TEATRO COMUNALE D’ANNUNZIO: SI STAVA MEGLIO QUANDO SI STAVA PEGGIO

Il 10 agosto 2017, la Giunta Coletta ha dato seguito all’ennesimo cambio di passo rispetto a quanto prometteva.Articolo di giornale sul Teatro D'Annunzio di Latina

In merito al destino del Teatro Comunale D’Annunzio e in relazione alla normativa antincendio che da anni tormenta il destino del più grande teatro provinciale (fino a quando non sarà ridotta la superficie del palco), dopo un anno di silenzio pare che si procederà alla costruzione di due muri frangifuoco da realizzare direttamente sul palco: un’azione che ridurrà a 150 mq la superficie utile alle attività teatrali, senza considerare la sottrazione di spazio ulteriore determinata dal montaggio delle quinte. Si decide in fretta e in furia ad agosto, senza che sia pubblicata la delibera di Giunta sull’Albo Pretorio online (peraltro fermo al 5 giugno 2017); sempre che tale delibera non sia stata approvata con carattere di urgenza il che eviterebbe l’obbligo di pubblicazione immediata ai fini della piena legittimità. Ad ogni modo, la questione teatro non è un tema scottante e urgente in sé, piuttosto ciò che lascia perplessi è il modo in cui è stata gestita.

 

Tramite la pagina Facebook e il sito Latina 5 Stelle, sono stati lanciati diversi appelli, il primo dei quali, peraltro, è stato inviato a mezzo lettera al Commissario Prefettizio, Giacomo Barbato, l’11 aprile 2016, quando si cominciava a parlare della necessità di adeguare gli spazi del polo teatrale alla normativa antincendio. Tutti gli attivisti che si sono occupati della vicenda del teatro civico latinense inviarono al Commissario non una mera critica basata sulle opinioni, bensì una lettera nella quale evidenziavano punti concreti in maniera circostanziata. La stessa lettera fu inviata il 4 agosto 2016 all’appena insediato sindaco Damiano Coletta, cosiderata l’intenzione della nuova squadra di governo locale di partecipare a un bando aperto dalla Regione Lazio, proprio in merito al piano di intervento per lo sviluppo delle strutture culturali nel Lazio. Chiedevamo all’allora neo sindaco di sfruttare al meglio i fondi accantonati da Barbato per i lavori di adeguamento alla normativa antincendio in virtù del bando regionale sopracitato, in modo da portare a termine un progetto di reale valorizzazione del Teatro D’Annunzio ed eventualmente degli altri teatri comunali minori.

Passano i mesi e tutto tace e poi arriva il recente annuncio di un bando per l’affidamento del Teatro Comunale ad un privato al quale si concederanno 100.000 euro a fondo perduto per ciascun anno della durata triennale dell’appalto.
Ieri (11 agosto 2017), il comunicato stampa del Comune riportava che “A seguito di un confronto tra il progettista e Direttore Lavori e gli operatori dello spettacolo dal vivo si è proceduto ad un riesame della prima proposta progettuale che – per ragioni di ordine tecnico, economico e temporale – esclude l’adozione del sistema sprinkler a favore della perimetrazione dell’area scenica”, continuando poi con la citazione letterale delle parole pronunciate dall’Assessore alla Cultura, Antonella Di Muro: «La separazione del palcoscenico dagli spazi circostanti non interferisce con la funzionalità dello spazio scenico. La perimetrazione dello stesso, infatti, non risulterà visibile al pubblico in quanto risulterà ai margini dell’area interessata dallo spettacolo; potrà semplificare e valorizzare gli allestimenti e salvaguardare l’area di retropalco, destinata ai cambi di scena e di costume, impedendo interferenze con lo spettacolo in corso. Le pareti, inoltre, assumeranno funzione di cassa armonica migliorando notevolmente l’acustica».

A questo punto, sono d’obbligo alcune domande aperte a chiunque dell’amministrazione voglia rispondere, carte alla mano:

se l’acustica potrebbe davvero migliorare con la realizzazione di due muri all’interno dello spazio calpestabile del palco, perché non si è proceduti direttamente lo scorso anno con i lavori evitando di pagare diversi vigili del fuoco per tutte le rappresentazioni che hanno preso atto dallo scorso novembre? Potrebbe palesarsi uno sperpero di denaro pubblico?

su quale studio tecnico si fonda la convinzione dell’Assessore Di Muro, del Comune e del vincitore del bando per i lavori di messa a norma? È possibile prenderne visione?

a che punto è il bando per lo stanziamento di fondi per il piano di intervento per lo sviluppo delle strutture culturali nel Lazio a cui, nell’agosto dello scorso anno, il Comune ha annunciato che avrebbe partecipato?

quanto costerà la messa a norma antincendio concepita secondo procedure e metodi standard che non tengono in considerazione la funzionalità del luogo? Inoltre, la scarsa chiarezza rispetto all’individuazione dei costi nella Relazione generale delle opere e nello Schema di contratto d’appalto (art. 16 – “Variazioni al progetto e al corrispettivo”) potrebbe esporre l’amministrazione a spese impreviste e/o al fermo dei lavori, oltre che a possibili contenziosi giudiziari?

quanto costerebbe invece la realizzazione di un sistema di tipo sprinkler?

– a fronte di un futuro appalto da affidare a un privato il quale godrà di un finanziamento a fondo perduto di 100.000 mila euro per tre anni di soldi pubblici, come mai il Comune decide di accelerare i lavori?

– citando nuovamente il recente comunicato stampa, “A seguito di un confronto tra il progettista e Direttore Lavori e gli operatori dello spettacolo dal vivo si è proceduto ad un riesame della prima proposta progettuale”, chi sono gli “operatori dello spettacolo dal vivo” coinvolti nel confronto? Sono stati coinvolti tutti? Nel caso in cui ne fosse stata interpellata solo una piccola rappresentanza, qual è stata la modalità adottata per la selezione?

 

Posted on 12 agosto 2017, in Blog, Iniziative Locali. Bookmark the permalink. Leave a Comment.

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