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IL Tar boccia la Ciccarelli

Oggi (14-12-2017), il Tar ha annullato la gara d’appalto riguardante i servizi sociali per i disabili, accogliendo il ricorso presentato da Universiis. Il Tribunale amministrativo ha definito il criterio di scelta della commissione totalmente illogico poiché l’Universiis ha presentato un’offerta di ore maggiore rispetto ad Osa. Quindi bocciati pur avendo presentato un’offerta migliore Secondo il Tar quindi non ci sono gli elementi adatti per attribuire un punteggio maggiore all’OSA rispetto ad Universiis, pensate che si parla soltanto di uno dei vari contratti d’appalto, che vale 11mln di euro. Insomma non proprio una bella figura per una giunta che avrebbe dovuto cambiare libro ma che con questi comportamenti ci ricorda tempi e fatti di cui faremmo volentieri a meno di ricordare.

Secondo l’assessora alle politiche sociali Ciccarelli, il Tar avrebbe utilizzato un criterio quantitativo, mentre il bando a cui si fa riferimento puntava sulla qualità e che quindi il problema è tecnico e non politico. In realtà non è proprio cosi: definendo il criterio di scelta “immotivato” e “totalmente illogico” il Tar ha bocciato una scelta politica e ci ha dimostrato come su quel lotto l’amministrazione ha scelto il concorrente che prometteva un servizio peggiore rispetto all’altro.

a cura di Luca Pietrolucci

Il romanzo dell’autostrada Roma-Latina

Dopo la sentenza del Tar che ha bocciato il ricorso presentato dall’associazione di imprese guidata da Salini Impregilo con Astaldi, Pizzarotti e Ghella contro Autostrade del Lazio e nei confronti della cordata italo-spagnola Consorzio Sis (Dogliani e Sacyr), a Latina, e si badi bene solo a Latina (con uno sconfinamento ad Aprilia), c’è stato un tripudio di giubilo da parte della politica: l’autostrada Roma-Latina, hanno decretato i rappresentanti del popolo, si farà.

Tutti, dal PD a Forza Italia passando per Fauttilli (non si sa bene a quale partito appartenga) e Cuori Italiani (sì, esistono anche i cuori italiani), esultanti per il sol dell’avvenire fatto di cemento e modernità contro quei retrogradi da pleistocene che si oppongono perché ancorati all’età della pietra. Tra lazzi in cazzuola e bottiglie di spumante alla buiacca, lorsignor buiaccari, pardon!, i politici pontini, ignari o incuranti del progetto Corridoio integrato interzonale A12-Roma-Latina e bretella Cisterna Valmontone (per cui sono stati già spesi in studi e progettazioni circa 120 milioni di Euro), più tangenziale est Borgo Piave-Borgo San Michele e provinciale Borgo Piave-Foce Verde (chilometri rigorosamente a pedaggio per studenti, lavoratori ecc.), si sono sperticati in dichiarazioni a dir poco superficiali che se non fossero maldestre e gravi farebbero schiantare dal ridere. I consiglieri comunali forzisti di Latina, Ialongo e Miele, si dicono favorevoli all’autostrada a pedaggio non sapendo o considerando che i loro stessi colleghi di centrodestra capitolini, compreso l’unico consigliere romano di Forza Italia, a ottobre del 2016 votarono nel Consiglio Comunale di Roma a favore della mozione del Cinque Stelle per dire “no” all’autostrada e alla bretella, e “sì” affinché si stornino le risorse economiche pubbliche pari a 468 milioni di euro e si destinino all’adeguamento in sicurezza di tutta la Via Pontina e alla progettazione di un treno-tram complanare alla Via Pontina – pochi mesi fa il Comitato No Corridoio Roma-Latina e il Nodo di Latina hanno ospitato nei locali de Il Gabbiano l’ingegner Tamburrino per spiegare ai cittadini il progetto; politici presenti: zero.
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Eppur non si muove

La determina della Provincia con cui si aggiudicavano definitivamente i lavori di riqualificazione di Rio Martino è stata annullata dal TAR di Latina dopo il ricorso di un’altra concorrente: l’associazione d’imprese Schiavo spa/Ircop spa.

Rio Martino garettaAd ora, stante quest’ultima sentenza amministrativa, l’appalto è riassegnato alla Schiavo/Ircop. Prevedibile il ricorso al Consiglio di Stato da parte della Icad/Poseidon che produrrà lo stallo di quest’opera che appare sempre più inutile, costosa e, probabilmente, dannosa. Se i lavori fossero svolti dalla Schiavo/Ircop l’ammontare della spesa per la Provincia – quindi la collettività – sarebbe minore. Ad un calcolo approssimativo, si può ritenere, grossomodo, un risparmio di oltre un milione di Euro.

È chiaro che, al di là dei dedali giudiziari dentro cui si perderanno le imprese coinvolte e la Provincia stessa (pare che l’indagine in Procura sia ancora in piedi), la politica non ha agito come avrebbe dovuto per tutelare i soldi di un ente che, a breve, esordirà, con cadreghe e colletti, nella sua nuova veste di ente di secondo livello – come il famigerato ddl Delrio sancisce. Continua a leggere