TODO STAGNA

Amministrare una città non è facile, soprattutto se si eredita una situazione fallimentare. Di massima, come spesso accade in molti comuni che cambiano amministrazione e direzione politica, almeno i primi due anni trascorrono tra ritardi e scoperte di scheletri negli armadi, errori più o meno fisiologici, ambizioni e distrazioni di varia natura, primi sintomi di autoreferenzialità e vari mantra che vanno da: “siamo i più bravi” a “ce l’hanno tutti con noi” a “gli altri erano peggio”.
Il cittadino dovrebbe mantenersi razionale, pragmatico, paziente perchè, come dicevano i saggi, “i cavalli si vedono all’arrivo”.
Tuttavia, quando dopo due anni di “abituiamoci al bello” ci si imbatte ancora in:
– cassonetti dell’immondizia lerci, rotti o stracolmi;
– strade sempre più simili a mulattiere;
– marciapiedi dissestati e sporchi;
– segnaletica stradale orizzontale e verticale invisibile o divelta;
– auto parcheggiate ovunque in particolare sugli scivoli per disabili, in curva o sulle strisce pedonali;
– mamme con relativi passeggini che per fare una passeggiata devono equipaggiarsi stile Lara Croft;
– aree verdi modello savana o sommerse dai residui dell’erba rasata e triturata unitamente a detriti di varia natura;
– parchi per bambini impraticabili;
– progetti tanto voluti dai “bikers” più noti e determinati della città, come il più chiacchierato anello ciclabile o le prime e ultime quattro case avanzate, meritoriamente ottenuti ma ora incredibilmente sbiaditi come gli elettori di Latina Bene Comune;
– una toponomastica che sembra essere diventata più importante dell’urbanistica;
– un ufficio anagrafe più simile al girone dantesco dell’inferno dove manca solo la scritta “lasciate ogni speranza o voi che entrate”;
– taluni impiegati comunali che, nel 2018, trascurando l’inidoneità ad interagire educatamente con il pubblico, hanno ancora difficoltà ad usare i computer in dotazione al punto da non saper nemmeno prelevare immagini da una chiavetta USB;
– automobilisti che girano per la città come se fosse il loro autodromo personale sicuri che, difficilmente, verranno fermati da una pattuglia della Polizia Locale cronicamente sotto organico;
– barriere architettoniche che il sindaco Coletta voleva eliminare nei suoi primi 100 giorni di mandato (booommmmm!!!), ecc. ecc.;
… allora, ti rendi conto che il “todo cambia” si è trasformato in “todo stagna” e continui ad ingoiare bile nella speranza che il terzo anno sia quello buono per una città che sta perdendo la pazienza.

Posted on 12 maggio 2018, in Blog. Bookmark the permalink. Leave a Comment.

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