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Olimpia: l’inchiesta partita da semplici cittadini

Nel settembre 2013 i cittadini del meetup I Grilli e le Cicale di Latina, attraverso le riunioni del tavolo Mobilità e Opere Pubbliche, stilarono un esposto inoltrato a Procura e alla Corte dei Conti in riferimento alla piscina comunale. Questa mattina, durante la conferenza stampa per l’inchiesta “Olimpia” che ha visto tra gli arrestati l’ex sindaco Di Giorgi, il Procuratore della Repubblica di Latina, alla presenza dei rappresentanti del Comando provinciale dei Carabinieri, ha spiegato che la medesima inchiesta è partita da un’interrogazione parlamentare presentata nel 2013 che fu elaborata dal meetup I Grilli e le Cicale di Latina e poi inoltrata agli allora parlamentari del Movimento 5 Stelle. Il nostro attivismo, negli anni, è stato questo: studio dei problemi, denuncia e proposta. Una menzione particolare va all’attivista Gianluca Bono che prese in carico il lavoro di ricostruzione dei fatti e lo condivise con il gruppo dei cittadini de I Grilli e le Cicale che con entusiasmo approvarono la scelta di fare luce su un sistema che già all’epoca presentava tratti irregolari macroscopici. Un ringraziamento va all’importante lavoro svolto dai Carabinieri che hanno condotto l’indagine. Di seguito è possibile visionare l’esposto* che il meetup I Grilli e le Cicale prepararono e da cui conseguì l’interrogazione parlamentare.

L’esposto può essere visionato qui.

*: la data dell’esposto nel presente file presenta un errore di battitura. La data di presentazione dell’esposto è risalente al 18-09-2013.

Comma 391

Chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo, ma chi chiede di essere esentato dalle missioni di volo non è pazzo”.

Pare che a Piazza del Popolo, prima di congegnare la delibera 391, la Giunta del Comune di Latina abbia dato una ripassatina al capolavoro di Joseph Heller, trovando spunto nel paradosso del comma 22.

comma 391Così, hanno parafrasato: “Chi permette un aumento di volumetria è innocente, ma chi chiede di aumentare la volumetria non è innocente”.

Sì perché nel paradosso della delibera 391, partorita dalla Giunta comunale in data 1-07-2014, c’è tutto e il contrario di tutto. La cifra stilistica di una maggioranza che, al Comune di Latina, non ne azzecca una, dall’imbellettare la piazza di leoni al lasciare un costruttore in Commissione Urbanistica il passo è breve. E anche costoso per la collettività.

L’avvocato Tedeschini che dovrà redigere il parere pro veritate per gli indagati che si auto-producono una delibera per la loro indagine – in barba alla responsabilità penale che è personale – incasserà la modica parcella di oltre 10mila euro Euro, senza contare l’IVA e la Cassa previdenza avvocati.

Molti si domanderanno che necessità vi fosse di emendare una delibera in cui ci si chiede se risulti legittima un’altra famosa delibera che ha consentito a Malvaso di costruire quel gentile blocco di cemento alle porte della città. E nel domandarsi da soli se la loro delibera è consona, ne suggeriscono anche la risposta: in fondo i contenuti della variante Malvaso sono estremamente modesti, dicono gli indagati. Ma se siete sicuri che siano modesti perché ve lo chiedete, e soprattutto perché invocate la risposta retorica a uno che insegna a La Sapienza, che sta a Roma, e manco sa chi è Malvaso, e che si beccherà un assegnino mica male.

Come a dire: una piccola marachella non si nega a nessuno, avvocato ci azzecchi il garbuglio! Continua a leggere

Prima della rivoluzione

Chi non ha vissuto negli anni prima della Rivoluzione non può capire che cosa sia la dolcezza del vivere – Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord.

Di prima di una possibile rivoluzione si parla, e di questa storia sbagliata il consiglio comunale di Latina è il protagonista.

Parafrasando la climatologia, un consiglio comunale è un microclima, si muovono in esso esseri viventi, dall’insieme – consiglieri, assessori, tecnici, cittadini, ambienti – si possono evincere comportamenti, ragioni, cause e conseguenze.

Il giudice Falcone insegnò in Italia e in America la via per scoprire la verità: Segui i soldi; per comprendere la politica della nostra città diremmo: Segui le mosse. Come si muovono nell’aula, chi interviene, come interviene, chi guarda chi, chi non guarda, chi non viene proprio.falcone

Segui le mosse, dunque. Nel consiglio comunale di ieri con all’ordine del giorno svariati punti di cui se ne discuteranno appena due, accade che, fissata per le nove, la seduta inizi alle dieci e mezza. Prassi, si dice. Probabilmente vero – anche se c’è qualcuno tra gli uditori che sostiene: senza la presenza in aula di alcuni cittadini, questo consiglio non avrebbe raggiunto mai il numero legale per avere luogo.

Una prassi che vuole molti consiglieri presentarsi quando vogliono, alcuni non venire, altri giochicchiare e rintuzzare digitalmente e alacremente tablet e smartphone di eterogenei brand, altri ancora sorridere paciosi in sgargianti camicette pronte ad essere appese alle stecche di un ombrellone ficcato in spiaggia.

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CHI MUORE TACE, E CHI VIVE….SCUCE!

10 giugno 2014 – Consiglio Comunale a proposito del Cimitero Comunale

Balzato d’imperio agli onori di 1° punto all’odg, lo “Stato dei rapporti con la società Ipogeo Latina Srl” ieri in Consiglio Comunale. Rimasto anche l’unico, insieme alla variante “Malvaso”, ad esser trattato, dei 10 previsti, ahimé: d’altro canto, da un consiglio indetto per le 9 che inizia alle 10:30 con banchi semideserti e in assetto variabile, e con frotte di argomenti importanti accumulatisi dagli (scarsi) consigli precedenti, non ci si può aspettar di più.

Per inciso, l’art.82 DL n.267 del 18 agosto 2000 (Testo Unico Enti Locali) prevede un gettone di presenza per chi partecipa alle sedute di consiglio, senza – a quanto mi sembra – chiarire le modalità di questa presenza: equiparando evidentemente  la presenza del consigliere Cesare Bruni (dalle 9 alle 15) a quella di Mansutti (dalle 13:05 alle 15) a quella di Fabrizio Cirilli (apparizione ridente e fuggitiva, durata qualche attimo), nel consiglio di ieri.

Dopo una prolusione sullo stato dell’arte di Giuseppe Di Rubbo – assessore alle Opere Pubbliche –   che informa sull’esistenza di una proposta di “componimento amichevole” da parte di Ipogeo e rassicura sull’esistenza di un gruppo di lavoro che sta lavorando sulle “criticità”, c’è l’intervento  della consigliera PD Nicoletta Zuliani: puntuale, stringente, dati alla mano e proposte concrete. Richiama il ricorso al TAR della società concessionaria del cimitero comunale, la Ipogeo Latina Srl appunto, per un credito di 1 milione 500 mila euro; per ora, per fortuna, respinto. Elenca poi i problemi (in corsivo mie aggiunte, in grassetto nomi e soldini che stiamo sborsando allegramente, al grido di “Chi muore tace e chi vive…scuce!”):
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RIPRENDIAMOCI LA CITTÀ

78=--Le indagini della magistratura sull’ecomostro di Borgo Piave che intralcia l’ingresso nord di Latina hanno portato all’evidenza della cronaca l’ennesima dimostrazione dell’assoluta mancanza di rispetto che hanno della nostra città le cosiddette forze politiche che la tengono in pugno.

Come si dice in questi casi, la magistratura stabilirà se vi sono responsabilità penali.

Un’intera giunta, compreso il sindaco Di Giorgi sotto indagine.

Una colata di cemento di circa diecimila metri cubi autorizzata con una procedura che definire opaca è un eufemismo, ad un costruttore, Vincenzo Malvaso, che è anche consigliere comunale di Latina in quota FI. E che di questo partito aveva addirittura issato il vessillo sul cantiere. Ora è stato costretto ad ammainarlo quel vessillo: la prepotenza e l’arroganza alla fine sono drammaticamente sfociate nel ridicolo.

Una cubatura che è triplicata in sfregio al P.R.G. (Piano Regolatore Generale) senza neanche un passaggio in Consiglio Comunale; una fascia di rispetto dalla strada di trenta metri, che appare e scompare dagli strumenti urbanistici come tra le mani di un’abile prestigiatore. Un parcheggio privato indispensabile per soddisfare gli standard urbanistici che viene autorizzato sotto un’area pubblica.
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