consensi dei nostalgici pontini rispolverando, magari senza alcun imbarazzo, anche il motto: “Vincere e vinceremo!”

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Dalla vecchia galassia ex PDL, invece, giungono solo sparuti rigurgiti che, molto probabilmente, finiranno per confluire nel solito mare magnum di liste para-civiche, para-politiche e  pure un po’ para-cule.

E in tutto questo magma pre-elettorale come si sta organizzando il M5S Latina?

Certamente non rincorre i consensi come fanno, da sempre, i partiti tradizionali, ma punta alla partecipazione dei cittadini al fine di alimentare consapevolezza e condivisione.

Tuttavia, in mancanza di fonti certe o notizie verificabili, la stampa non può che scivolare  nel campo delle congetture arrivando, persino, a citare nomi di qualche “papabile” candidato a 5 Stelle.

Ebbene, quando la base del M5S Latina selezionerà il proprio candidato sindaco il suo nome, unitamente a quello dei candidati consiglieri,  verrà comunicato in via ufficiale.

Ma siccome la curiosità non è solo femmina, gli eventuali interessati potranno trovare nelle seguenti FAQ le procedure pre-elettorali che, di massima, vengono seguite dai Meetup territoriali in occasione di elezioni amministrative.

Buona lettura !
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MAIETTOPOLI

Il paese di Maiettopoli non è una località geografica, ma un luogo dello spirito, un modo di vedere le cose. L’unico mondo possibile in cui siamo nati.

Fin da bambino, nel paese di Maiettopoli, si impara che il più forte e prepotente vince. Sempre.

Il più forte, nel paese di Maiettopoli, è quello un po’ fascista, voce arrochita, un “boia chi molla”, un paio di “dux mea lux”, qualche schiaffone dato alla zecca di turno, logiche stringenti su donne e motori e l’esaltazione della propria personalità machista magari supportata dalla conoscenza di qualche potente col colletto bianco, di etnia sudista o di estrazione gipsy che, nel paese di Maiettopoli, è sinonimo di racket dell’usura, estorsione e associazione per delinquere. Sinonimo, sia beninteso, suggerito da sentenze della magistratura e osservatori antimafia di ogni ordine e specie.

Nel paese di Maiettopoli, accade che le bande rivali che per lungo tempo hanno militato nello stesso partito, abbiano dato luogo a una diaspora, dovuta a eventi non controllabili da loro medesimi – la disgregazione dell’ex PDL è avvenuta in alto, tra una casa di Montecarlo, quattro escort a Palazzo Grazioli e la pantomima dello spread anno di grazia 2011.

maiettopoli 1Dopo la diaspora, nel paese di Maiettopoli, sono rimasti tre candidati – Maietta, Cusani e Tiero – che si sono spartiti proscenio, ribalta, platea e golfo mistico. Non sappiamo se ne siano a conoscenza, ma le loro facce si sono trasformate in icone della città. Ormai Maiettopoli è piena dei loro ologrammi di carta; passi un angolo, giri una curva, ti siedi ad una panchina e ci sono queste tre icone, a scelta, a rotazione, ma sempre loro sono. La scienza dei segni applicata ai partiti o, se si preferisce, il gioco delle tre carte.

A Maiettopoli, chi attacca i manifesti delle icone è di solito molto aggressivo: vero prototipo del maschio di Maiettopoli. Sguardo ruvido, parole tronche, ideologie tagliate con l’accetta. Lo fa per soldi e per rispetto. Attacco l’icona perché sono amico dell’icona, tu stai zitto perché non conti un cazzo. Continua a leggere

Qualcosa è cambiato!?

[questo post è stato citato nell’articolo di Latina Oggi – pubblicazione del 04/03/13]

Latina

Verrebbe da dire: Latina liberata! 21682: questo è il numero. Sono tanti gli elettori che hanno scelto alla Camera il Movimento Cinque Stelle nel Comune di Latina, sancendone la primazia. Primo nella città del littorio, della Democrazia Cristiana, del fascio-berlusconismo cementizio e prepotente. Una città dove solo qualche mese fa, davanti alla chiesa di San Marco, sedicenti camerati intonavano buffoneschi canti del regime mussoliniano per onorare la morte di Ajmone Finestra. Il Movimento è primo in una città che ha sempre visto l’affare come vettore ineliminabile di ogni più importante scelta politica, dove l’opposizione, con alcune meritorie eccezioni, è stata latente, impalpabile, conservatrice nel solco di un bon ton istituzionale che fa chiamare avversari politici gli squali, e scambiare gesti di collusa cortesia laddove vi dovrebbe essere solo nettezza e intransigenza.

D’altro canto le forze della sinistra, a Latina, vivono di conservazione e vivacchiano di quei 14000-15000 elettori che hanno sempre votato quella parte dal 1993 in poi e la voterebbero in qualunque circostanza, quasi che la preferenza elettorale fosse un riflesso pavloviano che diventa complice della devastazione pontina perpetrata prima dalla Balena Bianca, poi dalle classi dirigenti provenienti dal MSI (poi AN, poi PDL) abbracciate feralmente all’arrogante berlusconismo. Il PD, dunque, rimane stabile sui 14000-15000 voti (sia alle Politiche che alle Regionali), vale a dire che il suo elettorato è sempre lo stesso, arcigno nel credersi migliore, tetragono nel cambiare, illuso nel pensare “questa è l’ultima volta che li voto”.

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Raccolta fondi per la campagna elettorale del Movimento 5 Stelle Lazio

Il prezzo della democrazia

I vigili di Latina, che a dire il vero non si vedono molto spesso, vengono a contestarci un banchetto raccolta firme, con richiesta occupazione suolo pubblico regolarmente presentata alla segreteria del sindaco di Latina ben 11 giorni prima.

Hanno anche provato a sgomberarci, a cacciarci, così da cancellare il diritto di molti cittadini di apporre una propria firma in sostegno delle liste del M5S.

Noi, naturalmente non ce ne siamo andati.

Alla fine ci hanno multato di 159 euro, perché il Comune dal 12 dicembre non è stato capace di produrre l’autorizzazione, e per i vigili la nostra richiesta con timbro del comune e della questura di Latina non è sufficiente a poter esercitare il diritto costituzionale di raccogliere le firme per presentare una lista.

Loro non si arrenderanno mai, noi neppure 😉

Aggiornamento del 27 Dicembre

Stamattina (27/12/12) siamo stati al comune di Latina per avere aggiornamenti in merito alla nostra richiesta di occupazione di suolo pubblico (istanza presentata il 12/12/2012). La richiesta risultava ancora ferma alla segreteria del sindaco, in attesa di un nulla osta. Abbiamo sollecitato la pratica, che è quindi stata girata all’ufficio “lavori pubblici (LL.PP)”, per la formalizzazione dell’autorizzazione stessa.

Abbiamo quindi ottenuto e ricevuto l’autorizzazione scritta di occupazione suolo pubblico nei giorni richiesti (15-16, 22-23, 29-30 Dicembre).