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Dj Fabo e gli altri

Il caso di Fabiano Antoniani (in arte Dj Fabo), morto ieri alle 11.40 in una clinica svizzera, dunque non nel suo paese e non secondo le sue volontà pone ad una società che si ritiene laica seri interrogativi?
Intanto, un cittadino italiano è stato costretto, dalla vigliaccheria di una politica ipocrita, ad emigrare anche per esercitare un proprio diritto civile negatogli in patria da istituzioni che lo avrebbero lasciato all’ergastolo in un corpo di cui Fabio non poteva più disporre secondo il principio del libero arbitrio.
Dunque, dopo Piergiorgio Welby e Eluana Englaro, la politica italiana continua ad essere sorda agli appelli della società civile e latitante persino d’innanzi a una legge d’iniziativa popolare depositata in parlamento, più di 3 anni fa, sull’eutanasia e sul testamento biologico.
Ma mentre lo stato centrale fa melina molti comuni si stanno organizzando in maniera autonoma istituendo il “Registro dei testamenti biologici”.
Nel comune di Aprilia, ad esempio, è attivo già dal 2011 (https://goo.gl/6uEtXK ), come risulta dal sito dell’Associazione Luca Coscioni.
Mentre a Latina, che non risulta nella medesima lista, com’è la situazione?
Abbiamo chiamato l’ufficio dei Servizi Sociali per una verifica e ci hanno confermato che a Latina non esiste questo registro che darebbe ai cittadini la possibilità di depositare, ufficialmente, le proprie volontà in merito.
Dunque Latina si conferma una città che ha molto da recuperare anche sotto questo punto di vista.
Per questo motivo, nelle prossime settimane, all’interno del nostro gruppo civico avrà inizio un confronto in merito teso a verificare la possibilità di formalizzare una proposta d’istituzione del Registro dei testamenti biologici all’attuale amministrazione Coletta.

Tossicodipendenza: è ora di guardarla sotto un altro punto di vista!

Da decenni è in corso un dibattito molto acceso sulla legalizzazione delle droghe leggere e il paese si divide in proibizionisti e pro legalizzazione. Ma quali e quanti sono i vantaggi di legalizzare le droghe leggere? Cosa ha portato il proibizionismo? Come lo Stato deve trattare i tossicodipendenti? 

Per chi è convinto delle politiche proibizionistiche, è chiaro che chi fa uso di droghe debba essere trattato come un criminale poiché compie un reato, mentre nel caso dei fautori della legalizzazione i tossicodipendenti dovrebbero essere trattati come pazienti. Un esempio a supporto di quest’ultima tesi è la situazione portoghese: in Portogallo, nel 2003, sono state pietro1legalizzate tutte le droghe. Secondo Joao Goulao, Presidente dell’Istituto sulle droghe e sulle dipendenze, i tossicodipendenti compulsivi in terra lusitana sono passati da 100.000 a 50.000 da quando è stata approvata la legge. A seguito della depenalizzazione sono nate policy assistenziali e nuove terapie che sono più economiche e umane: ad oggi, circa 40.000 portoghesi sono in cura per uscire dal tunnel della droga.

In Colorado, l’uso non medico della marijuana è stato legalizzato nel 2015. Lo stato federale ha guadagnato circa 40 milioni di dollari l’anno ed 8 di questi sono stati utilizzati per campagne di sensibilizzazione contro l’uso di droghe e per la prevenzione. Nel primo anno, a Denver (la capitale del Colorado) sono scesi considerevolmente i crimini violenti e, secondo il dipartimento dei trasporti, sta scendendo anche il numero di incidenti dovuto all’uso di droghe. Continua a leggere