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MAIETTOPOLI È TORNATA

Ci volevano le dichiarazioni del Premio Strega Antonio Pennacchi per far sì che l’onorevole Maietta – che piaccia o meno rappresenta il territorio pontino nel Parlamento – si prodigasse in una difesa personale che ha mescolato il surreale e il patetico mai assente nel Paese del melò. Il riferimento ai propri figli (peraltro mai nominati da chi lo critica, ci mancherebbe), poi, impasta il tutto di una dose che sembra inoculata da una rediviva Filumena Marturano donando al contesto una lacrima sul viso.

Buttare la palla nel campo degli affetti, infatti, è un meccanismo da social molto abusato: è sufficiente una frase in ricordo di, o un accenno al “tengo famiglia”, che i “like” (il nuovo imperativo dell’ordine mondiale!) esplodono e i baci perugina si sprecano. Esemplificativo il commento al post da parte di Tripodi Angelo Orlando – “capisco pienamente il tuo sfogo e il tuo dolore nel dover lasciarla (si riferisce a Latina) per difendere i tuoi Amati figli” -, un altro politico locale che, dopo diversi volteggi, è approdato a Pirozzi (il nuovo chirurgo maxillo facciale di politicanti in cerca di plastiche), ma che ha almeno il pregio intellettuale (si fa per dire) di schierarsi dalla parte di Pasquale Maietta. Mentre il cosiddetto establishment pontino politico e non, citato da Maietta, tace all’ombra della linea della palma.

Il “ticket” Pennacchi-Maietta alimenta, involontariamente o meno, quanto di peggio vi sia nella cultura della legalità di questa città con riverberi stonati su tutta la provincia di Latina che, già ammalata di corruzione e mafia, non aveva proprio bisogno di queste ultime sparate.
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Il Latina Calcio all’Antimafia

È necessario trattare la materia con beneficio d’inventario per quanto concerne le dichiarazioni rese in Commissione Antimafia dal Procuratore della Federcalcio Giuseppe Pecoraro e riportate dagli organi di stampa. Infatti, ad oggi, nell’apposita sezione online dedicata all’elenco delle audizioni in seno alla “Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere” (più semplicemente: la Commissione Antimafia), non risulta caricato alcun resoconto stenografico dell’audizione (come normale che sia dal momento che l’audizione si è svolta solo due giorni fa, 7 marzo 2017) sugli intrecci tra criminalità e calcio che hanno visto coinvolte tante realtà della Penisola tra cui Latina e il Latina Calcio.

Dopo il caso di Bergamo, dove la Procura indaga su un giro di spaccio che coinvolgerebbe i tifosi (persino il figlio del Procuratore Capo di Brescia), e l’indagine della Procura Federale sulla Juventus in cui si cercano di chiarire alcuni oscuri rapporti tra la società e appartenenti alle cosche ndranghetiste dei Bellocco/Pesce (vi è anche un’inchiesta che sfiora la società juventina sulle infiltrazioni ndranghetiste, denominata Alto Piemonte, condotta dalla magistratura ordinaria), si ha la conferma che le curve e le società di calcio si muovono sul filo del rasoio della decenza. E questo fenomeno pervade molte società e il relativo tifo organizzato, dal nord al sud.
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