Una vita vale meno da Latina in giù

C’è uno sport inventato dai tifosi dell’autostrada a pedaggio Roma-Latina (per lo più i politici pontini, guarda caso). Si chiama lo sport del sillogismo elementare. Vale a dire: c’è un incidente sulla Pontina, ergo la colpa è di quei cattivi ambientalisti retrogradi che non vogliono la modernità.
Un’automobile accartocciata, un botto tremendo, e la responsabilità è di chi non vuole l’opera a pagamento pubblico turlupinata per project financing.
Bene, è opportuno specificare a lorsignori che l’autostrada a pedaggio è un progetto vecchio di quasi trent’anni e che se la Pontina non è stata né messa in sicurezza né “modernizzata” attraverso un’autostrada non è colpa degli ambientalisti, bensì di una politica che da destra e sinistra non ha saputo offrire gli opportuni indirizzi, perdendo tempo negli anni tra rimpalli burocratici e amministrativi, e con l’aggiunta di danni erariali dovuti ad intoppi dolosi e costosi per la tasca dei cittadini (il caso Arcea alla Regione Lazio).
Adesso che si sono decisi e che la gara è stata assegnata (benché non è vero che i cantieri partiranno a breve), l’autostrada ovviamente è uno strumento vecchio, superato (lo dice la Commissione europea, non quei retrogradi contro la modernità di cui sopra), e, sopratutto, antieconomico, anti-finanziario e contro la tutela di alcune bellezze naturali, storiche e turistiche che verrebbero intaccate – c’è anche un piccolo particolare: sarebbe scaduta la Via (Valutazione d’impatto ambientale).
C’è un altro aspetto, che di casualità non si tratta, che andrebbe portato all’attenzione dei tifosi dell’autostrada a pedaggio (da ripetersi: per lo più parlamentari pontini che magari su quell’autostrada ci viaggerebbero senza pagare il becco di un quattrino a causa dei loro privilegi di casta): quando succede che si muore nel tratto della Pontina, da Latina in giù, lo sport del sillogismo elementare si cheta. E allora una vita vale di più nel tratto Borgo Piave-Tor de Cenci (Latina-Roma), e non vale niente nel tratto Latina-Terracina e giù di lì.
L’altro ieri (17 aprile 2017) è morto un uomo, di nazionalità indiana, nei pressi di Borgo Hermada (Terracina) sulla Pontina. Probabilmente un uomo che tornava dal lavoro, in una zona ammalata di caporalato e assunzione di droghe per sopportare i turni dello schiavismo moderno in salsa pontina. Ammazzato e lasciato a perire sull’asfalto nel tardo pomeriggio di Pasquetta. Chi lo ha investito è scappato via e la Pontina, che lì (da Latina in giù) presenta il tratto più pericoloso per probabilità di incidenti, non val la pena né metterla in sicurezza né “modernizzarla”.
Sapete il motivo per cui i tifosi dell’autostrada tacciono?
Perché la mirabolante autostrada a pedaggio si ferma a Latina. Il tratto (Latina-Terracina) che i comitati e i Comuni di Pomezia, Ardea e Roma vorrebbero includere nella messa in sicurezza non è contemplato nel progetto. E non ditelo troppo ad alta voce, tanto a morire è un indiano in un tardo pomeriggio di Pasquetta.

Riposa in pace

 

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Posted on 19 aprile 2017, in Blog and tagged , , , , , . Bookmark the permalink. Leave a Comment.

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