UNA PISCINA CHE FA ACQUA . . .

Dopo aver ricevuto diverse segnalazioni in merito abbiamo atteso alcuni mesi prima di documentare lo stato di poca cura e igiene in cui versano gli spogliatoi maschili della piscina comunale di Latina, nella speranza che la società Nuoto 2000, che gestisce in concessione le piscine comunali,  provvedesse di propria iniziativa.

Tuttavia questo non è avvenuto anzi, da alcune foto ricevute oggi, è persino visibile uno scarafaggio morto all’interno delle docce collettive e l’assenza di adeguata manutenzione semestrale ai sistemi antincendio. Inoltre, anche se non documentato da immagini, il bordo della piscina coperta (lato sud), risulterebbe pericolosamente scheggiato e nulla sarebbe stato fatto ne per segnalare il pericolo ne per impedire l’uso della corsia interessata al fine di evitare possibili incidenti ai relativi fruitori.

La società concessionaria, va ricordato, è la stessa il cui principale socio di riferimento è stato coinvolto dall’inchiesta Olimpia (partita proprio grazie ad un esposto alla Corte dei Conti e una interrogazione parlamentare del M5S entrambi elaborati dal nostro gruppo civico politico) che, a novembre del 2016, provocò un terremoto a Latina con l’arresto dell’ex sindaco Giovanni Di Giorgi e altre 14 persone tra: ex politici, dirigenti, funzionari, professionisti e imprenditori.

La Procura decapitò il Sistema Latina che favoriva singoli a discapito dell’intera comunità, con pesanti danni all’amministrazione comunale. Inchiesta che proprio il 30 maggio scorso, presso il tribunale di Latina, ha visto celebrare la sua prima udienza preliminare ed il relativo rinvio al 24 luglio prossimo a causa di alcune mancate notifiche.

Ebbene, sono trascorsi circa 5 anni dal nostro esposto (risalente al 18-09-2013); due anni dal cambio dell’amministrazione comunale affidata al sindaco “para civico” Damiano Coletta; quasi due anni dagli altisonanti arresti dell’operazione Olimpia (eseguiti il 14.11.2016), eppure, ad oggi, la piscina comunale resta saldamente nelle mandi di una società che, a quanto sembra, nonostante la gestione di un bene pubblico che lascia al quanto a desiderare (come documentato dalle foto), sembra non temere alcuna penale o revoca della concessione.

Una concessione che, lo ricordiamo, fu affidata alla Nuoto 2000, il cui principale socio di riferimento all’epoca dei fatti era l’ex consigliere provinciale Silvano Spagnoli (attualmente indagato nell’inchiesta Olimpia), da un giovane Giovanni Di Giorgi (assessore allo sport) nonché compagno di partito ed amico dello stesso Spagnoli. Come sappiamo, in seguito, il Di Giorgi (anch’egli indagato nell’inchiesta Olimpia) è divenuto sindaco di Latina e, nel suo ultimo discorso da primo cittadino (04 giugno 2015), prima di essere sfiduciato dal consiglio comunale, pronunciò delle profetiche parole: «Me ne vado a testa alta sicuro che nessuna inchiesta mi vedrà coinvolto».

Sono trascorsi 5 anni dal nostro esposto inteso ad ottenere chiarimenti sulla gestione delle piscine comunali, eppure, ancora oggi, torniamo sulla questione ponendo all’amministrazione Coletta le seguenti domande:

  • il Comune di Latina ancora paga le utenze (luce, acqua, gas) per conto della società concessionaria?
  • nel contratto di concessione della durata di 30 anni sono previste penali o qualche opzione di recesso in caso di mala gestione della struttura pubblica?
  • vi sono novità di rilievo dalla causa che fu avviata dal Comune di Latina nei confronti della Nuoto 2000 per il riconoscimento di alcuni crediti (relativi alle utenze non volturate) che l’amministrazione asseriva di vantare nei confronti della medesima società e che portarono lo stesso Spagnoli, secondo alcune intercettazioni effettuate nel corso dell’inchiesta Olimpia (come riportato da Latina Oggi), a tentare una mediazione con l’ex sindaco Di Giorgi?
  • alla luce di quanto documentato dalle nostre foto verranno presi provvedimenti dall’amministrazione Coletta ovvero dall’assessore competente Felice Costanti e/o dalla commissione competente presieduta dal consigliere Fabio D’Achille (LBC)?

In attesa di ricevere delle risposte alle sopraccitate domande, auspichiamo l’intervento dei Carabinieri (Nucleo NAS) presso la struttura di via dei Mille al fine di verificare se le condizioni igieniche della stessa siano compatibili con la salute e l’incolumità pubblica.

 

 

 

Posted on 10 giugno 2018, in Blog, Esposti, Iniziative Locali. Bookmark the permalink. Leave a Comment.

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