TODO RESTA!

A Latina, il 19 giugno 2016, con un plebiscito popolare veniva eletto il candidato sindaco, della lista civica Latina Bene Comune, Damiano Coletta.
Il noto cardiologo, ex calciatore professionista che aveva militato nel Latina calcio quando la squadra locale era governata da dinamiche certamente non assimilabili a quelle emerse dalle cronache giudiziarie relative all’inchiesta “Olimpia”, madre di “Starter” e cugina di “Tiberio” (da non confondere con “Pdor, figlio di Kmer della tribù di Star” geniale invenzione teatrale dei noti comici nazionali Aldo, Giovanni e Giacomo).
Inchiesta che, non va dimenticato, l’autunno scorso ha portato all’arresto di 18 persone tra noti politici, imprenditori, tecnici e dirigenti comunali decretando, di fatto, il fallimento etico e morale di un intero sistema politico amministrativo.
Sistema che, per molti anni, ha governato una città spacciata per “nera” ma, in realtà, caratterizzata da “50 sfumature di grigio”.
Sfumature che ancora oggi, anche grazie alla cronica lentezza del sistema giudiziario pontino che stenta a tradurre le inchieste (alcune di cui non si sa più nulla da troppo tempo) in processi, riescono a celare quel “mondo di mezzo” di cittadini, apparentemente perbene, a cui non da alcun fastidio il “puzzo del compromesso morale” e “nell’indifferenza, nella contiguità e dunque nella complicità” hanno fatto affari e, verosimilmente, continueranno a farli anche con il sistema malavitoso nostrano.
Malavita di alto o basso rango è indifferente poiché gli affari sono affari e Latina, città dove i suicidi anomali e le intimidazioni restano a carico di ignoti, resta un terreno fertile per una criminalità che trova ampi margini di manovra proprio nella crescente desertificazione industriale e commerciale, nella preoccupante disoccupazione giovanile e nell’indebitamento delle famiglie.
Uno scenario poco rassicurante e certamente in dissonante contrasto con il benessere, vero o presunto, ostentato per le vie cittadine ancora trasandate e intasate di SUV e auto di lusso di grossa cilindrata.
Nel frattempo è trascorso un anno dall’insediamento della nuova amministrazione comunale che “todo” doveva cambiare e che un “nuovo libro” voleva scrivere per far dimenticare la politica dell’intrallazzo e delle opere bluff.
Una nuova politica che avrebbe dovuto far dimenticare il metodo politico di chi, pur proponendosi come diretto antagonista di Coletta, suggeriva all’ex sindaco Di Giorgi azioni spot: «Perché tanto in politica conta l’ultima cosa che fai, non è che si ricordano quello che hai fatto otto mesi fa».
Invece, quella comunità di cittadini che, insoddisfatta dell’offerta elettorale proposta dai soliti partiti e dalle solite liste civiche “civetta”, la scorsa estate ha sostenuto Latina Bene Comune oggi è ragionevolmente frustrata e delusa.
La delusione principale è probabilmente da ricondurre alla pragmatica consapevolezza che, nonostante i buoni propositi elettorali, l’amministrazione Coletta non sarebbe riuscita a cambiare il volto della città in tempi brevi ma quella stessa comunità non avrebbe mai potuto immaginare di ritrovarla, 12 mesi dopo, nella stessa drammatica situazione.
Il contesto cittadino attuale, infatti, è ancora caratterizzato da un imbarazzante degrado urbano e da una desolante marina dove, invece della bandiera blu, avrebbero dovuto issare quella bianca in segno di resa o, in alternativa, quella gialla anticamente associata alla quarantena.
Riguardo gli altri problemi ancora in sospeso e connessi alla viabilità, l’urbanistica, i rifiuti, i trasporti, le partecipate ecc. sono stati, ovviamente, oggetto di attacchi politici sferrati da tutti i partiti d’opposizione presenti in consiglio comunale che, in questo modo, si sono potuti facilmente ringalluzzire dopo la debacle elettorale dell’anno precedente.
Partiti come quello Democratico e Forza Italia che, finalmente, hanno potuto lavorare insieme alla luce del sole e non più “clandestinamente” come in parlamento o in altre città e dove il mutuo soccorso ha prodotto giunte, assessori (Formia docet) e nuove amministrazioni para civiche (Gaeta docet).

Oppure, come quello dei Fratelli d’Italia sfrattato malamente da un comune, storicamente definito “laboratorio politico della destra“, che cerca disperatamente di far dimenticare i fallimenti e le cattedrali nel deserto lasciate in eredità ai cittadini di Latina dalle passate amministrazioni Finestra, Zaccheo e Di Giorgi (Terme di Fogliano, Latina Ambiente, Società Logistica Merci di Latina Scalo, Metroleggera, la cittadella Giudiziaria, l’ex ICOS, Stadio, Urbanistica, Cimitero, ecc. ecc).
Per non parlare di quelle anime politiche destrorse, esiliate dal consiglio comunale da un elettorato stufo di un ventennio di sfaceli, che pensano di ritornare in auge promuovendo esilaranti campagne propagandistiche, dal retrogusto vintage (vedi foto), mediante l’occupazione di buona parte degli spazi pubblicitari e comunali riservati alle pubbliche affissioni (chi sa se tutti i relativi manifesti saranno stati vidimanti dal competente ufficio dietro corresponsione della relativa tassa) ovvero tramite i canali social veicolando video di una sconcertante banalità.
In questo grigio panorama politico dove tutti sembrano avere la verità in tasca (anche quelli che dovrebbero restare in silenzio e vergognarsi per altri diciannove anni), tutti si sentono legittimati a puntare il dito o interpretare il pensiero di quella comunità di cittadini che ha legittimamente sognato il “todo cambia” ed oggi, dopo un anno di amministrazione Coletta, deve fare i conti il “todo resta”.
Una comunità che si può solo augurare che Latina Bene Comune si faccia un bagno di umiltà e che il sindaco Coletta, dopo aver doverosamente ammesso i propri e altrui errori, inizi il secondo anno amministrativo, magari, “restituendo” le funzioni di indirizzo politico nelle mani di un Consiglio comunale, troppo spesso, esautorato da una Giunta “plenipotenziaria”.
Del resto una compagine politica come quella di Latina Bene Comune che si dice rispettosa della “democrazia dal basso” non dovrebbe avere problemi in tal senso.
Auguri Latina!

Posted on 24 giugno 2017, in Blog. Bookmark the permalink. Leave a Comment.

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