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Eppur non si muove

La determina della Provincia con cui si aggiudicavano definitivamente i lavori di riqualificazione di Rio Martino è stata annullata dal TAR di Latina dopo il ricorso di un’altra concorrente: l’associazione d’imprese Schiavo spa/Ircop spa.

Rio Martino garettaAd ora, stante quest’ultima sentenza amministrativa, l’appalto è riassegnato alla Schiavo/Ircop. Prevedibile il ricorso al Consiglio di Stato da parte della Icad/Poseidon che produrrà lo stallo di quest’opera che appare sempre più inutile, costosa e, probabilmente, dannosa. Se i lavori fossero svolti dalla Schiavo/Ircop l’ammontare della spesa per la Provincia – quindi la collettività – sarebbe minore. Ad un calcolo approssimativo, si può ritenere, grossomodo, un risparmio di oltre un milione di Euro.

È chiaro che, al di là dei dedali giudiziari dentro cui si perderanno le imprese coinvolte e la Provincia stessa (pare che l’indagine in Procura sia ancora in piedi), la politica non ha agito come avrebbe dovuto per tutelare i soldi di un ente che, a breve, esordirà, con cadreghe e colletti, nella sua nuova veste di ente di secondo livello – come il famigerato ddl Delrio sancisce. Continua a leggere

MAIETTOPOLI

Il paese di Maiettopoli non è una località geografica, ma un luogo dello spirito, un modo di vedere le cose. L’unico mondo possibile in cui siamo nati.

Fin da bambino, nel paese di Maiettopoli, si impara che il più forte e prepotente vince. Sempre.

Il più forte, nel paese di Maiettopoli, è quello un po’ fascista, voce arrochita, un “boia chi molla”, un paio di “dux mea lux”, qualche schiaffone dato alla zecca di turno, logiche stringenti su donne e motori e l’esaltazione della propria personalità machista magari supportata dalla conoscenza di qualche potente col colletto bianco, di etnia sudista o di estrazione gipsy che, nel paese di Maiettopoli, è sinonimo di racket dell’usura, estorsione e associazione per delinquere. Sinonimo, sia beninteso, suggerito da sentenze della magistratura e osservatori antimafia di ogni ordine e specie.

Nel paese di Maiettopoli, accade che le bande rivali che per lungo tempo hanno militato nello stesso partito, abbiano dato luogo a una diaspora, dovuta a eventi non controllabili da loro medesimi – la disgregazione dell’ex PDL è avvenuta in alto, tra una casa di Montecarlo, quattro escort a Palazzo Grazioli e la pantomima dello spread anno di grazia 2011.

maiettopoli 1Dopo la diaspora, nel paese di Maiettopoli, sono rimasti tre candidati – Maietta, Cusani e Tiero – che si sono spartiti proscenio, ribalta, platea e golfo mistico. Non sappiamo se ne siano a conoscenza, ma le loro facce si sono trasformate in icone della città. Ormai Maiettopoli è piena dei loro ologrammi di carta; passi un angolo, giri una curva, ti siedi ad una panchina e ci sono queste tre icone, a scelta, a rotazione, ma sempre loro sono. La scienza dei segni applicata ai partiti o, se si preferisce, il gioco delle tre carte.

A Maiettopoli, chi attacca i manifesti delle icone è di solito molto aggressivo: vero prototipo del maschio di Maiettopoli. Sguardo ruvido, parole tronche, ideologie tagliate con l’accetta. Lo fa per soldi e per rispetto. Attacco l’icona perché sono amico dell’icona, tu stai zitto perché non conti un cazzo. Continua a leggere

Stop

Non è possibile farlo. Il signor reggente, assessore ai lavori pubblici, vice presidente della Provincia, vicario di Cusani, Salvatore De Monaco, non può dichiarare con leggerezza, come se niente fosse successo, che la determinazione dirigenziale procederà all’aggiudicazione definitiva dei lavori di riqualificazione del porto canale di Rio Martino – secondo stralcio.

Salvatore De Monaco

Salvatore De Monaco

Questi politici, responsabili peraltro del primo pessimo stralcio del porto canale (risalente al 2008), non possono proseguire anche con il secondo stralcio, alla luce di quello che è accaduto in questi ultimi mesi.

Non possono farlo perché è chiaro a tutti che la gara d’appalto presenta e ha presentato tante criticità. Troppe.

Non possono farlo perché la Provincia è un ente che, secondo legge vigente appena approvata dal Parlamento, sebbene sia pessima, trasforma l’ente provinciale in un ente di secondo grado, i cui rappresentanti non saranno eletti dal popolo. Un’istituzione in estinzione (la legislatura finirà a breve) che decide sulla carne viva dei soldi della collettività è un ossimoro.

Perché la Provincia è un ente squalificato dal suo ex presidente, Armando Cusani, bi condannato in primo grado, e fatto decadere dal Prefetto in persona. Continua a leggere

Compagno V.

Rispondere potrebbe far presupporre un interesse per queste facezie. Non siamo abituati ad agire sui giornali, vomitando livore politico non supportato da fatti.

Il buon Visari, evidentemente innervosito da qualcosa che non conosce (le legittime critiche politiche), si lascia andare ad uno sfogo che ha i contorni di un vaneggiamento. Da prassi degna della politique politicienne.

Non vogliamo impartire lezioni a nessuno, vogliamo solo ristabilire il controllo della cosa pubblica da parte dei cittadini. In questi anni sonnacchiosi, bravi ragazzi come Visari hanno stancamente assolto il loro compito di opposizione all’acqua di rose, qualche paginata sui giornali per non rimanere nell’anonimato, e poco più. Il messaggio è semplice: da cittadini esercitiamo il cosiddetto fiato sul collo nei riguardi di persone che dovrebbero essere rappresentanti dei medesimi (che siano essi maggioranza o opposizione).

visari 4Egli dice di aver sollevato subito la questione Rio Martino. Si, vero. A furor di pagina, ma non di certo nella sostanza. Dopo aver letto il nostro dossier su Rio Martino, se ci fosse stata reale intenzione di prendere a cuore la questione dei 5 milioni di Euro dei cittadini, magari il consigliere avrebbe letto il disciplinare di gara, e le leggi che regolano l’”offerta economicamente più vantaggiosa” in modo da evitare domande in Commissione che non hanno portato a nulla e facilmente schivabili da chi deve chiarire nei riguardi dei cittadini e, probabilmente, nei confronti della magistratura. Richiamare all’attenzione l’insediamento di Pannone per studiare la documentazione è qualcosa che non ha senso. La critica era sul tipo di domande che il consigliere ha fatto (e non ha fatto) in Commissione e anche sul perché non abbia semplicemente chiesto: perché manca la presidente della Commissione aggiudicatrice dei lavori di riqualificazione del porto canale?

Addirittura lunare l’accusa del nostro presunto silenzio su Cusani. Cusani è da sempre criticato dal M5S di Latina. Articoli, denunce pubbliche e richieste di dimissioni dall’Ente provinciale. Purtroppo, il consigliere provinciale, anche questa volta, non è attento. Già nell’ottobre del 2013 ne chiedevamo le dimissioni con ben due interrogazioni parlamentari presentate dai nostri due portavoce al Senato, Simeoni e Vacciano. Continua a leggere

Non nelle casse della provincia l’ammanco era nel suo cuore

Con lo splendido verso che dà il titolo a questo breve articolo (nell’originale vi è “comune” invece di “provincia”), il poeta Vittorio Sereni descriveva la straziante presa di coscienza di un suicida.

La storia del porto canale di Rio Martino è simile ad un suicidio, un burocratico suicidio perpetrato da uomini che non hanno il coraggio di rispondere, confrontarsi, spiegare.

Un suicidio del proprio territorio cieco e sordo che passa sotto la traccia del vuoto del dibattito pubblico pontino (Non sospetti ancora / che di tutti i colori il più forte / il più indelebile / è il colore del vuoto? – altro potente verso di Vittorio Sereni).

Domani vi sarà, forse, – perché l’improbabilità è perfida sorella della trasparenza, richiesta da umili cittadini – un incontro, nella commissione competente di viabilità e lavori pubblici della Provincia di Latina, tra la dottoressa Patrizia Guadagnino, già coinvolta in qualche scandalo, e presidente della commissione che ha aggiudicato la gara a ICAD-POSEIDON, e qualche consigliere provinciale.

Sarà difficile che le vengano rivolte le domande giuste, ma al pressapochismo dei nostri politici siamo abituati. Quasi quanto al vuoto.

Sarà impossibile un dialogo con i cittadini che avrebbero avuto il diritto di sapere come verranno spesi 5 milioni di Euro dei contribuenti. Ma confidiamo in un prossimo consiglio provinciale a cui tutti i cittadini potranno partecipare.
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