UNA RASSICURAZIONE A TEMPO DETERMINATO

Prendiamo atto della nota pubblicata ieri sul sito istituzionale del Comune dall’amministrazione Coletta.
Tuttavia, le rassicurazioni contenute nella parte finale del comunicato – “Rimangono nella titolarità del Comune di Latina la concessione mineraria per le Terme, che scadrà a dicembre 2023, e i diritti di superficie vantati su un’area importante dei terreni di proprietà della Società Terme di Fogliano S.p.A., che rimarranno immutati anche a seguito dell’alienazione a terzi. E rimane naturalmente in capo al Comune di Latina il governo del proprio territorio” – sono aleatorie e puramente collegate alla durata di un mandato politico.
Come noto:
– quest’amministrazione ha già subito forti scossoni con la perdita di due assessori di riferimento (Costanzo e Buttarelli);
– non scorre buon sangue tra la plenipotenziaria super manager comunale Rosa Iovinella ed alcuni “big” di LBC tra cui spicca la figura dell’assessore al bilancio Capirci che potrebbe essere il terzo ad abbandonare una nave con evidenti difficoltà di governo;
– alcune forze centrifughe in seno ad LBC potrebbero minare il percorso amministrativo di una compagine “para” civica che molto probabilmente, a breve, uscirà allo scoperto per sostenere, ufficialmente, la campagna elettorale di Zingaretti (PD), governatore uscente della Regione Lazio.
L’appoggio a Zingaretti ufficializzerebbe la connotazione politica di una lista civica che, pur avendo condotto una campagna elettorale trasversale “scimmiottando” il modus operandi del M5S per ottenere il consenso di quella parte di elettorato orfano di una propria lista di riferimento, si collocherà definitivamente nel naturale alveo politico di un partito di sinistra.
Ciò potrebbe creare ulteriori spaccature in seno ad LBC e se ciò dovesse accadere l’amministrazione “benecomunista” potrebbe anche non riuscire ad arrivare a fine mandato.
In questa estrema ipotesi, quale sarebbe il destino dei 75 ettari posti in un’area costiera pregiata che, molto probabilmente, saranno acquistati all’asta con pochi spiccioli da qualche “palazzinaro” disposto ad attendere un’amministrazione più accondiscendete verso le speculazioni edilizie?
Scenari che Latina ha già vissuto e di cui sono ancora ben visibili le relative cicatrici urbanistiche.

Posted on 24 dicembre 2017, in Blog, Comunicati. Bookmark the permalink. Leave a Comment.

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