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Eppur non si muove

La determina della Provincia con cui si aggiudicavano definitivamente i lavori di riqualificazione di Rio Martino è stata annullata dal TAR di Latina dopo il ricorso di un’altra concorrente: l’associazione d’imprese Schiavo spa/Ircop spa.

Rio Martino garettaAd ora, stante quest’ultima sentenza amministrativa, l’appalto è riassegnato alla Schiavo/Ircop. Prevedibile il ricorso al Consiglio di Stato da parte della Icad/Poseidon che produrrà lo stallo di quest’opera che appare sempre più inutile, costosa e, probabilmente, dannosa. Se i lavori fossero svolti dalla Schiavo/Ircop l’ammontare della spesa per la Provincia – quindi la collettività – sarebbe minore. Ad un calcolo approssimativo, si può ritenere, grossomodo, un risparmio di oltre un milione di Euro.

È chiaro che, al di là dei dedali giudiziari dentro cui si perderanno le imprese coinvolte e la Provincia stessa (pare che l’indagine in Procura sia ancora in piedi), la politica non ha agito come avrebbe dovuto per tutelare i soldi di un ente che, a breve, esordirà, con cadreghe e colletti, nella sua nuova veste di ente di secondo livello – come il famigerato ddl Delrio sancisce. Continua a leggere

Pánta rhêi a Rio Martino

Il dubbio che si scriva a vicenda conclusa è purtroppo un esercizio di stile.

Quasi impossibile continuare a credere che la determinazione dirigenziale che assegna definitivamente i lavori di riqualificazione del porto canale di Rio Martino non sia stata ancora espletata. Considerati anche i cronici ritardi di questa amministrazione che sempre ritarda la pubblicazione di atti pubblici, in barba a decine di leggi sulla trasparenza che hanno investito la PA di anno in anno.

Purtroppo, come abbiamo avuto modo di constatare con l’esito di gara provvisorio mai apparso sul sito della Provincia, anche per il definitivo non saremmo stupiti se già fosse stato protocollato da giorni senza essere pubblicato.

panta rei 2Le cose, a Via Costa, scivolano alla maniera di un Eraclito impudente. Tutto scorre senza soluzione di continuità tra un’indagine della magistratura e un’indicazione di voto partita dal capo del personale Silvestri poco prima dell’urna europea.

Da quando, con il verbale numero 9 redatto in data 19 febbraio 2014, la gara fu provvisoriamente aggiudicata all’ATI Icad-Poseidon di acqua ne è scorsa potente e copiosa sotto i ponti.

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Stop

Non è possibile farlo. Il signor reggente, assessore ai lavori pubblici, vice presidente della Provincia, vicario di Cusani, Salvatore De Monaco, non può dichiarare con leggerezza, come se niente fosse successo, che la determinazione dirigenziale procederà all’aggiudicazione definitiva dei lavori di riqualificazione del porto canale di Rio Martino – secondo stralcio.

Salvatore De Monaco

Salvatore De Monaco

Questi politici, responsabili peraltro del primo pessimo stralcio del porto canale (risalente al 2008), non possono proseguire anche con il secondo stralcio, alla luce di quello che è accaduto in questi ultimi mesi.

Non possono farlo perché è chiaro a tutti che la gara d’appalto presenta e ha presentato tante criticità. Troppe.

Non possono farlo perché la Provincia è un ente che, secondo legge vigente appena approvata dal Parlamento, sebbene sia pessima, trasforma l’ente provinciale in un ente di secondo grado, i cui rappresentanti non saranno eletti dal popolo. Un’istituzione in estinzione (la legislatura finirà a breve) che decide sulla carne viva dei soldi della collettività è un ossimoro.

Perché la Provincia è un ente squalificato dal suo ex presidente, Armando Cusani, bi condannato in primo grado, e fatto decadere dal Prefetto in persona. Continua a leggere

Rio Martino: che fare?

Dopo la notizia dell’apertura di un’indagine per una possibile turbativa d’asta nel quadro del bando di gara del porto canale di Rio Martino, sappiamo che non sbagliavamo ad avanzare i nostri dubbi sulla spesa di cinque milioni di Euro destinati a quest’opera.

Le prime notizie giornalistiche indirizzano la questione della turbativa sulla presunta valutazione del ponte Cicerchia ai fini della vittoria tecnica. Ipotesi che appare non corretta se si considera che, come sostenevamo in un precedente articolo, nell’offerta riomartipresentata e, nella fattispecie, nella busta dell’offerta tecnica, questo fantomatico ponte Cicerchia non dovrebbe essere presente, né tantomeno il suo importo di 500 mila euro,  pari al 10% dell’intero appalto (come prospettato dai rumors della stampa), poiché il Disciplinare di Gara, in grassetto a pag. 6, secondo rigo, impone testualmente che l’offerta deve essere “priva di qualsivoglia indicazione (diretta o indiretta) di carattere economico – PENA L’ESCLUSIONE”.

Non saremmo così sicuri che l’”uovo di Colombo” sia il ponte Cicerchia.

Piuttosto, ci sembra più fondata la nostra prima ipotesi che metteva in dubbio le modalità con cui è stata gestita l’assegnazione della gara. Richiamavamo, a tal proposito, la Deliberazione n. 12 del 10/04/2013 emessa dall’Autorità di Vigilanza dei Lavori Pubblici: “In caso di aggiudicazione secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa (e questo è il caso), la formula utilizzata dalla stazione appaltante per l’attribuzione del punteggio dell’elemento economico deve consentire di attribuire l’intero range dei punteggi, variabile da zero al massimo fissato nel bando di gara”. Sostenevamo che il punteggio dell’offerta economica si sarebbe dovuto spalmare in un range (o intervallo) da 0 a 25, e non da 17,7 a 25 come effettivamente è avvenuto a causa di una cervellotica frazione.

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Non nelle casse della provincia l’ammanco era nel suo cuore

Con lo splendido verso che dà il titolo a questo breve articolo (nell’originale vi è “comune” invece di “provincia”), il poeta Vittorio Sereni descriveva la straziante presa di coscienza di un suicida.

La storia del porto canale di Rio Martino è simile ad un suicidio, un burocratico suicidio perpetrato da uomini che non hanno il coraggio di rispondere, confrontarsi, spiegare.

Un suicidio del proprio territorio cieco e sordo che passa sotto la traccia del vuoto del dibattito pubblico pontino (Non sospetti ancora / che di tutti i colori il più forte / il più indelebile / è il colore del vuoto? – altro potente verso di Vittorio Sereni).

Domani vi sarà, forse, – perché l’improbabilità è perfida sorella della trasparenza, richiesta da umili cittadini – un incontro, nella commissione competente di viabilità e lavori pubblici della Provincia di Latina, tra la dottoressa Patrizia Guadagnino, già coinvolta in qualche scandalo, e presidente della commissione che ha aggiudicato la gara a ICAD-POSEIDON, e qualche consigliere provinciale.

Sarà difficile che le vengano rivolte le domande giuste, ma al pressapochismo dei nostri politici siamo abituati. Quasi quanto al vuoto.

Sarà impossibile un dialogo con i cittadini che avrebbero avuto il diritto di sapere come verranno spesi 5 milioni di Euro dei contribuenti. Ma confidiamo in un prossimo consiglio provinciale a cui tutti i cittadini potranno partecipare.
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