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Il ragazzo e il clan Ciarelli-Di Silvio

Accade sempre così. Da anni. Le azioni si compiono, la storia avanza, ma noi cittadini di Latina, in politica e in società, siamo ancorati ai soliti triti e ritriti battibecchi da cortile: la zona a traffico limitato, le pene del giovane Werther Di Giorgi, la crisi di pubertà perenne del Partito Democratico, l’apparire dello struscio nei locali alla moda.

Gli organi d’informazione pontini (non tutti, per fortuna) si scervellano sul successore del sindaco, o sull’ultima bega interna del PD già proclamato vincitore della contesa amministrativa a furor di Renzi, come se ciò bastasse a risollevare le terrificanti sorti e regressive.

Quartiere Pantanaccio a Latina.

Quartiere Pantanaccio a Latina.

A latere di tale inutile sbrodeghezzo, quest’estate è avvenuto un fatto importante per la città di Latina. Un fatto storico. Dopo le sentenze emesse nell’ambito del processo Caronte, il clan Ciarelli-Di Silvio ha subito alcune condanne che ne hanno minato le radici. Colpite, di certo, ma non estirpate. Circa due secoli a personaggi dalla città conosciuti, temuti e, purtroppo, rispettati: Carmine Ciarelli, Patatone, Patatino e Porcellino Di Silvio, Macù Ciarelli, Mario Esposito e tanti altri.

Nomi e soprannomi che hanno da sempre echeggiato in molti discorsi svolazzanti nei bar, davanti alle edicole, nelle aule dei Tribunali, tra giovani e meno giovani di buona famiglia che sanno tutto, perché chi conosce le storie criminali non è uno sprovveduto, e, magari, il sapere (mutuato da pettegolezzi e falsi miti) consente loro di risultare persino à la page. Se poi li conosci personalmente, sei dotato addirittura di una certa autorevolezza: puoi permetterti tutto perché loro se la comandano come dicono da noi, io li conosco, guarda che quello conosce quell’altro, lascia perdere: in un vorticoso giro di valori denudati e cambiati di segno dove a farla da padrone è la prepotenza omertosa contro la cultura, l’essere amico del più malavitoso contro le relazioni civili imperniate sul rispetto dell’essere umano.  Continua a leggere

Terre confiscate alla camorra: presunti interramenti.

Alcuni cittadini residenti in località Piano Rosso – Cisterna esternano i loro timori attraverso un esposto anonimo: questo è il tema dell’interrogazione parlamentare dei Portavoce M5S al Senato Giuseppe Vacciano e Ivana Simeoni.

Dopo le dichiarazioni dell’ex boss Carmine Schiavone, tornano alla memoria i viavai di camion in alcuni terreni a nord di Latina che, prima della confisca, appartenevano a Francesco “Sandokan” Schiavone, cugino del pentito casalese. Rimorchi che portavano via la terra ricca di argilla da uno scavo di grandi dimensioni; si dice destinata all’impermeabilizzazione della vicina discarica di Borgo Montello. Successivamente, quell’enorme buca fu chiusa e nessuno, in quel momento, si domandò con quale materiale fu riempita: un interrogativo che, invece, tornò ad affacciarsi quando la realtà conclamata della “Terra dei Fuochi” mise sul chi va là larga parte della bassa costa tirrenica.

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Dopo la confisca, il podere oggetto dell’esposto fu consegnato in gestione alla cooperativa sociale “Il Gabbiano”, sulla cui pagina web si legge: “Il fondo agricolo consiste in una superficie di oltre 10 ettari di terreno, di cui 6 a vigneto, con un fabbricato rustico. Il tutto in un avanzato stato di abbandono dovuto a diversi anni di non uso e danneggiamenti: il fabbricato non agibile, il vigneto con necessità di interventi di ripristino dei filari, il restante terreno, con la presenza di depressioni e dislivelli, da recuperare all’uso sociale”; gli interroganti aggiungono: “il che non costituisce evidenza alcuna relativa agli interramenti in questione, ma sicuramente avalla la tesi di abbandono e scarso controllo nonché di possibili movimenti di terreno prima dell’avvento della cooperativa”.  Continua a leggere

Compagno V.

Rispondere potrebbe far presupporre un interesse per queste facezie. Non siamo abituati ad agire sui giornali, vomitando livore politico non supportato da fatti.

Il buon Visari, evidentemente innervosito da qualcosa che non conosce (le legittime critiche politiche), si lascia andare ad uno sfogo che ha i contorni di un vaneggiamento. Da prassi degna della politique politicienne.

Non vogliamo impartire lezioni a nessuno, vogliamo solo ristabilire il controllo della cosa pubblica da parte dei cittadini. In questi anni sonnacchiosi, bravi ragazzi come Visari hanno stancamente assolto il loro compito di opposizione all’acqua di rose, qualche paginata sui giornali per non rimanere nell’anonimato, e poco più. Il messaggio è semplice: da cittadini esercitiamo il cosiddetto fiato sul collo nei riguardi di persone che dovrebbero essere rappresentanti dei medesimi (che siano essi maggioranza o opposizione).

visari 4Egli dice di aver sollevato subito la questione Rio Martino. Si, vero. A furor di pagina, ma non di certo nella sostanza. Dopo aver letto il nostro dossier su Rio Martino, se ci fosse stata reale intenzione di prendere a cuore la questione dei 5 milioni di Euro dei cittadini, magari il consigliere avrebbe letto il disciplinare di gara, e le leggi che regolano l’”offerta economicamente più vantaggiosa” in modo da evitare domande in Commissione che non hanno portato a nulla e facilmente schivabili da chi deve chiarire nei riguardi dei cittadini e, probabilmente, nei confronti della magistratura. Richiamare all’attenzione l’insediamento di Pannone per studiare la documentazione è qualcosa che non ha senso. La critica era sul tipo di domande che il consigliere ha fatto (e non ha fatto) in Commissione e anche sul perché non abbia semplicemente chiesto: perché manca la presidente della Commissione aggiudicatrice dei lavori di riqualificazione del porto canale?

Addirittura lunare l’accusa del nostro presunto silenzio su Cusani. Cusani è da sempre criticato dal M5S di Latina. Articoli, denunce pubbliche e richieste di dimissioni dall’Ente provinciale. Purtroppo, il consigliere provinciale, anche questa volta, non è attento. Già nell’ottobre del 2013 ne chiedevamo le dimissioni con ben due interrogazioni parlamentari presentate dai nostri due portavoce al Senato, Simeoni e Vacciano. Continua a leggere

“Latina Pulita” evento di Sabato 22/02/2014

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Sabato 22 Febbraio 2014
, un gruppo di cittadini/attivisti del moVimento Cinque Stelle del capoluogo pontino, partendo da Via Veio alle ore 10,00 per arrivare alle 13,00 al Parco situato alla sinistra del Liceo Scientifico G.B.Grassi, si è cimentato nella ripulitura dei rifiuti delle aree verdi della zona tra via Veio e via del Lido.

Questa iniziativa si inserisce in un progetto a più date, passate e future, che vogliono proporre la partecipazione attraverso l’azione senza fermarsi alla sola attività di denuncia. Il decoro dei luoghi pubblici può essere migliorato anche attraverso gesti che, come questo, comunicano l’importanza della condivisione di valori e priorità in una comunità affinché questa sia tale.

Il moVimento Cinque Stelle si propone soprattutto come corrente di cambiamento culturale e come tale si esprime attraverso i gesti e le scelte dei singoli, con l’intento di coinvolgere anche la comunità locale nella condivisione di alcuni sani principi di vita comunitaria quali il rispetto ed il mantenimento decoroso dei luoghi in cui si vive, al di fuori delle abitazioni private.

“Stiamo imparando sulla nostra pelle che l’organismo che distrugge il proprio ambiente distrugge sé stesso”. Gregory Bateson, Verso un’ecologia della mente, 1972

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